Sicurezza Sociale

Previdenza e Assistenza

Pensioni di inabilità

Diverse sono le prestazioni previdenziali in caso di invalidità; tra queste è interessante il confronto tra due prestazioni finalizzate alla tutela delle situazioni più gravi; sono la pensione ordinaria di inabilità, prevista per i lavoratori dipendenti ed autonomi assicurati presso l’I.N.P.S. e la pensione di inabilità per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Si tratta di prestazioni che, anche in funzione del nome, dovrebbero essere sostanzialmente omogenee, ma non è così, come si dimostra nella sintesi che segue.

Definizione di inabilità  identica
Accertamenti sanitari  Criterio di valutazione: la commissione che esamina i pubblici dipendenti deve attenersi alla tabella prevista per la valutazione della causa di servizio; il sanitario I.N.P.S. non ha (non dovrebbe avere) tabelle di riferimento
 Motivazione del provvedimento: prevista solamente per la commissione che esamina i pubblici dipendenti
Requisito contributivo  identico, ma più difficile per l’assicurato I.N.P.S., anche per la diversa valutazione dei periodi di malattia
Requisito di cessazione attività  identico, ma più difficile per l’assicurato I.N.P.D.A.P. con implicazioni per l’importo della eventuale pensione di reversibilità.
Importo di pensione  Criteri omogenei per il calcolo, pur nel rispetto delle diverse e sostanziali modalità vigenti prima delle riforme di armonizzazione
 Incomprensibile limitazione all’80% della base pensionabile prevista per i pubblici dipendenti e inapplicabilità nel sistema solamente contributivo
 Limitazione all’importo della pensione privilegiata coerente con la prestazione specifica del settore pubblico
Incumulabilità  Identica disposizione per l’eventualità di ripresa di una qualsiasi attività lavorativa
Revisione  Identica la disposizione, ma nella pratica l’INPDAP non accerta né ha disposto per l’accertamento sull’eventuale recupero di capacità di lavoro
Surroga  Prevista solamente per gli assicurati INPS

 Le più marcate differenze si riscontrano nella verifica del requisito sanitario, nelle limitazioni dell’importo, nella revisione e nella surroga. Analizziamo nel dettaglio.

1   Definizione di inabilità

 A norma dell’articolo 2 L. 12.06.1984/222, si considera inabile, il lavoratore dipendente o autonomo, assicurato all’I.N.P.S., il quale, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

A norma dell’articolo 2 L. 08.08.1995/335, i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, cessati dal servizio per infermità non dipendenti da causa di servizio, per le quali si trovino nella assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, hanno diritto a conseguire il trattamento di pensione, denominato «pensione di inabilità».

Come si vede la definizione di inabilità è identica: “assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”.

Si deve ricordare che lo stesso articolo 2 della legge 335/95 contiene diversi provvedimenti di armonizzazione dei sistemi pensionistici come, ad esempio, la definizione della base contributiva e pensionabile, il trattamento minimo, la retribuzione imponibile, le aliquote di rendimento, il limite di età per la pensione di vecchiaia delle donne ecc…È naturale immaginare che da una identica condizione di inabilità derivi anche una prestazione complessivamente omogenea.

2   Accertamenti sanitari

 Criteri di valutazione

Il Legislatore usa qui due criteri molto diversi:

  • nessuna precisazione è contenuta nella legge 222/1984 circa la modalità ed i criteri da utilizzare per gli accertamenti sanitari effettuati nei confronti dei lavoratori dipendenti ed autonomi, assicurati all’I.N.P.S.; è l’I.N.P.S. che nella circolare n° 1 del 1985 precisa: “L’art. 2 della legge n. 222/1984, per il conseguimento del diritto alla pensione di inabilità, richiede invece l’esistenza di una menomazione somato – psichica, di durata non prevedibile nel tempo, determinante una assoluta incapacità a disimpegnare qualsivoglia generica attività produttiva, cioè utilizzabile ai fini remunerativi, fermo restando che il soggetto può conservare una residua efficienza purché in misura talmente esigua da non poter essere utilmente applicata in attività lavorative di natura subordinata o autonoma, a nulla rilevando che si tratti di una occupazione non confacente o usurante.” L’Istituto si è reso subito conto di non poter effettuare una valutazione solamente sulle menomazioni, ma di dover considerare l’utilizzabilità “ai fini remunerativi” delle eventuali residue capacità di lavoro;
  • Per i pubblici dipendenti l’art. 2, comma 12,  della legge 335/95 precisa, invece che “Per gli accertamenti e i controlli dello stato di inabilità operano le competenze previste dalle vigenti disposizioni in materia di inabilità dipendente da causa di servizio.” e il D.M. Tesoro  08.05.1997 n. 187  specifica che “In materia di accertamenti sanitari trovano applicazione, per quanto non previsto nel presente decreto, le corrispondenti disposizioni previste nei distinti ordinamenti previdenziali per le infermità dipendenti da causa di servizio”. La valutazione delle infermità per causa di servizio va effettuata con riferimento alla tabella A del D.p.r. 915/78.

Le differenze sono notevoli, i pubblici dipendenti debbono essere valutati con riferimento a tabelle da tempo note e collaudate, i lavoratori dipendenti ed autonomi, assicurati all’I.N.P.S., sono invece valutati sulla base della definizione di inabilità. La realtà è anche peggiore perché il dubbio che i sanitari dell’Istituto utilizzino le tabelle di invalidità civile (Decreto Ministeriale 5 febbraio 1992 Approvazione della nuova tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti.) è più che un dubbio, è quasi una certezza.

Questa differenza è anche un problema perché la libertà, lasciata al sanitario dell’Istituto, si trasforma nel criterio di valutazione  della “totale inabilità lavorativa” specifico della valutazione di inabilità civile ex art.12 della legge 118/71,  non considera neppure le precisazioni che l’Istituto ha formulato nell’immediatezza della nuova legge e men che meno le definizioni del concetto di attività lavorativa che risultano dalla sentenze della Cassazione.

Una bella sintesi della giurisprudenza della Corte su questo tema, si legge nella sentenza 22878/2008:

“a) l’art. 2 va interpretato nel senso che per attività lavorativa si devono intendere le attività confacenti alle attitudini dell’assicurato (Cass. 17 marzo 1994 n. 2558), non usuranti (Cass. 29 aprile 1998 n. 4396), e non dequalificanti (Cass. 25 gennaio 2001 n. 1026);

b) tale attività deve avere il requisito della remuneratività, deve cioè trattarsi di proficuo lavoro, idoneo ad assicurare una remunerazione sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa, secondo il parametro dell’art. 36 della Cost. (Cass. 26 febbraio 1993 n. 2367; Cass. 1026/2001 cit.);

c) l’impossibilità assoluta di svolgere qualsiasi attività lavorativa deve essere valutata secondo un criterio concreto, ossia avendo riguardo al possibile impiego delle eventuali energie lavorative residue in relazione al tipo di infermità e alle generali attitudini del soggetto (Cass. 2558/1994 cit.; Cass. 4 agosto 1994 n. 7222; Cass. n. 4396/1998 cit.; Cass. 30 maggio 2000 n. 7212, che ha cassato la sentenza impugnata la quale aveva negato il diritto alla pensione di inabilità in una fattispecie di riduzione della capacità di lavoro del 90%);

d) ne consegue che, pure una riduzione della astratta capacità di lavoro inferiore al cento per cento può comportare il diritto alla pensione di inabilità, se impedisce in concreto la possibilità di svolgere qualsiasi proficuo lavoro (Cass. 7212/2000 cit.);

e) l’innovazione legislativa del 1984, se non consente più la valutazione dei fattori socio-economici come accadeva nella precedente disciplina, impone tuttavia di continuare a tener conto della adattabilità  dell’assicurato alla nuova occupazione (Cass. 13 maggio 2000 n. 6185), in relazione a tutte le condizioni soggettive cui si è accennato in precedenza, e, si deve aggiungere, alle condizioni oggettive inerenti al posto di lavoro ed alla eventuale necessità di modifiche strutturali e organizzative per l’inserimento dell’inabile nel contesto aziendale.”

Non risulta che l’I.N.P.S. abbia aggiornato le disposizioni contenute nella circolare 1/1985 sopra citata. Nessuno può credere che le valutazioni cui fa riferimento la Suprema Corte Cassazione siano coerenti con l’utilizzo di una tabella che è, invece, predisposta per la valutazione delle menomazioni e lesioni, senza riferimento all’utilizzabilità ai fini remunerativi, delle residue capacità di lavoro.

Un esempio

Il confronto dettagliato tra la tabella prevista per il riconoscimento della causa di servizio e quella per la valutazione delle invalidità civili, è difficile e dovrebbe essere compito della medicina del lavoro; alcune cose sono però evidenti a tutti.

Ad esempio la tabella delle invalidità civili al codice 7432, “perdita di una mano”, assegna la valutazione fissa del 65% di inabilità al lavoro;  “La perdita totale di una mano o delle sue cinque dita, ovvero la perdita totale di cinque dita tra le mani compresi i due pollici” è prevista al punto 1) della terza categoria (indicativamente 80% di inabilità al lavoro) nella tabella prevista per il riconoscimento della causa di servizio.

Sono 15 punti percentuali di differenza per la stessa menomazione.

Motivazione del provvedimento

L’assicurato dipendente pubblico ha facoltà di nominare un medico di fiducia che diventa così parte della Commissione; questa facoltà non è prevista per gli assicurati a carico dell’I.N.P.S.. Nella sostanza la differenza è apparente perché, mentre per il pubblico dipendente non è prevista una fase di ricorso amministrativo, per l’assicurato I.N.P.S. esite la possibilità di ricorso e, in questa fase è consigliata e richiesta la nomina di una medico di fiducia.

La Commissione sanitaria che esamina la richiesta di inabilità del pubblico dipendente ha l’obbigo di emettere un verbale nel quale vanno indicati divesi dati: gli accertamenti eseguiti; il giudizio diagnostico sulle infermità riscontrate con l’indicazione della menomazione complessiva che compromette l’efficienza psico-fisica; il giudizio sulle conseguenze che le infermità riscontrate determinano sulla idoneità al servizio, indicando se queste costituiscano o meno impedimento temporaneo o permanente alla prestazione lavorativa ecc…

La commissione sanitaria che esamina il pubblico dipendente, in sostanza, deve motivare la decisione sotto diversi aspetti; questo obbligo non è previsto in favore degli assicurati I.N.P.S. ai quali l’Istituto notifica solamente la conclusione e non emette il verbale di visita.

3   Requisito contributivo

 Il requisito contributivo è identico ed è soddisfatto in presenza di una anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui almeno tre nel quinquennio precedente la decorrenza della pensione di inabilità.

Le diverse condizioni di Iavoro determinano tuttavia differenze reali: perfezionato il primo requisito, per gli assicurati I.N.P.S. può essere difficile perfezionare il secondo perché, nelle prime fasi di evoluzione delle infermità invalidanti, non è infrequente constatare lunghi periodi di inattività che possono costringere a posticipare la decorrenza della pensione; anche perché non tutti sanno che i periodi di inattività da malattia al di fuori del rapporto di lavoro, possono essere coperti da contribuzione figurativa.

Il pubblico dipendente, al contrario, se ha il primo requisito e se presenta la domanda al massimo entro i due anni dalla cessazione del rapporto assicurativo, non ha difficoltà a perfezionare il requisito.  

Si aggiunga il diverso trattamento e la diversa considerazone della malattia: per gli assicurati I.N.P.S. il periodo massimo di malattia riconoscibile non può superare le 78 settimane; i pubblici dipendenti non hanno questa limitazione, devono solamente fare attenzione a non superare i periodi di malattia previsti dal contratto CNL e, in ogni caso, ai fini previdenziali tutti i periodi di malattia sono equiparati a periodi di lavoro.

