Sicurezza Sociale

Previdenza e Assistenza

Le definizioni di invalidità

 Molteplici e di diversa natura sono le prestazioni previdenziali ed assistenziali previste in caso di invalidità del lavoratore e/o del cittadino.

Esaminando le diverse definizioni di invalidità, si può dire che, tranne poche eccezioni, per ciascuna di esse, il Legislatore abbia elaborato una diversa definizione di invalidità e solamente in casi eccezionali, la legge prevede anche i criteri di valutazione da utilizzare per la specifica forma di invalidità.

L’elencazione che segue riporta i testi di legge delle principali definizioni, associate alle correlate prestazioni; in generale, per acquisire le prestazioni sono richiesti altri requisiti che non sono qui esaminati.

Molto utile sarebbe anche l’esposizione delle interpretazioni date dagli Enti e dalla Magistratura; il compito è molto arduo, ma merita di essere tentato sulla falsariga di quanto contenuto nell’articolo dal titolo “Pensioni di inabilità”.

In ogni caso una decisa razionalizzazione potrebbe contribuire a classificazioni più omogenee ed a ridurre i cosiddetti “falsi invalidi”.

   

Assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa

 

  INPS – Pensione di inabilità

Articolo 2 legge 12.06.1984 n. 222 (Pensione ordinaria di invalidità) 1. Si considera inabile, ai fini del conseguimento del diritto a pensione nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall’INPS, l’assicurato o il titolare di assegno di invalidità con decorrenza successiva alla data di entrata in vigore della presente legge il quale, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

  INPDAP – Pensione di inabilità

Articolo 2 legge 08.08.1995 n° 335 – 12. (…), per i dipendenti della Amministrazioni pubbliche (…) cessati dal servizio per infermità non dipendenti da causa di servizio per le quali gli interessati si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, la pensione è calcolata in misura pari a quella che sarebbe spettata all’atto del compimento dei limiti di età previsti per il collocamento a riposo. (…). Per gli accertamenti e i controlli dello stato di inabilità operano le competenze previste dalle vigenti disposizioni in materia di inabilità dipendente da causa di servizio.

Articolo 11, terzo comma, D.M. Tesoro 08.05.1997 n. 187 – In materia di accertamenti sanitari trovano applicazione, per quanto non previsto nel presente decreto, le corrispondenti disposizioni previste nei distinti ordinamenti previdenziali per le infermità dipendenti da causa di servizio. [1]

  Prestazioni ai familiari, le prestazioni ai superstiti, cura antitubercolare e assistenza sanitaria

Articolo 8 legge 12.06.1984 n. 222 – Definizione di inabilità ai fini delle prestazioni previdenziali – 1. Ai fini dell’applicazione degli articoli 21 ([2]) e 22 ([3]) della legge 21 luglio 1965, n. 903, e successive modificazioni ed integrazioni, dell’articolo 1 della legge 9 agosto 1954, n. 657 ([4]) e dell’articolo 1 della legge 4 agosto 1955, n. 692 ([5]), e loro successive modificazioni ed integrazioni, si considerano inabili le persone che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

   

Assoluta e permanente impossibilità  di svolgere qualsiasi attività lavorativa che risulti in rapporto diretto con finalità di servizio

  INPS – Pensione di inabilità privilegiata

Articolo 6 legge 12.06.1984 n. 222 1. L’iscritto nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti ha diritto (…) alla pensione di inabilità, (…), quando:

a) (…) l’inabilità risultino in rapporto causale diretto con finalità di servizio;

   

Cessazione dal servizio per infermità non dipendente da causa di servizio

  INPDAP – Stato personale civile – Pensione per inidoneità al servizio

Articolo 42 PR 29.12.1973 n. 1092 - Il dipendente civile che cessa dal servizio (…) per infermità non dipendente da causa di servizio ha diritto alla pensione normale se ha compiuto quindici anni di servizio effettivo.

   

Cessazione dal servizio per infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio

  INPDAP – Stato personale civile – Pensione privilegiata

Articolo 64 PR 29.12.1973 n. 1092. – Il dipendente statale che per infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio abbia subito menomazioni dell’integrità personale ascrivibili a una delle categorie della tabella A annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313 ([6]), ha diritto alla pensione privilegiata qualora dette menomazioni lo abbiano reso inabile al servizio.

Per gli effetti di cui al comma precedente, fatti di servizio sono quelli derivanti dall’adempimento degli obblighi di servizio.

Per gli stessi effetti, le infermità o le lesioni si considerano dipendenti da fatti di servizio solo quando questi ne sono stati causa ovvero concausa efficiente e determinante.

   

Morte conseguente ad infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio

INPDAP – Stato personale civile – Trattamento privilegiato di riversibilità

Articolo 92 DPR 29.12.1973 n. 1092 - Quando la morte del dipendente è conseguenza di infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio, spetta ai congiunti la pensione privilegiata nella misura e alle condizioni previste dalle disposizioni in materia di pensioni di guerra. (…)

Inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro

INPDAP – Enti Locali – Pensione diretta

Articolo 7 legge 11.04.1955 n. 379 – 1. Consegue il diritto alla pensione diretta l’iscritto che, a partire dalla data da cui ha effetto la presente legge, in poi, sia cessato o cessi dal servizio:

a) dopo almeno quindici anni di servizio utile (…) per inabilità assoluta e permanente comprovata con visita medica collegiale da richiedersi nel termine perentorio di un anno dalla cessazione; (…)

   

Inabilità alle mansioni del proprio profilo professionale

INPDAP – Enti Locali – Pensione diretta

Articolo 7 legge 11.04.1955 n. 379 – 1. Consegue il diritto alla pensione diretta l’iscritto che, a partire dalla data da cui ha effetto la presente legge, in poi, sia cessato o cessi dal servizio:

b) dopo almeno venti anni di servizio utile, per una delle cause contemplate nel primo comma del precedente art. 6 ([7]) e qualora non sussistano le condizioni richieste dalla precedente lettera a); (…).

   

Totale inabilità lavorativa

Invalidi civili – pensione di inabilità

Art.12 L.30.3.1971/118 – Art.5 L. 160/75 – Art.1 L. 13.12.1986/912 – Art.8(1) DPR 23.11.1988/509 – 1. Ai mutilati ed invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo ed il sessantacinquesimo anno, nei cui confronti, in sede di visita medico sanitaria, sia accertata una totale inabilità lavorativa, è concessa a carico dello Stato (…) una pensione di inabilità (…).

Capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, ridotta in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo

INPS – Assegno di invalidità

Articolo 1 legge 12.06.1984 n. 222 – 1. Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall’INPS, l’assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.

2. Sussiste diritto ad assegno anche nei casi in cui la riduzione della capacità lavorativa, oltre i limiti stabiliti dal comma precedente, preesista al rapporto assicurativo, purché vi sia stato successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità.

Capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, ridotta in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo che risulti in rapporto causale diretto con finalità di servizio

INPS – Assegno di invalidità

Articolo 6 legge 12.06.1984 n. 222  1. L’iscritto nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti ha diritto all’assegno di invalidità (…), quando:

a) l’invalidità (…) risultino in rapporto causale diretto con finalità di servizio; (…)

   

Impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un’assistenza continua

INPS – Assegno mensile di assistenza personale e continuativa

Articolo 5 legge 12.06.1984 n. 222 – 1. Ai pensionati per inabilità, che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un’assistenza continua, spetta, con la stessa decorrenza della domanda di cui al comma successivo, un assegno mensile non reversibile nella stessa misura prevista nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

Invalidi civili – Indennità di accompagnamento

Articolo 1 legge 21.11.1988 n. 508 – 2. L’indennità di accompagnamento è concessa:

b) ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un’assistenza continua.

Inabili in misura non inferiore all’80%

Limiti di età per la pensione di vecchiaia

Articolo 1 Dlgs 30.12.1992 n. 503 – 1. Il diritto alla pensione di vecchiaia a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti è subordinata al compimento dell’età indicata (…).

8. L’elevazione dei limiti di età di cui al comma 1 non si applica agli inabili in misura non inferiore all’80%.

Minori di 18 anni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età

Invalidi civili – indennità mensile di frequenza

Articolo 2 legge 30.03.1971 n. 118 – Articolo 1 Dpr 23.11.1988 n. 509 – 2. (…) si considerano invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico e dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che (…), se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. Le minorazioni congenite od acquisite (…) comprendono gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente.

Invalidi civili – ultrasessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età

Articolo 2 legge 30.03.1971 n. 118 – Articolo 6 Dpr 23.11.1988 n. 509 – 2/bis. Ai soli fini dell’assistenza socio-sanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento, si considerano mutilati ed invalidi i soggetti ultrasessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Minorazioni visive

Legge 3 aprile 2001, n. 138 – 1. La presente legge definisce le varie forme di minorazioni visive meritevoli di riconoscimento giuridico, allo scopo di disciplinare adeguatamente la quantificazione dell’ipovisione e della cecità secondo i parametri accettati dalla medicina oculistica internazionale. Tale classificazione, di natura tecnico-scientifica, non modifica la vigente normativa in materia di prestazioni economiche e sociali in campo assistenziale.