4   Cessazione di ogni attività lavorativa

 La formula è diversa:

  •  per gli assicurati I.N.P.S. “La concessione della pensione al soggetto riconosciuto inabile è subordinata alla cancellazione dell’interessato dagli elenchi anagrafici degli operai agricoli, dagli elenchi nominativi dei lavoratori autonomi e dagli albi professionali, alla rinuncia ai trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e ad ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.”;
  •   per i pubblici dipendenti “I dipendenti (…) cessati dal servizio (…)”.

La sostanza non cambia: la cessazione di ogni attività lavorativa è requisito fondamentale per poter ottenere la pensione di inabilità.

Eppure le due situazioni non sono del tutto sovrapponibili; infatti il pubblico dipendente, al quale l’apposita Commissione abbia riconosciuto una assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, viene immediatamente allontanato dal lavoro. Al contrario, l’assicurato I.N.P.S., sia autonomo che dipendente, può optare per continuare la sua attività e percepire, fino a quando vorrà e sempre che permanga il requisito sanitario, solamente l’assegno di invalidità.

Le implicazioni maggiori non riguardano tanto la pensione diretta del lavoratore, quanto le conseguenze sull’importo eventualmente spettante ai superstiti a titolo di pensione di reversibilità. Detto che per il diritto alla pensione di inabilità è condizione indispensabile che sia l’assicurato e solo lui a proporre la domanda, è naturale attendersi che il pubblico dipendente, il quale ritenga di essere inabile, sia trattenuto dal proporre la domanda anche a causa della probabile e consistente riduzione di reddito, con questo rischiando di negare il beneficio della maggiorazione di importo ai superstiti.

Non si trascuri neppure le difficoltà di esporre simili argomentazioni a persona in così gravi condizioni di salute.

5   Quantificazione dell’importo

 La pensione di inabilità si compone di due quote:

      la prima quota corrisponde all’importo di pensione maturato sulla base delle contribuzioni versate;

      la seconda, incrementando  l’anzianità assicurativa posseduta alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, del periodo temporale mancante al raggiungimento dell’età pensionabile, e fino al massimo di 40 anni, determina una maggiorazione di importo finalizzata ad avvicinare l’importo a quello che l’assicurato avrebbe maturato se fosse in età di vecchiaia.

La maggiorazione è, quindi, l’elemento caratteristico del calcolo di inabilità ed è di importo tanto maggiore quanto più è giovane l’assicurato che diviene inabile. La maggiorazione oggi va quantificata con i criteri del sistema contributivo (vedi gli articoli “2001: la grande fregatura” e “Azioni di pre-videnza”), anche per i lavoratori che beneficiano del sistema misto; nessuna differenza sussiste tra le due forme di pensione di inabilità che stiamo esaminando.

Ma per i pubblici dipendenti ci sono due limitazioni non previste per gli assicurati I.N.P.S.: l’importo del trattamento di pensione di inabilità non può superare l’80% della base pensionabile né l’ammontare del trattamento privilegiato spettante nel caso di inabilità riconosciuta dipendente da causa di servizio.

 Limite dell’80% della base pensionabile

La legge usa la dizione “base pensionabile” come definita dallo stesso articolo 2 della legge 335/95 con il rinvio a quanto previsto dall’art. 12 della L. 30.4.69/153, già in uso per i lavoratori dipendenti assicurati all’I.N.P.S.. L’I.N.P.D.A.P., nella circolare 57/1997 interpreta e precisa che va “intesa come media delle retribuzioni, prese a base per il calcolo delle prime due quote di pensione”; le prime due quote cui qui si fa riferimento sono la quota retributiva per le anzianità maturare fino al 31.12.1992 e quella per le anzianità dal 01.01.1993 al 31.12.1995.  La precisazione riguarda però le pensioni da liquidare nel sistema misto (meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31.12.1995).

Non è stato precisato come vada applicata questa norma nel caso di pensione di inabilità da liquidare solamente nel sistema contributivo (interessa coloro che hanno iniziato il rapporto assicurativo dopo il 31.12.1995), sistema che non prevede la determinazione di medie retributive. Se si dovesse applicare lo stesso criterio anche per le pensioni di inabilità contributive la penalizzazione sarebbe veramente pesante ed ingiustificata perché alla penalizzazione di importo dovuto all’applicazione del nuovo sistema di calcolo, si aggiungerebbe la consistente riduzione della quota di pensione da maggiorazione.

 Limite ammontare trattamento privilegiato

Anche questa è una limitazione  non prevista per gli assicurati I.N.P.S., per i quali, però il diritto alla pensione privilegiata di fatto è inesistente, essendo circoscritto alle situazioni di insufficiente contribuzione e infermità contratta per causa di lavoro non riconosciuta dall’I.N.A.I.L.

Diritto all’integrazione al trattamento minimo

È fatto salvo, sia per gli assicurati I.N.P.S. che per gli assicurati I.N.P.D.A.P., il diritto all’integrazione al trattamento minimo (vedi articolo “Sicurezza sociale”), nel rispetto degli specifici limiti di reddito.

6   Cumulo con prestazioni per infortunio, malattia professionale o causa di servizio

 La norma relativa agli assicurati I.N.P.S. prevedeva inizialmente riduzioni di importo; la legge 335/95 dispone anche la totale incumulabilità con la rendita erogata per lo stesso evento invalidante causato di infortunio o di malattia professionale.

La stessa legge, nell’istituire la pensione di inabilità per i pubblici dipendenti, ne limita il diritto alle “infermità non dipendenti da causa di servizio”.

Non si tratta esattamente di norme sovrapponibili perché l’incumulabilità non è l’incompatibilità, ma il risultato è sostanzialmente identico.

7   Revisione e recupero capacità di lavoro

 Il titolare della pensione di inabilità I.N.P.S.  può essere sottoposto ad accertamenti sanitari per la revisione dello stato di inabilità ad iniziativa dell’I.N.P.S.. Nei casi in cui risultino mutate le condizioni che hanno dato luogo al trattamento in atto, il provvedimento conseguente alla revisione ha effetto dal mese successivo a quello in cui è stato eseguito l’accertamento.

Anche il titolare di pensione di inabilità a carico dell’I.N.P.D.A.P. potrebbe essere sottoposto ad accertamenti sanitari per la verifica del permanere delle condizioni di inabilità, ma l’Istituto, nonostante siano già trascorsi 14 anni dalla istituzione della prestazione, non ha emanato disposizioni al riguardo.

Sussiste il rischio che questi pensionati, non informati sulla possibilità di revoca della prestazione e per questo convinti che si tratti di prestazione a vita, indipendentemente dall’evoluzione delle loro capacità di lavoro, abbiano la sorpresa di vedersi revocare la prestazione, quando l’Istituto si deciderà ad applicare la legge.

Il rischio riguarda in particolare due categorie di pensionati di inabilità:

  • coloro che non hanno potuto acquisire una anzianità contributiva sufficiente al conseguimento delle altre prestazioni di invalidità previste per i pubblici dipendenti (15 o 20 anni di anzianità contributiva a seconda del grado di invalidità);
  • la quota da maggiorazione che, nell’ipotesi di cessazione del diritto alla pensione di inabilità, verrebbe a cessare.

Nel caso di revoca della prestazione, la legge prevede che il periodo di godimento della pensione sia coperto da contribuzione figurativa, ma l’I.N.P.D.A.P., non avendo stabilito controlli sulla persistenza del requisito sanitario, non ha neppure deliberato in merito a questo accredito figurativo.

8   Ripresa attività lavorativa successiva alla decorrenza della pensione

 Sia il titolare di pensione di inabilità I.N.P.S. che il titolare I.N.P.D.A.P., nel caso decida di intraprendere una nuova attività dipendente o autonoma, perde il diritto alla pensione di inabilità.

9   Surroga

 L’I.N.P.S.  è legittimato a recuperare, dai terzi responsabili e/o dalle loro compagnie di assicurazione, gli importi dovuti in caso di riconoscimento di pensione di inabilità o di assegno ordinario di invalidità, allorché l’evento posto a base delle accertate patologie dipenda da fatto imputabile a responsabilità di terzi.

La surroga non è prevista per le inabilità riconosciute ai pubblici dipendenti.

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04/03/2010 - Posted by | Previdenza, Sicurezza sociale | , , , ,

452 commenti »

  1. Sono stata dichiarata “inabile in maniera assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa” ai sensi della 335/95 dalla C.M.V. Del MEF e collocata in pensione di inabilità dall’Inpadap come ex maestra statale.
    Rivolgo il seguente quesito: posso usufruire dell’esenzione ticket totale (farmaceutica, specialistica, accertamenti diagnostici) alla pari degli invalidi civili al 100% e inabili al lavoro riconosciuti dalla Commissione Asl?
    Nel modello della Regione Puglia, casella C (delibera Giunta R. n. 1718 del 19 novembre 2004 pubbl. sul BURP n. 150 del 16 dicembre 2004) é previsto la condizione di inv. civile al 100% e titolare di pensione di inabilità assoluta e permanente.La mia condizione di inabilità é equiparabile alla predetta invalidità?
    In attesa di un gradito e cortese riscontro, ringrazio e porgo cordiali saluti.
    F.to F.N.

    Commento di Franca Nunno | 05/04/2010 | Rispondi

    • La deliberazione della Giunta Regionale del 19.11.2004 n. 1718 stabilisce:
      ” (…)
      Al fine di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini socialmente deboli, sono altresi totalmente esenti dal ticket sui farmaci le seguenti categorie di assistiti:
      – I grandi invalidi del lavoro (dall’80% al 100%);
      – Gli invalidi per servizio dalla Iª alla Vª categoria;
      – Gli invalidi civili al 100%;
      – Gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia;
      – I titolari di pensione di inabilità assoluta e permanente;
      – I titolari di sola pensione sociale (oltre alla casa di abitazione);
      (…)”
      Purtroppo i termini e le espressioni utilizzate dal Legislatore per definire le diverse forme di invalidità sono di una varietà imbarazzante, ma la dizione “pensione di inabilità assoluta e permanente” è identica, nella sostanza, ad “assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa” (art. 2 della legge 335/95).
      In previdenza “inabilità” è stato sempre sinonimo di impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
      Sussiste, quindi, il diritto all’esenzione.

      Commento di previdenza | 06/04/2010 | Rispondi

    • sto combattendo da 20 anni per vedermi riconosciuto il diritto all’esenzione ticket totale, essendo inabile al lavora in base alla legge 335/95 art.2 comma 12. Ho posto diversi quesiti all’assessorato regionale della regione Sardegna, ma la risposta è sempre stata la stessa: siccome non è inserita nel decreto del 1 febbraio del 91, non mi spetta. Di quale regione è la delibera di cui si parla?
      Grazie Mario

      Commento di mario | 09/08/2010 | Rispondi

      • La competenza in materia di esenzione ticket è della Regione; il miglior interprete della legge o del decreto è quindi la Regione stessa oppure la Magistratura.

        Commento di previdenza | 10/08/2010

  2. Ho 49 anni e sono stata dichiarata “inabilile assoluta e permanente per qualsiasi attività lavorativa” dipendente pubblica. Ho 30 anni di servizio, volevo sapere come avviene il calcolo della pensione in questo caso e quale può esere la mia quota. grazie

    Commento di solinas antonietta | 10/05/2010 | Rispondi

    • Non è possibile dare una risposta esauriente alla domanda, per le ragioni che saranno chiare dalla sintetica esposizione che segue. Se al 30.04.2010 Ella ha 30 anni di contribuzione, il sistema di calcolo della pensione sarà “misto” e cioè:
      – quota a): per gli 11 anni e 4 mesi di anzianità al 31.12.1992 in percentuale (variabile a seconda delle amministrazioni) sulle ultime retribuzioni; non è noto presso quale amministrazione la pensione sarà liquidata, ma diciamo che, per ultime retribuzioni, si può considerare l’ultima annualità;
      – quota b): per i tre anni di contribuzione dal gennaio 1993 al dicembre 1995 in percentuale (indicativamente 2% per ciascun anno) sulle retribuzioni medie rivalutate di tutto il periodo che va dal 1993 al 2010;
      – quota c): per i 15 anni e 8 mesi dal 1/1996 al 4/2010, sul montate contributivo aumentato dal tasso annuo di capitalizzazione accantonato anno per anno. Su questa quota spetta anche la maggiorazione per inabilità che, essendo minore il numero degli anni che mancano rispetto ai 40 anni di contribuzione, rispetto a quelli per raggiungere l’età pensionabile, sarà su 10 anni. Il montante contributivo di questi 10 anni va determinato sulla media degli ultimi 5 anni;
      – l’importo così ottenuto andrà confrontato con altri due calcoli, perché la pensione di inabilità non può essere superiore all’80% della base pensionabile (indicativamente la media ottenuta già per la quota b) né superiore all’importo che spetterebbe se si trattasse di inabilità da causa di servizio (dipende dall’amministrazione di appartenenza e, nei casi più frequenti, può essere l’importo di pensione senza maggiorazione aumentato del 10%, oppure 80% della base pensionabile).
      È, questa, una esposizione incompleta ed inesatta, ma sufficiente a chiare l’estrema difficoltà del calcolo e la mole di dati necessari. Occorre affidarsi all’ufficio di un patronato vicino che, è bene ribadirlo, ha obbligo di assistenza gratuita.