2. Definizione di ciechi totali

1. Ai fini della presente legge, si definiscono ciechi totali:

  • a) coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi;
  • b) coloro che hanno la mera percezione dell’ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore;
  • c) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3 per cento.

3.  Definizione di ciechi parziali. 1. Si definiscono ciechi parziali:

  • a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10 per cento.

4.  Definizione di ipovedenti gravi. 1. Si definiscono ipovedenti gravi:

  • a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30 per cento.

5.  Definizione di ipovedenti medio-gravi. 1. Ai fini della presente legge, si definiscono ipovedenti medio-gravi:

  • a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 50 per cento.

6.  Definizione di ipovedenti lievi. 1. Si definiscono ipovedenti lievi:

  • a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 60 per cento.
Lavoratori non vedenti – pensione

Articolo 8 legge 10.02.1962 n. 66 – Articolo 14-septies legge 29.02.80 n. 33 – 1. Tutti coloro che siano colpiti da cecità assoluta o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, hanno diritto alla corresponsione della pensione a decorrere dal compimento del 18° anno di età.

Lavoratori non vedenti – Limiti di età per la pensione di vecchiaia

Articolo 1 Dlgs 30.12.1992 n. 503 – 1. Il diritto alla pensione di vecchiaia a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti è subordinata al compimento dell’età indicata (…).

6. Sono confermati i requisiti per la pensione di vecchiaia in vigore alla data del 31.12.92 per i lavoratori non vedenti ([8])

Collocamento disabili

Articolo 1 legge 12.03.1999 n. 68 - 2. Agli effetti della presente legge si intendono per non vedenti coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione.

Riduzione della capacità lavorativa

Invalidi civili – Assegno mensile

Articolo 2 legge 30.03.1971 n° 118 – Articolo 1 Dpr 23.11.1988 n. 509 – 2. (…) si considerano invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico e dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subìto una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo (…). Le minorazioni congenite od acquisite (…) comprendono gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente.

Articolo13 legge 30.03.1971 n° 118 – Articolo 5 legge 160 n. 75 – 1. Ai mutilati ed invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo ed il sessantacinquesimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari al 74%, è concesso a carico dello Stato (…) un assegno mensile )…)

Lavoratori – Congedo straordinario per cure

Articolo 26 legge 30.03.1971 n. 118 – Articolo 10 DPR 23.11.1988 n. 509 – Ai lavoratori mutilati ed invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, può essere concesso ogni anno un congedo straordinario per cure non superiore a trenta giorni su loro richiesta e previa autorizzazione del medico provinciale, sempeché le cure siano connesse alla infermità invalidante riconosciuta.

Collocamento disabili

Articolo 1 legge 12.03.1999 n. 68 Collocamento dei disabili 1. La presente legge ha come finalità la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Essa si applica:

(a)   alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile in conformità alla tabella indicativa delle percentuali di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata, ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n.509, dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dalla Organizzazione mondiale della sanità;

(b)   (…)

Sordomuto

Collocamento disabili

Articolo 1 legge 12.03.1999 n. 68  2. Agli effetti della presente legge (…) Si intendono per sordomuti coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata.

Pensione

Articolo 1 legge 26.05.1970 n. 381 – 2. (…) si considera sordomuto il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato.

Morte dell’iscritto in rapporto causale diretto con finalità di servizio

Pensione privilegiata indiretta per inabilità

Articolo 6 legge 12.06.1984 n° 222 – 2. I superstiti dell’iscritto nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti indicati nell’articolo 22 della legge 21 luglio 1965, n. 903 e successive modificazioni ed integrazioni, hanno diritto alla pensione privilegiata indiretta per inabilità purché:

1) la morte dell’iscritto risulti in rapporto casuale diretto con finalità di servizio;

Morte o inabilità permanente al lavoro, assoluto o parziale, ovvero inabilità temporanea assoluta

INAIL – nozione di infortunio e di malattia professionale

Articolo 2 DPR 30.06.1965 n. 1124 (Nozione di infortunio sul lavoro) 1. L’assicurazione comprende tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre giorni.

2. Agli effetti del presente decreto, è considerata infortunio sul lavoro l’infezione carbonchiosa.

Art.3 DPR 30.6.1965/1124 (Assicurazione delle malattie professionali – nozione) 1. L’assicurazione è altresì obbligatoria per le malattie professionali indicate nella tabella allegato n. 4, le quali siano contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni specificate nella tabella stessa ed in quanto tali lavorazioni rientrino fra quelle previste nell’art.1. “e per le malattie diverse da quelle comprese nelle tabelle allegate concernenti le dette malattie e da quelle causate da una lavorazione specificata o da un agente patogeno indicato nelle tabelle stesse, purché‚ si tratti di malattie delle quali sia comunque provata la causa di lavoro” C. Costit. sentenza n. 179 del 10-18/2/88). La tabella predetta può essere modificata o integrata con D.P.R. su proposta del Ministro per il lavoro (…).

2. Per le malattie professionali, in quanto nel presente titolo non siano stabilite disposizioni speciali, si applicano quelle concernenti gli infortuni.

   

Inabilità assoluta, che impedisca totalmente e di fatto all’infortunato di attendere al lavoro

INAIL – indennità per inabilità temporanea assoluta

Articolo 68 DPR 30.06.1965 n. 1124 – 1. A decorrere dal quarto giorno successivo a quello in cui è avvenuto l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale e fino a quando dura l’inabilità assoluta, che impedisca totalmente e di fatto all’infortunio di attendere al lavoro, è corrisposta all’infortunio stesso un’indennità giornaliera (…).

Inabilità permanente assoluta o parziale, che tolga completamente o diminuisca in parte, ma essenzialmente e per tutta la vita, l’attitudine al lavoro

INAIL – rendita per inabilità permanente

Articolo 74 DPR 30.06.1965 n. 1124 – 1. Agli effetti del presente titolo deve ritenersi inabilità permanente assoluta la conseguenza di un infortunio o di una malattia professionale, la quale tolga completamente e per tutta la vita l’attitudine al lavoro. Deve ritenersi inabilità permanente parziale la conseguenza di un infortunio o di una malattia professionale la quale diminuisca in parte, ma essenzialmente e per tutta la vita, l’attitudine al lavoro.

   

Inabilità permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate in apposita tabella che renda indispensabile una assistenza personale continuativa

INAIL – assegno per assistenza personale continuativa

Articolo 76 DPR 30.06.1965 n. 1124 – Articolo 6 legge 10.05.1982 n. 251  1. Nei casi di invalidità permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella allegato n. 3, nei quali sia indispensabile una assistenza personale continuativa, la rendita è integrata da un assegno mensile (…) per tutta la durata di detta assistenza.

Minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale e di emarginazione

Definizione di handicap

Articolo 3 legge 05.02.1992 n. 104 1. È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

(…)

3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità.

(…)


[1]  La valutazione delle infermità per causa di servizio va effettuata con riferimento alla
tabella A del D.p.r. 915/78.

[2] Articolo 21. Per ogni figlio di età, non superiore ai 18 anni o, se di età superiore, purché a carico del pensionato e inabile al lavoro (…), le pensioni (…), sono aumentate come segue:

(…)

[ora sono previsti  gli assegni familiari oppure l’assegno al nucleo familiare]

[3] Articolo 22. Nel caso di morte del pensionato o dell’assicurato, (…), spetta una pensione al coniuge e ai figli superstiti che, al momento della morte del pensionato o dell’assicurato, non abbiano superato l’età di 18 anni e ai figli di qualunque età riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi.

(…) In mancanza anche dei genitori la pensione spetta ai fratelli celibi e alle sorelle nubili superstiti che non siano titolari di pensione, sempreché al momento della morte del dante causa risultino permanentemente inabili al lavoro e a suo carico.

[4] Art. 1 – Provvedimenti relativi a lavoratori tubercolotici e loro familiari

Le prestazioni dell’assicurazione concernenti la cura si estendono a favore delle persone di famiglia dell’assicurato.

Quali componenti la famiglia si intendono:

a) la moglie dell’assicurato;

b) il marito invalido di donna assicurata;

c) i figli legittimi o naturali, i figli adottivi e gli affiliati; i figli nati da precedente matrimonio del coniuge dell’assicurato, i figli naturali del coniuge, i fratelli e le sorelle viventi a carico.

Sono equiparati ai figli gli esposti regolarmente affidati.

Le persone di cui ai commi precedenti, che risultino inabili permanentemente al lavoro, usufruiscono delle prestazioni sanitarie indipendentemente dai limiti di età

[5]   Art. 1 - Estensione dell’assistenza di malattia ai pensionati di invalidità e vecchiaia

Hanno diritto all’assistenza di malattia secondo le norme stabilite dalla presente legge, e sempreché l’assistenza stessa non spetti per altro titolo in virtù di assicurazione obbligatoria propria o di altri membri della famiglia:

1) i titolari di pensioni derivanti dall’assicurazione generale obbligatoria (…).