      Commento di previdenza | 10/05/2010 | Rispondi

  3. ass.i.n.p.d.a.p.attendo rispota visita medica per invalidita,atrite reumatoide cronica,fibbrillazione atriale permanente,stato ansioso dep.o 55 anni,e 35 di contributi posso richiedere la pensione per innabilita.

    Commento di aurelio | 08/06/2010 | Rispondi

    • La richiesta di inabilità può certamente essere proposta; ma solo un medico competente in materia potrà formulare una valutazione di massima; a decidre sarà comunque la Commissione.

      Commento di previdenza | 09/06/2010 | Rispondi

  4. Buongiorno, sono dip.te pubblico, invalida 100% e sono stata riconosciuta con la 104/92 grave.
    A marzo ho inoltrato domanda al mio datore di lavoro per collocamento a riposo ai sensi della legge 335/95.
    Il datore di lavoro ha fatto richiesta di visita alla commissione per il collocamento ai sensi della legge 300/70.
    Accortosi dell’errore, da me comunicato, ha inoltrato richiesta per nuova visita all’altra Commissione, ma nel frattempo la Commissione dell’asl ha inoltrato l’esito della visita dichiarandomi INABILE IN MODO ASSOLUTO E PERMANENTE A SVOLGERE QUALSIASI PROFICUO LAVORO.
    Chiedo, il datore di lavoro ora come si deve comportare nei miei riguardi ed io nei loro?
    Ringrazio per l’attenzione e attendo un vostro commento.
    Saluti.

    Commento di Anna | 14/06/2010 | Rispondi

    • L’invaldiità riconociuta non è quella necessaria per poter beneficiare della pensione di inabilità ex l. 335/95. Dovrà quindi essere prevista nuova visita medica collegiale. La percentuale riconoscuta (nel verbale dovrebbero esserci anche riferimenti di legge) sembra comportare il diritto alla pensione diretta per invalidità (vedi articolo “Le definizioni di invalidità).
      Quanto agli obblighi dell’amministrazione non siono sufficientemente esperto, ma – in attesa dell’esito della domanda principale – sembra a me che – se la contribuzione è sufficiente – Ella debba essere collocata in quiescienza e, comunque, cessare il rapporto di lavoro.

      Commento di previdenza | 15/06/2010 | Rispondi

  5. piu che un commento mi servirebbe una delucidazione se potete darmela mi scusi chiederei gentilmente un suo parere questa è una sintesi cè ancora che non elenco io sono invalido al60% prima al75% non mi hanno guardato bene i carteggimenti adesso sono peggiorato molto piu gravemente le volevo chiedere un suo parere nonostante mi hanno ridotto la capacità lavorativa a meno di un terzo il 07/11/2005 vi dico cosa soffrro disturbo dismistico depressione maggiore crisi di ansia generalizzata perdita degli impulsi difficolta di di concentrazione e memorarizzazione difficolta nel ragionamento logico deduttivo e distrbi del comportamento nel 1988 forte trauma cranico ducumentato con adenoma ipofisario di 3 mm. una dorsolombalgia con degenerazione degli spazi discali artrosi e limitazione funzionale sindrome dolorosa cronica polidistrettuale invalidante con impaccio motorio una sofferenza neurogena periferica arti inferiori e superiori bilateralmente l’esame neurologico riporta affaticabilità neuro muscolare con mialgie persisenti sindrome fibromialgica cronica invalidante con una riduzione globale delle performance psicomotorie psoriasi cronica a placche nele mani e del cuoio capelluto diffusa gomiti spalle ginocchia piedi limitanti le normali attività quotidiane ipertensione in trattamento farmacologico rigidità e sdr dolorosa da porcessi atrosico scolioticida m. Scheuermann dorso lombale con cuneazzioni vertebrali non specifico tutto avrò il diritto di ottenere l’inabilità lavorativa dopo 32 che lavoro? sarei grato se mi dasse una risposta e cosa ne pensa di quanto punteggio mi possano dare grazie infinite Ennio

    Commento di ennio | 20/06/2010 | Rispondi

    • Solidarietà per i tanti disturbi fisici elencanti, ma non posso valutare la correttezza del grado di invalidità civile che Le è stato riconosciuto, né prevedere l’esito di una richiesta di pensione di inabilità: questi sono compiti del medico e credo che nessun professionista serio potrebbe emettere una diagnosi senza una visita medica diretta; in ogni caso contro il verbale del 2005 non c’è oggi alcuna possibilità di ricorso. Può essere proposta domanda di aggravamento, se è documentabile con certificazione medica specialistica, ma non Le sarebbe di alcun aiuto ai fini del diritto alla pensione previdenziale, per gli anni di contribuzione. Non sono medico ed è bene che ciascuno faccia “bene” il proprio lavoro; i patronati hanno professionisti convenzionati ai quali è opportuno rivolgersi.
      In merito alla possibilità di ottenere la pensione di inabilità previdenziale, 32 anni di contribuzione sono sufficienti, ma deve esistere anche l’altro requisito di almeno 3 anni di contribuzione negli ultimi 5. Non è noto il Suo settore di attività né l’età, ma consideri che, per i lavoratori dipendenti uomini, esiste anche la possibilità di anticipare a 60 anni la pensione di vecchiaia, se viene riconosciuta una invalidità almeno pari all’80%.

      Commento di previdenza | 20/06/2010 | Rispondi

  6. Buongiorno, se possibile desidererei avere qualche delucidazione da Voi per quanto riguarda la mia situazione.
    Sono un’insegnante elementare con 35 anni di servizio.
    Nel mese di maggio sono stata dichiarata “invalida con totale e permanente inabilità lavorativa 100%” dalla Commissione ASL Milano Due su richiesta dell’INPS.
    Ho prodotto domanda per la pensione diretta di inabilità al mio ente di appartenenza (SCUOLA), nel mese di giugno e quindi all’INPDAP.
    Dovrò essere sottoposta ad una nuova VISITA COLLEGIALE?
    Da quale Commissione? Quali sono i tempi per ricevere una risposta?
    Vi ringrazio e porgo cordiali saluti.

    Commento di Laura Mirelli | 25/06/2010 | Rispondi

    • La valutazione epressa dalla ASL risponde ai criteri previsti dalla legge sulle invalidità civili; per il diritto alla pensione di inabilità legge 335/95 deve essere disposta nuova visita medica, alla quale può partecipare anche un medico di Sua fiducia.
      Le Commissioni sono: Commissione medico-ospedaliera (Cmo); commissione medica dell’Asl; commissione medica di verifica. Nel Suo caso dovrebbe essere la Cmo, ma è meglio sentire con la Sua Amministrazione, anche per i tempi.
      Va da se che l’esito della visita per invalidità civile non garantisce l’esito della nuova domanda: sono criteri di valutazione diversi.

      Commento di previdenza | 26/06/2010 | Rispondi

  7. ciao laura sono aurelio,da come vedo il tuo comento e presoche uguale al mio.vorrei anchio inoltrare domanda per la pensione di inabilita al i.n.p.d.a.p. da cui sono dipendente. scrivi, una volta che sei a conocsenza di una risposta positiva.auguri e in bocca a lupo.da come o capito io ,dovremo essere visitati dalla comm.provinciale scuola.

    Commento di aurelio | 10/07/2010 | Rispondi

  8. mi e’ piaciuto particolarmente l’articolo su pensioni di inabilità con le dovute distinzioni tra inps e inpdap
    vorrei postare una domanda diretta anche se già la risposta c’era nell’articolo, ho da circa un anno una pensione per assoluta incapacità a qualsiasi lavoro, ex dipendente comunale, sul verbale di visita medica c’e’ scritto rivedibilità un anno; e’ possibile che l’inpdap non mi mandi a visita di revisione? grazie per la risposta
    luisa

    Commento di luisa janè | 11/07/2010 | Rispondi

    • L’errore è sempre possibile, ma …

      Commento di previdenza | 12/07/2010 | Rispondi

      • ma???…
        mi sembrava di aver capito che l’inpdap non chiama a visita
        forse ho capito male
        il mio certificato e’ datato 3 agosto e la pensione 1° settembre, perche’ ancora nessuno mi ha chiamata e chi dovrebbe chiamarmi visto che la commissione medica di verifica, a detta della segretaria, non lo sa?
        no nci capisco niente, …
        sono solo preoccupata
        luisa jane’

        Commento di luisa janè | 13/07/2010

  9. Le coviene verificare la Sua situazione con un patronato della Sua Città; già quando scrive che nel verbale di visita c’è scritto “rivedibilità un anno” c’erano dubbi e ora che si riferisce alla commissione medica di verifica che non è commissione INPDAP, ma per invalidi civili, è maggiore il dubbio che qualche cosa non corrisponda. Parrebbe di capire che siano state prsentate due richeste; ma senza dati esatti ogni ipotesi è possibile e nessuna risposta è valida.

    Commento di previdenza | 13/07/2010 | Rispondi

  10. ciao a tutti sono univalida al 100 per 100 con hendicap grave e una legge 104 com.3 o fatto richiesta di inabilita a lavoro ben per4 volte e melanno senpre respinta midicono che posso lavorare quando io soffro di epilessia iperinzulinimia ipertenzione e da 2 mesi sono piena di psiriasi secondo voi cosa bebbo fare datemi una risposta grazie

    Commento di antonella | 16/07/2010 | Rispondi

    • La valutazione dell’invalidità è fatta con criteri diversi; di per se non è quindi strano che una commissione riconosca il 100% ed un’altra dichiari una residua capacità di lavoro.
      Chieda un parere ad un medico serio e competente per il tipo di pensione che Le interessa. I patronati sono convenzionati con specialisti della medicina del lavoro oppure con medici che hanno comunque pratica della materia e che parteciano anche all’eventuale contenzioso.

      Commento di previdenza | 16/07/2010 | Rispondi

  11. Ciao a tutti. Una mia parente di 55 anni è stata riconosciuta inabile totale ai sensi del’art. 2 comma 12 della 335/95. Ella era dipendente delle poste che, per malattia, l’ha licenziata dopo circa 30 anni di contributi. Ora, se la commissione di verifica, dovesse revocargli l’inabilità (cosa difficile visto le patologie che ha avuto/ha ma non si sa mai) la parente, di fatto, si troverebbe licenziata dalle poste e senza lavoro? (e con una condizione socio-sanitaria molto problematica). Cosa bisognerebbe fare?

    Saluti
    Aldo

    Commento di Aldo | 20/07/2010 | Rispondi

    • Ricordato che, ad oggi non è attuata la norma che prevede la possibilità, per l’INPDAP, di controllare la permanenza delle condizioni di inabilitià e, quindi, il “pericolo” non esiste; se e quando dovesse essere applicata integralmente la legge – e SE DOVESSE ESSERE RICONTRATO MIGLIORAMENTO – la signora, avendo maturato 30 anni di contribuzione, AVRA’ DIRITTO ALLA PENSIONE PER INIDONEITA’ AL SERVIZIO.
      Questo comporterebbe una riduzione dell’importo di pensione perché verrebbe esclusa la maggiorazone dei 10 anni di servizio (o forse meno perché non è noto da quale data decorre la pensione di inabilità).