2) i titolari di pensioni dirette o indirette a carico delle Casse di previdenza amministrate dalla Direzione generale degli Istituti di previdenza del Ministero del tesoro, (…) nonché i titolari di assegni vitalizi a carico dell’Istituto nazionale di assistenza per i dipendenti degli enti locali;

3) i titolari di rendite da infortunio sul lavoro o da malattia professionale, nei casi di inabilità permanente di grado non inferiore all’80 per cento, ovvero di rendite ai superstiti.

Oltre ai titolari di cui ai precedenti commi l’assistenza di malattia spetta altresì ai seguenti familiari dei titolari stessi, purché conviventi ed a carico:

a) alla moglie, purché non separata legalmente per la sua colpa, ovvero al marito, permanentemente inabile al lavoro.

[6] Ora  D.p.r. 915/78

[7] Articolo 32 – Ha diritto di conseguire l’indennità per una volta sola l’impiegato iscritto alla cassa di previdenza, che dopo dieci anni e prima di venti anni di servizio utile:

a) sia licenziato dal servizio per soppressione di posto o riduzione di organico;

b) sia dispensato, collocato a riposo o comunque cessato dal servizio con risoluzione del rapporto d’impiego, per il raggiungimento del limite di età stabilito nel regolamento organico, per inabilità fisica, incapacità professionale, scarso rendimento o per essersi posto in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del governo;

c) sia cessato dal rapporto di impiego, per qualunque causa, in età di 60 o più anni;

d) sia cessato dal rapporto di impiego per provvedimento disciplinare o in conseguenza di condanna penale che non importi la perdita o la sospensione del diritto al trattamento di quiescenza a norma dei successivi articoli 43 e 44;

e) sia cessato per passaggio alle dipendenze dello Stato non per effetto di disposizioni legislative;

f) sia cessato dal rapporto di impiego per cause diverse da quelle previste dalle lettere precedenti, purché comprovi con visita medica collegiale, richiesta nel termine perentorio di tre anni dalla cessazione, di essere divenuto inabile permanentemente a riassumere il servizio.

[8] Anziché l’elevazione del limite di età a 60 anni per le donne ed a 65 per gli uomini, rimangono quindi in vigore i precedenti limiti di età:
- Gestione lavoratori dipendenti: uomini: aver compiuto il 55° anno di età; donne aver compiuto il 50° anno di età;

- Gestioni speciali lavoratori autonomi – uomini: aver compiuto il 60° anno di età; donne aver compiuto il 55° anno di età

17/04/2010 - Pubblicato da | Assistenza, Lavoro, Previdenza, Sicurezza sociale | , ,

6 commenti »

  1. [...] continua a questo link Previdenza [...]

    Pingback di Le definizioni di invalidità « Avvocato Costantina Sarzi Amadè | 22/04/2010 | Replica

  2. Continuo a seguire il Blog! Grazie per tutto l’impegno che ci mettete, gli articoli sono tutti interessanti!

    PS: C’è un abbonamento ai Feed RSS qua? Non riesco a trovarlo e mi farebbe molto piacere!

    Commento di Dr Rocco Ranzatelli | 18/09/2010 | Replica

    • Si, per l’abbonamento al Feed Rss, in fondo alla prima barra di destra sotta la voce “Varie” cliccare su “Voce RSS”.
      Subito sotto c’è anche il Feed dei commenti

      Commento di previdenza | 22/09/2010 | Replica

  3. buona sera pasquale acosa si riferisce questa clausola assicurativa che sto combattendo invalidita inps oppure invalidita civile .prestazionein caso di invalidita totale permanente di grado non inferiore al 66x centocon consegenteperdita definitiva ed irrimediabile da parte dell’assicurato , aseguito di infortunio o malattia della capacita a a svolgere qualsiasi lavoro proficuo .indipendente della normale attivita svolta. vi ringrazio pasquale

    Commento di pasquale | 03/11/2010 | Replica

  4. scusate io non ho ancora capito se il mio bambino rientra per la pensione d’invalidità lui è nato con un enfisema polmonare ed gli è stato asportato mezzo polmone. ha diritto oppure no? E persino mio marito che si è ammalato di una malattia rara si chiama hnpp

    Commento di cinzia | 13/11/2010 | Replica

    • Fino a 18 anni di età sono previste due forme di aiuto economico: l’indennità di accompagnamento o l’indennità di frequenza. Per gli altri requisiti è bene farsi seguire da un patronato (a lato vedi sedi Acli).
      Circa la malattia del marito, è bene sentire con uno specialista della medicina del lavoro.

      Commento di previdenza | 14/11/2010 | Replica


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