      Commento di previdenza | 21/07/2010 | Rispondi

  12. Buongiorno, sono una dipendente Inps e quindi appartengo al pubblico impiego, però i versamenti contributivi vengono effettuati presso lo stesso Inps. Ai fini della pensione di inabilità sono soggetta alla L. 335/1995 che riguarda i dipendenti pubblici, oppure alla L. 222/1984 che si applica agli assicurati Inps?
    Ringrazio in anticipo per il chiarimento.

    Commento di Daniela | 30/07/2010 | Rispondi

    • Alcuni settori della pubblica amministrazione – tra questi l’INPS – rientrano nell’ambito dell’assicurazione generale obbligatoria; valgono quindi le norme contenute nella legge 222/84.

      Commento di previdenza | 31/07/2010 | Rispondi

  13. potrebbe gentilmente spiegare meglio la frase”Ricordato che, ad oggi non è attuata la norma che prevede la possibilità, per l’INPDAP, di controllare la permanenza delle condizioni di inabilitià e, quindi, il “pericolo” non esiste” che ha dato in risposta ad Aldo?
    La ringrazio
    luisa

    Commento di luisa jane' | 04/08/2010 | Rispondi

    • La risposta è nel testo dell’articolo “Le pensioni di inabilità”; in breve l’INPDAP, nonostante siano passati tanti anni dal 1995, non ha ancora dato piena attuazione alla legge.

      Commento di previdenza | 07/08/2010 | Rispondi

  14. i contributi figurativi maturati durante la pensione di inabilità in caso di riconoscimento di un grado inferiore di inabilità(non incapacità assoluta a qualsiasi attività lavorativa ma per esempio a qualsiasi proficuo lavoro o alle mansioni)mi verrà valutato come servizio effettivo ai fini della pensione? le chiedo questo perche’ al momento della pensione avevo 18 anni di servizio
    grazie per le delucidazioni
    luisa

    Commento di luisa jane' | 08/08/2010 | Rispondi

    • Se la pensione di inabilità è a carico dell’INPS certamente il periodo di godimento della pensine è valido ai fini figurativi; se la pensione è INPDAP non sono state emanate norme di attuazione, ma dovrebbe essere lo stesso. Una delle ragioni per le quali non è stata data piena attuazione delle norme di legge, potrebbe essere proprio il fatto che – nel regime INPDAP – non dovrebbe esserci interruzione tra il servizio e il trattamento di pensione.

      Commento di previdenza | 10/08/2010 | Rispondi

  15. ho 59 anni mi è stata conferita con il sistema retributivo, la pensione Ordinaria diretta di inabilità (ex dip.comunale) dal 1° giugno 2008,posso riprendere attività lavorativa? se c’è un modo potete spigarmi la prassi? grazie per la vostra gentilezza

    Commento di giuseppe | 11/08/2010 | Rispondi

    • Non esistono limitazioni alla possibilità di iniziare una nuova attività, se, come sembra non si tratta di pensione di inabilità ex L 335/1995; in questo caso ci sarebbe incompatibilità.
      Esistono però norme che – oltre al fatto che si cumulano i redditi ai fni della tassazione – limitano la possibilità di cumulo della pensione con il reddito da lavoro; in sintesi si tratta di questo:
      1) i trattamenti di pensione di cui beneficiano i
      dipendenti pubblici non sono cumulabili con la retribuzione derivante da impieghi nell’ambito della Pubblica Amministrazione quando il nuovo servizio costituisca
      derivazione, continuazione o rinnovo del precedente rapporto di lavoro che ha dato luogo alla pensione.
      2) Non sono previste limitazioni al cumulo se la pensione è stata corrisposta sulla base di 40 anni di contribuzione.
      3) Se il lavoro è autonomo (artigianato o commercio) è cumulabile il 70 per cento della pensione eccedente l’ammontare del trattamento minimo Inps (ora 460,97 € per 13 mesi). La trattenuta non può comunque superare il 30 per cento dei redditi da lavoro autonomo.
      Se il lavoro è dipendente è cumulabile il 50 per cento della pensione eccedente l’ammontare del trattamento minimo Inps.
      4) Al raggiungimento dell’età pensionabile le pensioni di invalidità sono equiparate ai trattamenti pensionistici di
      vecchiaia e quindi non più soggette al divieto di cumulo.

      Commento di previdenza | 12/08/2010 | Rispondi

      • in poche parole posso far parte di una s.a.s -(coomercio-artigianato) garzie ancora

        Commento di giuseppe | 12/08/2010

  16. atendo risposta c.m.o.per invalidita civile,atrite reumatoide cronica,epatite b sieroconvertita,fibbrillazione atriale permanente,con due ablazioni,pregressa ulcera gastrica,stato ansioso depre.ho 56 anni, e 36 di contributi al 2011.potro inoltrare domanda di penione per innabilita,se il risultato della visita sara positivo.cordiali saluti ajòò

    Commento di aurelio | 14/08/2010 | Rispondi

  17. SONO PASSATI PIU’ DI 2 ANNI DA QUANDO HO RICHIESTO TRAMITE I L PATRONATO DEL RICORSO PER LA PENSIONE DI INABILE, MA ANCORA NON HO NESSUNA COMUNICAZIONE.OGNI VOLTA CHE CHIEDO DELUCIDAZIONI AL PATRONATO MI SENTO RISPONDERE CHE I TEMPI SONO MOLTO LUNGHI,

    Commento di MARIA | 01/09/2010 | Rispondi

  18. SONO PASSATI PIU’ DI 2 ANNI DA QUANDO HO RICHIESTO TRAMITE I L PATRONATO UN RICORSO PER LA PENSIONE DI INABILE, PREMETTO CHE HO 43 ANNI , HO SUBITO 5 INTERVENTI AL COLON E ASPORTAZIONE DI ESSO , MI SONO RITROVATA IN SHOC SETTICO CON DEGENZA IN RIAMINAZIONE ,MI TROVO CON UNA MALFORMAZIONE ALL’INTESTINO E CON ADERENZE PROVOCANDOMI DOLORI E COLICHE GIORNALIERI, MI HANNO LICENZIATO DAL LAVORO, PERCHè NON RIESCO A SEDERMI IN UNA POSIZIONE CORRETA, NON POSSO PIù GUIDARE, FARE LA DOCCIA DA SOLA O METTERMI LE SCARPE PERCHE I MIEI MUSCOLI ADDOMINALI SONO STATI DALLA SETTICEMIA COMPROMESSI, COME MAI ANCORA NON HO AVUTO NESSUNA COMUNICAZIONE IN MERITO IL MIO PATRONATO DICE CHE I TEMPI SONO LUNGHI , NON HO NESSUNA COMUNICAZIONE, CI SONO DEI TEMPI DA RISPETTARE?.

    Commento di MARIA | 01/09/2010 | Rispondi

    • Non è chiaro se il ricorso è in fase legale o amministrativa. Nel primo caso i tempi dipendono dal Giudice e dalle Perizie che sono richieste; la Giustizia in Italia ha tempi lunghi, ma due anni sembrano troppi; forse è bene sentire con l’Avvocato.
      Se il ricorso è amministrativo e non è deciso dall’Istituto entro 90 giorni, Lei può considerarlo respinto e – se il Suo medico ritiene che sussista il diritto alla pensione e se Lei vuole – può passare la partica all’Avvocato per chiedere l’intervento della Magistratura.

      Commento di previdenza | 02/09/2010 | Rispondi

  19. Sono sempre io Maria , Il ricorso è in fase legale. Il problema è che quando io chiedo informazioni al mio patronato non mi dicono nemmeno chi è il mio avvocato, non so se questo atteggiamento è corretto. Mi scusi se sono ripetitiva ma veramente non ho nessuno che mi consigli, avvolte mi sento presa in giro.Porgo i miei saluti.

    Commento di MARIA | 03/09/2010 | Rispondi

  20. NO, certamente non è così che si deve comportare un patronato; probabilmente l’avvocato vuole trattare direttamente col patronato e non avere rapporti con i clienti. Il patronato dovrebbe almeno comunicarLe la data della prossima udienza.

    Commento di previdenza | 03/09/2010 | Rispondi

    • cara maria anche con ,e il patonato si comportava i questo moso e se ancje conosci il legale che rappresenta il patrobato non da consigli e o informazione tutto questo dalla data 1997 avendo roichiesto la inabilyta na sai dopo 17 anni siamo arrivati alla corte di appello di napoli ed e stata emessa la sentenza riconoscendomi la inabilita pernsa che fui dichiarato invalido al 100%nell 2004 w successivamentew nel 2008 ora la legge stabisce che chi e dichiarato inavlido al 100 x 100 dovrebbe ottenere la pensione di inabolita ma co sono volute due consulenze richiesta dall’tribunale per dimostrare che cosa?che dette patologie croniche ed invalidfanti tali sono e restano.ma non e cosi perche cdrcano sempre di fregare il diritto e poi l’ìavv del sindacato mi choiede il 15%sulle somme in arretrati ad ogni modo rassegnati ci vuole moto tempo prima di arrivare alla sentenza la mia e stata emessa il 17.10.2011 dopoanni ed anni ciao BUONA FORTUNMA

      Commento di BRUNOI | 21/01/2012 | Rispondi

  21. sono infermiera professionale dal 1981,Negli ultimi ho avuto dei problemi di salute, prima un incidente con fratture costali e poi disturbi alla colonna.
    Ho diverse protrusoni alla colonna lombare,spondiloartrosi diffusa e artrosi alle mani (risoartosi),.Per disfunzioni organizzative ho accumulato diversi disturbi e facendo dei ricoveri in dh nelle U.O di medicina del lavoro, la diagnosi di dimission è stata, disturbo dell’adattamento con ansia in ambiente lavorativo avverso,o anche disturbo dell’adattamento in soggetto ansioso con umore depresso, e facendomi seguire da un centro d salute mentale , ho un certificato dove mi si certifica che sono un soggetto ansioso con note di D.O.P e D.A P
    Ho gia fatto una visita collegiale che mi ha dato il divieto di sollevare pesi maggiori a 10 Kg per tutelare la colonna ,anche se allora avevo allegato certificati di mastopatia,, cistite cronica con stress incontinence ed ipertensione.
    Attualmente sono un’attesa di una nuova visita collegiale perche ho qualche altro problema lombare con sofferenza muscolare ed le diagnosi di disturbo psichico ed un certificato di allergia sistemica con dermatite fa contatto allo stringinaso della mascherina(preparo i farmaci antiblatici) ed il mio quesito è: cosa debbo aspettarmi da questa visita, possono darmi l’nabilità a lavoro proficuo, il medico competente nel suo certificato di idoneità si deve attenere ai rischi professionali o deve tenere conto di tutti questi disturbi, come posso agire per farmi riconoscere queste patologie? Come richiedere la visita alla commissione di verifica.Sono un iscritto inpdap. Grazie.

    Commento di Giovanna | 28/09/2010 | Rispondi

    • Purtroppo – non essendo medico – non ho risposta alle Sue domande; la Commissione esaminerà la diagnosi anche con riguardo alla causa di servizio; potrebbe essere utile farsi assistere, nella visita, da un medico di fiducia.

      Commento di previdenza | 29/09/2010 | Rispondi

  22. comincio a preoccuparmi
    sno pensionata legge 335 per inabilità assoluta inpdap
    visita ad agosto 2009
    pensione da sett 2009
    rivedibilità un anno
    nessuno mi ha ancora chiamato, che ne pensate?
    luisa janè

    Commento di luisa jane' | 07/10/2010 | Rispondi

  23. Buongiorno-
    Nel 2001,ho presentato istanza per il riconoscimento ed equo indenizzo-Nel febbraio del 2002,la C.M.O.ha riconosciuto tale patologia come causa di servizio,ascrivibile alla tab B-
    Nel 2003 sono andato in pensione-
    Nel 2005,ho chiesto l’aggravemento della patologia,che e stata classificata alla 5^ categoria-
    Il Ministero dell’interno,mi ha concesso l’equo indennizzo con lo stipendio in godimento del 2001,cioè dalla data della prima domanda-Per cui non ha calcolato nell’equo indennizzo gli aumenti contrattuali 2002-2003-
    Per cui vorrei sapere se una istanza di aggravamento di patologia fatta da un pensionato successivamente alla cessazione dal servizio, debba essere indennizzata con riferimento all’utimo stipendio in servizio- O se deve essere calcolato in base alla prima istanza di riconoscimento della causa di servizio-
    Vi ringrazio.-

    Ciro

    Commento di ciro serra | 12/10/2010 | Rispondi

  24. SALVE SONO IL SIGNOR NERI SEBASTIANO DA CATANIA O FATTO PER BEN DUE VOLTE LA DOMANDINA DI INNABILITA AL LAVORO PER, CUI LA PRIMA VOLTA NON AVEVO RAGGIUNTO LA PERCENTUALE , PER OTTENERE LINNABILITA AL LAVORO,LA SECONDA DOMANDINA CHE INSIEME AL MIO DOTTORE ABBIAMO RIEMPITO LA DOMANDINA, ALLA QUALE MI A DETTO CHE CI SONO BUONE SPERANZE ED IO HO DETTO AL MIO DOTTORE CHE MI PARE IL CASO CON TUTTI I REFERTI DELLE RADIOGRAFIE DI TUTTO CIO CHE CE AVRO L’OTTANTA PER CENTO CIRCA ED INFATTI MI ANNO RICONOSCIUTO ANZI ACCETTATA LA DOMANDINA DI INNABILITA AL LAVORO MA PERO MI A CHIAMATO IL PATRONATO DELLA MIA ZONA DI DI SALVO DI SALVO CONSIGLIERE COMUNALE DI VIA CARONDA CATANIA E A DETTO CHE CI VOGLIONO CINCQUE ANNI CONTRIBUTI FRA CUI O LETTO CHE TRE ANNI DEVONO ESERE DI RECENTE, LE LEGGI LE FNNO LE RINNOVANO LE METTONO PER FAR SI CHE NON CE POSSIBILITA DI AVERE UN SOSTEGNO E TUTTO STUDIATO A TAVOLINO, E COME ENTRARE IN UN L’ABIRINTO , E COME FARE UN GRANDE REBUS VAI A SAPERE VAI A SCOPRIRE E TUTTO UN VICOLO CIECO, IO COME DEVO VIVERE SE SONO TUTTO ROTTO E PIENO DI DOLORI NON POSSO PER NIENTE LAVORARE, CIOE MI SPIEGO SE MI DANNO UN LAVORO DA 100 EURO AL GIORNO LO RIFIUTO PERCHE IL FISICO NON REGGE PIU LA MENTE IL CERVELLO IL FISICO SE NE VA INCANDESCENZA, MA CHI NON CELA I MALI NON CONSIDERA.

    Commento di NERI SEBASTIANO | 18/10/2010 | Rispondi

  25. SONO IL SIGNOR NERI SEBASTIANO DI CATANIA .
    SIL MIO DOTTORE E GAETANO GIUFFRIDA DI VIA DEL BORGO ALA QUALE SA LA VERITA DEI DOLORI FISICI CHE MI TROVO L’INNABILITA AL LAVORO QUANDO CE POSSIBILITA,.
    COSE IL PROBLEMA ,SE IO NASCEVO INVALIDO AL 100 PER 100 CHE LEGGI CI SONO PER NON AVERE LA PENSIONE MA COSA DITE COSA SCRIVETE IO SONO INNABILE E I REFERTI PARLANO CHIARO GRAZIE IL MIO PATRONATO E E IN VIA CARONDA ALLA QUALE MI A DATO UNA MANO DI AIUTO ED A FATTO TUTTO GRATIS PER OTTENERE L’INNABILITA AL LAVORO MA PERO MOLTE COSE SONO SBAGLIATE CHI E INNABILE COME ME CHE NON POSSO PIU L’AVORARE COSA FACCIO I CINCQUE ANNI DI CONTRIBUTI E TUTTA UNA TATTICA PER NON AVERE PER VOI PER NON PAGARE PRCGE VOI PENSATE PRIMA IO DEVO PAGARE PIO DATE L’INNABILITA AL LVORO SONO ROTTO INNABILE AVETE ACCETTATO LA GRAVITA FISICA ALLORA PERCHE NO MI AVEDE DATO LA PENSIONE DI 250 EURO MENSILI, CHE TUTTO CIO POTEVA ESSERE SOLO PER ORA PER UN PERIODO IMPS NON E IMPS L’IMPS E PER VOI STESSI CHEAATENDIATE CHI PAGA E VOI VI PRENDETE LO STIPENDIO .IO SONO DEL PARERE CHE TUTTO FALSO.
    CHI FA LE COSE PER COME DEVE ESSERE E VOI PIO AUMENTATAE I MESI E CHI GIA E ARRIVATO E NON PUO PIU LAVORARE QUELLA PERSONA DEVE PRENDERE LA PENSIONE MINIMA ANCHE SE GLI MANCANO SOLO POCHI MESI VERO QUINDI GIOCATE CON LA GENTE .

    Commento di NERI SEBASTIANO | 18/10/2010 | Rispondi

  26. mi anno rconosciuto l’assegno ordinario di invalidita siccome sono assicurato su un prestito alla voce invalidita a non meno del 66xcento x il lavoro proficuo. l’assicurazione a trovata da ridire sulla perentuale di espressione del certificato inps che accerta a.oi e no indica il 67xcento io ritengo che e la stessa cosa cosa dovreifare x farmi pagare dall’assicurazione vi prego se proteste darmi una risposta delucidativa legale nel ringraziarle vi porgo distinti saluti pasquale

    Commento di pasquale | 31/10/2010 | Rispondi

    • Il concetto di lavoro proficuo è diverso da quello di capacità di lavoro usato dall’INPS per riconoscere il diritto all’assegno. In generale il primo dovrebbe essere più facile da raggiungere perché tiene conto anche della situazione lavorativa generale e non solo della capacità personale, ma non sempre in particolare se, nonostante le infermità o lesioni, si riesce ad avere una retribuzione o reddito adeguato. E’, questa, competenza specifica dei medici del lavoro cui saraà bene chiedere il parere.

      Commento di previdenza | 01/11/2010 | Rispondi

  27. Sono insegnate con 37 anni di servizio. A causa di gravi problemi di salute sorti nell’ultimo anno, mi hanno consigliato di fare domanda per la pensione di inabilità assoluta. >Chiedo, nel caso in cui mi venisse riconosciuta, c’è la possibilità che poi venga revocata ad una successiva visita? In tal caso, dovrò ritornare al lavoro per completare gli anni che mi mancano alla pensione di anzianità o mi vengono riconosciuti contributi figurativi per il periodo che percepirò la pensione di inabilità? Al compimento degli anni per la pensione di anzianità come varierà la mia pensione?

    Commento di Maria Grazia Manino | 02/11/2010 | Rispondi

    • Il pericolo al momento non esiste perché l’Istituto non ha emesso nessuna disposizione in merito alla verifica della persistenza dello stato di inabilità.
      Come saranno le disposizioni nell’ipotesi che fosse data piena attuazione alla legge non si può sapere; si può però ragionevolmente essere certi che gli anni di godimento della pensione siano considerati come figurativi e, quindi, computati nella pensione di anzianità o di vecchiaia valutando la retribuzione dell’ultimo anno di servizio. MA, RIPETO, SI TRATTA SOLO DI SUPPOSIZIONI.

      Commento di previdenza | 03/11/2010 | Rispondi

  28. sono infermiere assunto nel 93,con 16 anni di servizio da circa 5 anni sono un grave cardiopatico, in lista per trapianto cardiaco.
    posso pensionarmi? mi spetta il t.f.r. a chi mi devo rivolgere?
    invio cordiali saluti a chi volesse darmi qualche consiglio.

    Commento di riccardo | 07/11/2010 | Rispondi

    • Se si tratta di servizio alle dipendenze di clinica privata, è consigliabile presentare richiesta di pensione di inabilità e assegno di invalidità e conservare il rapporto di lavoro fino a quando ciò è possibile; se il servizio è alle dipendenze di azienda sanitaria pubblica sembra più conveniente attendere e conservare il rapporto di lavoro fino a quando ciò è possibile.
      Nel frattempo, se non già fatto, è opportuno chiedere riconoscimento di invalidità civile ed handicap (legge 104).
      Consigliabile rivolgersi ad un patronato della Sua città.
      Gli uffici del patronato ACLI Li trova sul lato destro (Blogrool).

      Commento di previdenza | 08/11/2010 | Rispondi

  29. Salve,sono enzo ed ho 62 anni,inabilità al lavoro riconosciuta 85%, ho 14 anni e due settimane contributive versate dal 1980 al 1994,posso accedere alla domanda di pensionamento di anzianità anticipata?

    Grazie

    Commento di Enzo | 09/11/2010 | Rispondi

    • NO. Per il diritto alla pensione di anzianità servono almeno 35 anni di contributi; solamente se sarà possibile raggiungere almeno i 15 anni di contributi (magari accreditando i periodi di malattia), potrà aver diritto alla pensione di vecchiaia anticipata o in deroga al requisito ordinario di almeno 20 anni di contribuzione.
      E’ consigliabile far esaminare la situazione da un patronato. A lato troverà gli indirizzi degli uffici del patronato ACLI.

      Commento di previdenza | 10/11/2010 | Rispondi

  30. Il 13/10 /2010 sono stata sottoposta a visita per riconoscimento inabilità al lavoro.
    In data 19/10/10 ho ricevuto copia di un fax arrivato alla scuola dove prestavo servizio,attestante l’inabilita’ permanente al proficuo lavoro.Ora mi vedo recapitare dalla dirigente una richiesta di certificazione per malattia dal 21/10/2010 al 24/10/2010.Mi chiedo se la data del 19/10/2010 è legittimata come data di fine rapporto di lavoro perchè dovrei giustificare questi giorni?Tendendo conto che il mio certificato di malattia scadeva il giorno 20/10/2010.La ringrazio per la disponibilità.

    Commento di elisabetta | 11/11/2010 | Rispondi

    • La qualifica riconosciuta non determina la cessazione immediata del rapporto di lavoro; perché questo avvenga deve essere riconosciuta la totale e permanente inabilità a QUALSIASI LAVORO.
      Fino a conclusione dell’iter burocratico il rapporto di lavoro rimane in essere con tutti i diritti ed i doveri conseguenti.

      Commento di previdenza | 11/11/2010 | Rispondi

      • Sul decreto c’è scritto questo:
        Non inabile in modo assoluto e permanente allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.Inabile permanentemente al servizio d’istituto e a qualsiasi proficuo lavoro in modo assoluto.Quindi vorrei sapere da quanto decorre la pensione?Grazie per la risposta.

        Commento di elisabetta | 11/11/2010

  31. La risposta è semplice, ma anche complessa. E’ semplice perché la decorrenza – se sussistono i requisiti di servizio (almeno 15 anni di servizio) – sarà dalla cessazione del servizio; è, per me, complessa perché non è materia previdenziale, ma sindacale e regolata dal CCNL. Peraltro non è noto se il settore di attività sia alle dipendenze di ente locale (come fanno pensare le valutazioni dell’invalidità espresse dalla Commissione) oppure dello Stato. In ogni caso, l’Amministrazione dovrà emettere una delibera, con la data, di fine servizio cui seguirà il pensionamento, sempre che sussista il diritto.

    Commento di previdenza | 12/11/2010 | Rispondi

  32. Salve sono un marittimo di 42 anni e sono in attesa della pensione di inabilita’,ho gia’effettuata la visita all’inps e mi hanno detto di attendere la pensione a casa. Mi preoccupa il fatto che al momento della domanda non avevo i requisiti per i tre anni su ultimi cinque richiesti,in totale purtroppo ne avro’8.Vorrei capire come si comporteranno tenendo presente
    che e’ da marzo che sono stato dichiarato inabile dalla commissione della capitaneria di porto.Non ho contratto indeterminato ma solo turno generale (tipo stagionale)al momento della visita ero a terra e non navigavo.La non idoneita’ l’ho avuta per la visita biennale richiesta obbligatoriamente dalla capitaneria………come si comportera’ l’inps riguardo il conteggio e se potro’ continuare a vivere dignitosamente o devo preoccuparmi….grazie per la risposta.

    Commento di carmine | 17/11/2010 | Rispondi

    • Per il personale marittimo sono previste due specifiche forme di pensione di inabilità:
      – inabilità ordinaria alla navigazione: per avere la pensione sono necessari almeno 10 anni (520 settimane) di navigazione complessiva, di cui almeno uno (52 settimane) nel decennio;
      – inabilità privilegiata: non sono richiesti particolari periodi di servizio, ma è necessario che l’inabilità sia stata causata da infortunio o da malattia contratta durante ed a causa del servizio. Se l’INPS ha promesso la pensione evidentemente è questa la Sua situazione.

      Commento di previdenza | 18/11/2010 | Rispondi

  33. mi chiamo massimo 2 giorni fa ho fatto la visita inps per epatite cronica b e c con inizio cirosi ho preso il virus nel 1974 sono ben 36 anni che sono ammalato adesso ne ho 40 di anni e pultroppo la mia mallatia non e sparita neanche con 2 anni di interferone in 36 anni di mallatia sono stato ricoverato tantissime volte per risveglio virus con tranzaminasi a 1900 alt e ast 750 a marzo sono stato ricoverato per insufficensa epatica con risveglio virus con esportazione cistivelia e linvonodo al collon poi ho vite nel ginocchio dx con frattura legamenti anteriri e posteriori poi oprazione ciste con vistola parti molli mi sa dire se posso avere diritto a un lavoro adatto alla mia situazione visto che ho perso il lavoro come muratore edile perche mi hanno risposto che sono stato troppo ammalato e loro non hanno di persone ammalate come me ma non e colpa mia se la mia mallatia adesso si va sentire tanti dottori mi hano detto che la mallatia andra senpre piu peggio ho diritto a guanti punti con epatite b e c cronica dal infanzia e con cirosi grazie cordiali saluti

    Commento di boraceromina@alice.it | 18/11/2010 | Rispondi

    • Alla Sua domanda può rispondere un medico specialista della medicina del lavoro. Per quello che è di nostra competenza possiamo solo consigliarLe – ma probabilmente lo ha già fatto – domanda di invalidità civile per rientrare nelle liste del collocamento mirato (la domanda va presentata all’INPS anche tramite un patronato). Non c’è però da fasi illusioni: il momento è difficile anche per chi è in piena salute.

      Commento di previdenza | 19/11/2010 | Rispondi

  34. sono massimo mi scusi se sono scocciante ma epatite b e c cronica attiva ce una tabella da poter capire quanti punti potro avere e quanto tempo devo aspettare per avere una risposta del inps ho fatto la visita il giorno 17 novembre la ringrazio distinti saluti

    Commento di boraceromina@alice.it | 22/11/2010 | Rispondi

  35. - la legge non prevede tabelle per la valutazione delle invalidità INPS;
    – l’INPS ha tre mesi di tempo dalla domanda per rispondere; non è però un termine perentorio.

    Commento di previdenza | 23/11/2010 | Rispondi

  36. salve,
    ormai sono 5 mesi che sono in infortunio, anche dopo aver subito un intervento di artroscopia, per rottura dei totale dei legamenti crociati. Volevo sapere più o meno quanti punti inabilità dall’inail posso ottenere.
    grazie

    Commento di otman | 26/11/2010 | Rispondi

    • La valutazione riguarderà le eventuali lesioni o minomazioni residue dopo il periodo di cura. Alla Sua domanda può rispondere solo un medico specialista del settore.
      Due voci della tabella mi sembrano riguardare il Suo caso:
      – Deficit articolare del ginocchio con flessione possibile da 50° a 90° = percentuale da 0 a 7%
      . Deficit articolare del ginocchio con estensione impossibile negli ultimi 15° (da 165° a 180°) Fino al 12%.

      Commento di previdenza | 27/11/2010 | Rispondi

  37. mi scusi sono massimo non ho capito cosa signivica ma come ho capito che non ho possibilita di avere una probabile invalidita dice che tutto tempo perso neanche di poter prendere il 46 per cento ma io ho sentito dire che epatite cronica attiva e valutata il 51 per cento e vero ho sono tutte frottole la ringrazio distinti saluti

    Commento di boraceromina@alice.it | 02/12/2010 | Rispondi

  38. sono stato riconociuto invalido con il 67/00 con patologie invalidanti,in base al art.2 comma 1 del 23.11.1988 n.509.al prosimo anno avro anni 56,e 38 di contributi inpdap.e per motivi di salute vorrei inoltrare domanda di prepensionamento anticipato in quanto fisicamente e piscologicamente non mi sento piu grado di proseguire nel lavoro.sara accolta la mia domanta.visto che il 67/oo viene inalzato al 74/00 della predetta legge.cordiali saluti e buone feste ,istintinu p.

    Commento di istintinu.p | 08/12/2010 | Rispondi

    • Non c’è nessuna relazione tra il riconoscimento ottenuto e la valutazione di inabilità ai fini delle prestazioni INPDAP; la prima riguarda le prestazioni di invalidità civile.
      Solamente un medico specialista del settore potrà darLe un’idea sul possibile esito della richiesta.

      Commento di previdenza | 09/12/2010 | Rispondi

  39. sono passati quattro mesi dalla scadenza scritta sul verbale del riconoscimeento dello stato di inabilità assoluta allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa datato agosto 2009(rivedibilità un anno) percepisco la pensioe regolarmente e aspetto
    rischio qualcosa? i ritardi possono essere di mesi? o la rivedibilità e’ solo una possibilità e forse non mi chiameranno piu?
    al momento della pensione avevo 18 anni di servizio, ora potrei averne 19 e tra un po’ 20 per non rischiare di rimanere senz
    a pensione se il mio stato di saluto migliorasse? grazie luisa jane’

    Commento di luisa janè | 17/12/2010 | Rispondi

    • E’ consigliabile sentire con l’Ente che ha emesso il verbale di invalidità

      Commento di previdenza | 17/12/2010 | Rispondi

  40. Salve,sono un dipendente pubblico dichiarato, dalla Commissione di Verifica, “inabile al servizio e a qualsiasi proficuo lavoro in modo permanente ed assoluto”. In ordine a questo giudizio sono stato dispensato dal lavoro dalla mia Amministrazione.
    La domanda che pongo è questa: quale differenza sostanziale vi è tra “inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa e “inabilità al servizio e a qualsiasi proficuo lavoro in modo permanente ed assoluto”. Un eventuale ricorso a quale giudice va inoltrato e che percentuale esiste che questi accolga il ricorso?

    Commento di Ciro | 01/01/2011 | Rispondi

  41. Le definizioni di capacità di guadagno e di capacità di lavoro sono e sono state tra le più controverse in previdenza ed è materia di competenza dei medici specializzati in medicina del lavoro, non di operatori generici di previdenza.
    Comunque, credo che la miglior definizione della capacità di guadagno sia contenuta nella sentenza della Suprema Corte di Cassazione, Sez. II civ. 17 febbraio 1971 n. 405 “anche se la capacità di lavoro costituisce un necessario presupposto della capacità di guadagno, quest’ultima, sul piano normativo, presenta un’autonoma configurazione, poiché comprende tra i propri elementi costitutivi, non solo il presupposto della capacità di lavoro, in relazione alle condizioni fisiche invalidanti, ma anche una serie di altri fattori inquadrabili nel contesto di condizioni ambientali ed economico-sociali (età, cognizioni ed attitudini del soggetto, mercato del lavoro, modestia delle condizioni socio economiche, etc.) che possono influire, positivamente o negativamente, sulla concreta possibilità che il lavoratore, fisicamente minorato, utilizzi in modo non usurante e continuativo le sue residue energie, in una proficua attività di lavoro, confacente alle sue attitudini”

    In modo analogo, la nozione di capacità di lavoro, definito come applicazione di una energia diretta al conseguimento di un fine determinato, impone, tuttavia, di continuare a tener conto di alcuni fattori soggettivi quali l’età, le attitudini fisiche e psichiche generali e la formazione professionale del soggetto, mentre non possono avere rilevanza le condizioni ambientali in cui si trova ad operare il lavoratore.
    Per il ricorso si deve seguire l’indicazione contenuta nel decreto. Circa le prospettive di un eventuale ricorso si deve sentire con un medico del settore.

    Commento di previdenza | 03/01/2011 | Rispondi

    • Salve, mi scusi se le pongo ancora qualche domanda, facendo riferimento al mio specifico caso, ossia, ero funzionario amministrativo, ho circa 57 anni, sono affetto da sindrome depressiva endogena di grado medio; diabete mellito; ipertensione arteriosa; spondilartrosi diffusa ed ernie discali multiple; alla luce di ciò, l’avermi dichiarato “inabilità al servizio e a qualsiasi proficuo lavoro in modo permanente ed assoluto”, tenendo conto, tra l’altro, che sono stato riconosciuto anche invalido civile all’80%, quali e quante possibilità potrebbero far presumere un’eventuale residua capacità di guadagno nelle mie condizioni?

      Commento di Ciro | 04/01/2011 | Rispondi

  42. sono un insegnante vorrei sapere i tempi di attesa per l’accertamento e responso da parte della commissione competente per la domanda inviata per il riconoscimento di inabilita’ assoluta a qualsiasi attivita’ lavorativa(335) chiedo inoltre se questo responso fosse negativo l’ inabilita’a proficuo lavoro potrebbe avvenire automaticamente o occorre fare altre visite mediche con inevitabilmente altri tempi di attesa? ringrazio per la l’ attenzione ..maria grazia

    Commento di Maria Grazia Manino | 09/01/2011 | Rispondi

    • L’Amministrazione deve disporre per l’accertamento sanitario “subito”, ma la legge non pone un termine; dalla data di richiesta, la Commissione medica deve comunicare, entro 60 giorni la data della visita medica ed ha altri 60 giorni, dalla visita, per notificare all’Amministrazione l’esito.
      La Commissione deve comunque emettere un giudizio sulla “idoneità al servizio od altre forme di invalidità”.

      Commento di previdenza | 10/01/2011 | Rispondi

  43. L’inabilità al servizio e a qualsiasi proficuo lavoro in modo permanente ed assoluto a quale percentuale di invalidità corrisponde, esiste una tabella?

    Commento di Ciro | 10/01/2011 | Rispondi

  44. sono stata dispensata dal servizio, per inablità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro,ad aprile 1992;ex professoressa cn 27 anni di servizio.
    Vorrei sapere se posso inoltrare domanda perchè la mia pensione possa usufruire dei vantaggi contenuti nella legge n°335/95 e a ki dovrei indirizzarla.Distinti saluti

    Commento di boi maria bonaria | 11/01/2011 | Rispondi

    • La legge 335/95 non ha valore retroattivo e, comunque, per poter presentare la domanda bisogna avere almeno 3 anni di contribuzione nei 5 anni precedenti la domanda.

      Commento di previdenza | 11/01/2011 | Rispondi

  45. Sono spiacente, ho posto due domande una il 04/01 e l’altra il 10/01 entrambe rimaste senza replica potrei sapere qualcosa in merito alle stesse.
    Grazie

    Commento di Ciro | 12/01/2011 | Rispondi

  46. Non saprei come spiegarmi meglio: NON SONO UN MEDICO, NON POSSO NE’ VOGLIO FARE COSE CHE NON SONO NELLE MIE CAPACITA’ e circa i criteri di valutazione della inabilità quello che so è negli articoli pubblicati. Aggiungo che se conoscessi un medico che emette valutazioni di invalidità sulla base di dati riferiti e desunti da documenti sanitari anziché da una visita diretta e dal colloquio con l’invalido, gli chiederei di cambiare mestiere.

    Commento di previdenza | 12/01/2011 | Rispondi

  47. ho già posto il quesito per il mio problema:da qualke parte ho letto ke si può inoltrare domanda per usufruire dei benefici dll legge 335/95 anke se si è pensionati per inabilità permanente a qualsiasi proficuo lavoro prima di tale data e ke eventuali benefici partirebbero dal mese successivo alla presentazione della domanda.vorrei sapere se c’è qualke riscontro legislativo.

    Commento di boi maria bonaria | 12/01/2011 | Rispondi

    • Non ne so nulla e sarei molto sorpreso se la cosa avesse seguito: tutte le prestazioni previdenziali di invalidità presuppongono la “costanza del rapporto assicurativo”; il requisito dei tre anni negli ultimi cinque allunga questo termine ad un massimo di due anni dalla cessazione.

      Commento di previdenza | 13/01/2011 | Rispondi

  48. sono assunta alle categorie protette ed ho legge104 purtroppo da marzo 201 sono in malattia perche’ inserita in lista trapianto di cuore pertanto impossibilitata a svolgere qualsiasi attivita’invalida al 75%ho fatto domanda di inabilita’in quanto mi avevano riferito di avere i requisiti per averla ma mi e’ stata respinta.come devo comportarmi

    Commento di Anonimo | 14/01/2011 | Rispondi

    • Le forme di invalidità sono molte e non è nota la ragione della respinta; se la domanda riguardava quella civile la ragione dovrebbe essere il superamento del limite di reddito; se è invalidità INPS probabilmente non è stato confermato il grado di invalidità (anche se la cosa mi sembra molto strana, viste le condizioni sanitarie).

      Commento di previdenza | 14/01/2011 | Rispondi

  49. Ho lavorato l’amianto e sono stato anche certificato dal’inail dal 1980 al 1994. A oggi ho 30 anni di contributi, posso tra quattro anni presentare domanda per la penzione di anzianità? e come mi verra calcolato, misto ,contributivo o retributivo.
    grazie anticipatamente.

    Commento di antonio | 15/01/2011 | Rispondi

    • Il Suo sistema di calcolo sarà misto perché alla fine del 1995 non aveva almeno 18 anni di contribuzione. Circa la pensione di anzianità è oggi difficile prevedere anche perché già la legge prevede una revisione a breve. E’ meglio ipotizzare di dover maturare i 40 anni e periodicamente – in ogni caso non prima di aver maturato i 35 anni di contribuzione, requisito minimo – aggiornare la situazione.

      Commento di previdenza | 16/01/2011 | Rispondi

  50. Salve la mia domanda a maggio 2008 mi e stato
    riconosciuto l’assegno ordinario d’invalidità
    successivamente ho fatto domanda di aggravamento per la pensione di inabilità
    che mi è stata accettata nel 2010 con con valore retroattivo cioè da settembre 2008.
    Già da allora svolgevo un compito come amministratore del condominio di residenza
    dal quale percepivo mille euro l’anno al netto
    della ritenuta d’acconto oltre la tassa come reddito da lavoro autonomo.
    Al momento della comunicazione del inps dove mi confermavano la pensione di inabilità mi
    sono cancellato come legale rappresentante
    del condominio, a questo punto la domanda è
    cosa succede con l’incumulabilità del compenso da me percepito.

    Commento di Giovanni | 17/01/2011 | Rispondi

    • Sono sempre giovanni, un’ultima cosa tale importo di mille euro e stato sempre dichiarato nel modello unico.
      Quindi il mio quesito è che avendo perso il lavoro già nel agosto del 2008 ho avuto il bisogno di mantenere il compenso come amministratore del mio condominio di residenza cercando di ammortizzare le uscite
      delle spese condominiali, ho commesso qualche
      errore? Grazie per la risposta.
      Buon lavoro.

      Commento di Giovanni | 17/01/2011 | Rispondi

      • la pensione di inabilità INPS è incompatibile ed incumulabile con qualsiasi reddito da lavoro, anche se autonomo ed occasionale.
        Questo significa che non può essere riconosciuto il diritto fino a quando è in atto l’attività e che, se l’attività viene iniziata dopo il pagamento della pensione, questa deve essere revocata e trasformata in assegno di invalidità.
        Se ben compreso, c’è stato un problema iniziale che spero non dipenda da una Sua errata autocertificazione; l’Istituto, tramite il fisco, ha già ora i dati per correggere l’errore.
        Il consiglio è di conferire con l’ufficio tramite il quale ha presentato la domanda (se non ha fatto tutto direttamente).

        Commento di previdenza | 18/01/2011

  51. ex direttore medico di struttura complessa in pensione(INPDAP) per inabilità al servizio dal 2006 con 37 anni di anzianità.
    Avendo partecipato di recente ad un concorso per direttore di struttura complessa in ASL diversa,nel caso fossi vincitore dovrei rinunciare alla pensione di inabilità al servizio?e come verrebbe calcolata l’anzianità ai fini stpendiali?

    Commento di giovanni | 18/01/2011 | Rispondi

    • L’ordinamento pensionistico degli enti locali (ex CPDEL), prevede la possibilità di riassumere in servizio dei pensionati oppure di trattenerli al lavoro anche dopo il loro collocamento a riposo; ai fini pensionistici per l’ulteriore servizio la legge prevede la liquidazione di una parte aggiuntiva di pensione, nel caso in cui il nuovo servizio sia durato almeno un anno.
      Credo di ricordare però che non sia chiaro come vada computato questo ulteriore servizio; appena possibile verifico.

      Commento di previdenza | 20/01/2011 | Rispondi

  52. Per prima cosa La volevo ringraziare per l’articolo esplicativo che mi ha aiutato a capirne un po’ di piu’ di questi argomenti complicatissimi ed a muovermi nella giungla di leggi e termini molto simili che ingenerano confusione.Leggendo i commenti penso di aver già avuto risposta alla domanda che sto per porLe ma, poichè sono ansiatissima a causa della situazione in cui mi trovo,sono a richiederLe una nuova conferma.Mio padre-dipendente della Corte dei Conti- a 5 anni dalla pensione ha avuto una sorta di ictus ed è stato riconosciuto INABILE PERMANENTE AL SERVIZIO E AL PROFICUO LAVORO,e la Commissione ha riconosciuto un’ASSOLUTA E PERMANENTE IMPOSSIBILITA’ A SVOLGERE QUALUNQUE ATTIVITA’ LAVORATIVA.Per quanto riguarda quest’ultimo status hanno disposto una nuova visita tra 2 anni.Da questo punto di vista mi chiedo come si concili il carattere permanete con la necessità di effettuare un nuovo accertamento,una cosa permanente rimane tale e non puo’ essere oggetto di revisione.Oltre a questa perplessità ne ho un’altra:ora la Corte ha detto che procederà alla risoluzione del rapporto che pero’ dicono sia piu’ un congelamento per questi2 anni per vedere se recupera la capacità lavorativa.Anche qui mi sembra che ci sia una confusione nei termini,se il rapporto e’ risolto non vedo come possa essere congelato.Ad ogni modo il mio timore piu’ grande è che recuperando un minimo di capacità lo mettano poi a svolgere una funzione diversa e inferiore visto il suo handicap o ancora peggio rimanga inidoneo per la corte ma idoneo per altra’ attivita’ e perda quindi anche la pensione di inabilita’.Dalle risposte da Lei date sembrerebbe che, in mancanza della stretta applicazione della legge da parte dell’inpdap, questa possibilità sia scongiurata ma io mi preoccupo per il futuro. In questa povera Italia fatta di tagli sulle pensioni,sulla salute, non vorrei che poi si arrivasse ad un’interpretazione rigorosa della legge. Quindi mi chiedevo se era il caso di impugnare la decisione della Commissione nella parte in cui lo richiama a visita tra 2 anni per tentare di otteneere una pronuncia definitiva.Non so neanche se posso farlo visto che sul provvedimento non è data alcuna indicazione al riguardo nè sull’autorità competente nè sui termini per impugnare.Infine questa pensione secondo quanto dice la corte non è una vera pensione,quindi mi chiedevo se questi 2 anni di “congelamento”valgano(maturino) ai fini pensionistici e del TFR o no.Mi scuso se sono stata troppo prolissa ma volevo essere certa di esporre propriamente i mie quesiti perchè sono confusa ed ho veramente bisogno di capire.Grazie ancora

    Commento di giulia | 22/01/2011 | Rispondi

    • In previdenza “permanente” non significa immutabile, ne’ sicuramente insanabile ma è riferibile ad una situazione biologica non transitoria, durevole a tempo indeterminato, senza previsione di guarigione o di miglioramento a breve scadenza.
      Si tratta quindi di infermità della quale sia impossibile prevedere con ragionevole sicurezza – nei limiti delle conoscenze mediche – la guarigione ovvero un rilevante miglioramento entro un periodo di tempo relativamente breve e comunque non indefinito.
      Come ho avuto già modo di dire non sono medico e quindi eventuali ulteriori dubbi sul tema andrebbero verificati con uno specialista.
      Se, dopo la nuova visita collegiale, dovesse essere riammesso in servizio certamente il periodo dovrà essere consdierato utile figurativamente; circa la valutazione ai fini del TFR bisognerebbe vedere il contratto di lavoro e comunque un sindacalista.
      L’eventuale ricorso ora avrebbe tempi talmente lunghi da non essere certamente consigliabile.

      Commento di previdenza | 25/01/2011 | Rispondi

  53. Sono un pensionato di milano anni 62 – legge 335/95 art. 2 comma 12 – chiedo quanto segue:
    la mia pensione è stata abbattuta nell’importo di calcolo perchè superava quella di privilegio –
    Posso beneficiare delle esenzioni ticket per la salute-
    Ho diritto alla tessara dei mezzi pubblici come gli invalidi
    Grazie

    Commento di lina | 23/01/2011 | Rispondi

    • Anche se l’importo della pensione è stato determinato da quello previsto per le pensioni privilegiate, la pensione non ne acquisisce il titolo: rimane una pensione ordinaria.
      Per l’esenzione tichet ogni Regione legifera autonomamanete; è consigliabile presentare tramite l’INPS od un patronato richiesta di riconoscimento di invalidità civile.

      Commento di previdenza | 25/01/2011 | Rispondi

  54. medico in pensione(INPDAP)da 4 anni per inabilità al servizio con 35 anni di anzianità.Vorrei chiedere la revisione in quanto le mie condizioni di salute sono migliorate.Se dovessi rientrare al lavoro perdendo la pensione di inabilità,avrei diritto al riconoscimento dei contributi figurativi per il pregresso periodo di pensionamento ? Dovrebbe provvedere la ASL o l’INPDAP,in automatico o su richiesta?
    Grazie per la risposta.

    Commento di giovanni | 28/01/2011 | Rispondi

    • A mia conoscenza la possibilità di revisione (attiva o passiva) non è stata regolamentata; se però si volesse provocare una decisione credo sarebbe necessaria una nuova certificazione medica. Inoltre, anche se previsto dalla legge, non è possibile assicurare che il periodo di godimento della pensione sia riconosciuto figurativamente e, soprattutto, quali procedure siano previste.

      Commento di previdenza | 29/01/2011 | Rispondi

  55. SONO STATO SOTTOPOSTO A VISITA PER INABILITA’ ASSOLUTA A QUALSIASI ATTIVITA’ LAVORATIVA LEGGE 335,ANTICIPANDOMI CHE PER QUATTRO ANNI ANCORA POTRO’ PERCEPIRE LO STIPENDIO (SONO DIPENTENDE AUSL ASS.INPDAP),TRASCORSO QUESTO PERIODO (QUATTRO ANNI)MI SOTTOPORRANNO DINUOVO A VISITA.E’ NORMALE? GRAZIE ANTICIPATO

    Commento di FILIPPO | 31/01/2011 | Rispondi

    • Rimando alla risposta data il 25 u.s. a Giulia. Da incompetente direi che 4 anni sono tanti, ma nel merito del Suo caso solo un medico specializzato nel settore previdenza può dare una risposta.

      Commento di previdenza | 01/02/2011 | Rispondi

  56. CHI HA UNA PENSIONE DI INABILITA’ INPS MA CHE NON GLI VIENE EROGATA PERCHE’ HA UNA RENDITA INAIL PER LA STESSA PATOLOGIA ,LL’ETA’ PENSIONABILE 65 ANNI HA DIRITTO ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA? SE C’E’ QUALCHE NORMATIVA . GRAZIE

    Commento di Anonimo | 01/02/2011 | Rispondi

    • Purtroppo la risposta è negativa; non c’è una norma specifica che lo vieta, ma è conseguente al fatto che, per il fatto che viene computata la maggiorazione del servizio, è come se la pensione fosse già di vecchiaia. C’è almeno una sentenza di Cassazione negativa. Nel caso di mancata erogazione per incumulabilità con rendita da infortunio o malattia professionale, sembra quasi una penalizzazione ulteriore nei confronti di chi ha subìto gravi lesioni a causa di lavoro; si può riprovare, ma occorre studiare bene il caso specifico sapendo che solamente con una nuova sentenza di Cassazione si potrà FORSE avere esito positivo.

      Commento di previdenza | 03/02/2011 | Rispondi

  57. Sono un dipendente della scuola (DSGA). Ho presentato domanda di pensione di inabilità l’8/2/2011 che la Scuola ha prontamente trasmesso alla DTEF di Lecce dove è stata registrata al protocollo nella stessa data dell’8/2/2011. Ho saputo che le la competenza delle visite mediche non sarà più della Commissione di Verifica ma non ho avuto notizie più precise: sapreste dirmi da chi sarò sottoposto a visita medica? Grazie

    Commento di PIERPAOLO GIANNOCCARO | 14/02/2011 | Rispondi

  58. L’Amministrazione può indirizzare alla Commissione medico-ospedaliera (Cmo),alla commissione medica dell’Asl oppure alla commissione medica di verifica.

    Commento di previdenza | 14/02/2011 | Rispondi

  59. Il 24 Gennaio 2009 sono sato dispensato dal servizio nel Ministero Difesa do po 36 anni di servio ddal CMO di Padova come: Invalidità assoluta e permanente a svolgere qulsiasi proficuo lavoro. Vorrei sapere in base alla Legge 335/95 ho diritto all’esenzione del tichet? L’Ospedale militare mi ha detto che ho un invalidità del 75%. Come viene calcolata la pesnione? Vengono considerati solo gli anni lavorati ? E perchè in servizio il mio stipendio netto era di 1650 netti e adesso in pensione ne prendo solo 1160 netti ? Ringrazio di cuore per la Vs. risposta e cordialmente saluto. Mauro

    Commento di Mauro | 24/02/2011 | Rispondi

    • La qualifica di invalidità che Le è stata riconosciuta non è quella prevista dalla legge 335/95. Comunque il diritto all’esenzione ticket è regolamentato dalle Regioni e, in generale, non basta il riconociumento di inabilità ex lege 335/95, serve il riconoscimento di invalidità civile.
      La pensione è calcolata sugli anni di assicurazione senza maggiorazione e, dal 1992, non è più quantificata sull’ultimo stipendio. Il metodo di calcolo non può essere spiegato in poche parole perché, in generale, devono essere fattti tre calcoli diversi.
      La cosa migliore è di far valutare il prospetto di calcolo ad un patronato (nella prima colonna a destra trova gli indirizzi del patronato ACLI).

      Commento di previdenza | 24/02/2011 | Rispondi

  60. A che devo rivolgermi per il calcolo della mia pesnione che secondo me è inferiore al dovuto? Ringrazio

    Commento di Mauro | 24/02/2011 | Rispondi

  61. salve mi chiamo michele ho 44 anni lavoro in una azienda dolciaria da 25 anni . 4 anni fa mi e’ stata riconosciutao l’assegno ordinario di invalidita’per due gravi motivi fisici . vorrei sapere con certezza quando potro’ licenziarmi senza il pericolo che mi venga revocato l’assegno ordinario di invalidita’

    Commento di michele | 05/03/2011 | Rispondi

    • Alla terza conferma dell’assegno, la legge prevede che non sia più necessario rinnovare la richiesta: diventa quindi definitivo.
      L’Istituto ha però sempre, fino al compimento dell’età pensionabile, che per i dipendenti è ora di 65 anni, la possibilità di verificare la permanenza delle condizioni di invalidità. L’unica certezza è data quindi dall’età o dalla natura delle infermità o lesioni.

      Commento di previdenza | 05/03/2011 | Rispondi

  62. angelo 59 annni inabile titolare di reversibilita o fatto domanda assegni famigliari per me stesso o fatto la visita inps se lesito per gli asseg e negativo cosa sucede alla reversibilita

    Commento di pierre angelo | 12/03/2011 | Rispondi

    • Sia per il diritto alla pensione di reversibilità che per l’assegno al nucleo familiare l’inabilità deve risultare alla data della morte del/i genitore/i. L’esito della visita medica è quindi decisivo.

      Commento di previdenza | 13/03/2011 | Rispondi

  63. salve,mi chiamo marcello,da 6 mesi mi sono agravato,e non riesco piu a lavorare,io ho una cardiomiopatia dilatativa e sono portatore di un defibrilatore,ho 42 anni,e sono gia invalido 80,prendo gia una pensione di circa 350 mensili,vorrei sapere come si fa il calcolo,con l’inabilità totale,ho 25 anni di contributi qualcuno mi puo dare qualche informazione grazie.

    Commento di marcello | 14/03/2011 | Rispondi

    • Penso si tratti di assegno di invalidità previdenziale forse INPS; il calcolo della eventuale pensione di inabilità è complesso, in sintesi viene valutata la contribuzione che manca per i 40 anni (massimo di anzianità contributiva valutabile). Consiglio però di sentire con un patronato: l’assistenza deve essere gratuita e hanno strumenti per il calcolo.

      Commento di previdenza | 15/03/2011 | Rispondi

  64. angelo 59 anni sono inabile ero a carico di mio padre godo delle reversibilita so entranbi i genitori o 3 figli avuti in convivenza , o fatto domanda assegni famigliari per i figli e per me stesso, mi anno posto a visita medica mi anno liguidato solo per me stesso e giusto.

    Commento di angelo pierre | 17/03/2011 | Rispondi

    • Hanno diritto all’assegno al nucleo familiare sulla pensione di reversibilità solo il coniuge ed i figli minori o inabili del deceduto. I nipoti (sempre con riferimento al deceduto) potrebbero aver diritto se erano nati alla data della morte ed erano a carico del deceduto.

      Commento di previdenza | 18/03/2011 | Rispondi

  65. Buongiorno, ho letto numerose risposte alle richieste degli utenti, che mi hanno chiarito alcuni dubbi, ma vorrei approfondire alcuni aspetti della mia situazione:
    1 – ho trentotto anni di insegnamento e, a seguito recente infortunio mi hanno riconosciuto un danno biologico pari all’8%
    2 – per altri problemi di carattere oncologico mi hanno recentemente riconosciuto un invalidita’del 70% unitamente alla legge 104/92(art 3).
    Se venisse accolta domanda di inabilità assoluta e successivamnte, a seguito verifica da parte della COmmissione Collegiale venissero riscontrati miglioramenti , cosa mi succederebbe? Dovrei ritornare a lavorare per il breve tempo che mi manca per la pensione di anzianità?
    Nel caso la visita di verifica avvenisse dopo la maturazione dei 40 anni di servizio, cosa succederebbe? Manterrei la pensione di inabilità o verrebbe trasformata in pensione di anzianità?
    Grazie per la cortese attenzione

    Commento di Maria Grazia Manino | 19/03/2011 | Rispondi

    • Fino ad oggi non sono state emesse disposizioni per la verifica o revisione di pensioni di inabilità riconosciute dall’INPDAP; il problema quindi non si pone né è possibile dire con certezza cosa succederebbe; nel Suo caso, avendo già 38 anni di anzianità potrebbe essere ridotto di una quota minima la pensione.

      Commento di previdenza | 21/03/2011 | Rispondi

  66. Ho 57 anni e 35 anni lavorativi ho richiesto alla mia amministrazione comunale con lettera raccomandata il 10 gennaio 2011 la pensione di inabilità citando la legge 335/95 e il 24.03.2011 mi è stato comunicata la visita CMO ed è stata accolta dai medici militari,che poi manderanno il verbale alla mia amministrazione che sarà presto5 immediata risposta poi alcollocamento dellala pensione. Ho consultato un CAF in cui mi ha riferito che non ho l’età pensionistica ossia, dovrò avere 60 anni di età, per cui mi daranno solamente 3 anni fino a raggiungere ei 38 anni lavorativi.
    Nel dubbio mi sono letta la legge 335/95 e non parla del compimento dei 60 anni di età ma degli anni rimasti per arrivare fino ai 40 di servizio. Non so se il CAF ha ragione, mi potrebbe aiutare a capire bene questa legge La ringrazio vivamente ed attendo una sua risposta cordiali saluti

    Commento di agostina | 27/03/2011 | Rispondi

  67. Ho 57 anni e 35 anni lavorativi ho richiesto alla mia amministrazione comunale con lettera raccomandata il 10 gennaio 2011 la pensione di inabilità citando la legge 335/95 e il 24.03.2011 mi è stato comunicata la visita CMO ed è stata accolta dai medici militari per le mie patologie gravi,che poi manderanno il verbale alla mia amministrazione che sper0 presto l’immediata risposta (cone cita le stessa legge) per il collocamento della pensione. Ho consultato un CAF in cui mi ha riferito che non ho l’età pensionistica ossia dovrò avere 60 anni di età, per cui mi daranno solamente 3 anni fino a raggiungere solamenti i 38 anni lavorativi e non i 40 anni.
    Nel dubbio mi sono letta la legge 335/95 e non parla del compimento dei 60 anni di età ma degli anni rimasti per arrivare fino ai 40 anni di servizio. Non so se il CAF ha ragione, mi potrebbe aiutare a capire bene questa legge La ringrazio vivamente ed attendo una sua risposta cordiali saluti

    Commento di agostina | 27/03/2011 | Rispondi

    • Se legge il punto 5 dell’articolo (Quantificazione dell’importo) vedrà che è previsto anche un limite di età.

      Commento di previdenza | 28/03/2011 | Rispondi

  68. salve, mia moglie 46 anni e 22 anni di servizio, insegnante elementare, dal 2007 gode della pensione d’inabilità, in quanto operata di tumore al seno bilaterale e varie complicanze, con revisione a 5 anni(marzo 2012).Se la CMV dovesse ritenerla abile al lavoro, cosa deve fare? può rientrare ad insegnare nella propria sede?

    Commento di Giovanni | 07/04/2011 | Rispondi

    • Per il momento non c’è nessuna possibilità che venga effettuata una revisione della situazione sanitaria perché non sono state emanate le disposizioni relative. Nel Suo caso eventualmente la peggiore ipotesi è che la pensione sia ridotta dell’importo di maggiorazione degli anni mancanti all’età o ai 40 anni di servizio.
      Lo ripeto: oggi non ci sono pericoli di sorta.

      Commento di previdenza | 08/04/2011 | Rispondi

  69. Salve,
    Sono emilia,mia madre gia pensionata sociale ha ottenuto il riconoscimento dell’invalidità con accompagnamento comunicataci attraverso lettera da parte dell’inps dove si evice il riconoscimento ma non come e quando potrà incassare la nuova pensione con relativo accompagnamento,come funziona?Si trasformerà in automatico?e gli arretrati?
    Grazie anticipatamente

    Commento di emilia | 12/04/2011 | Rispondi

    • Dopo il compimento dei 65 anni la pensione civile non è più prevista; rimane la pensione sociale e, in aggiunta, Le verrà pagata l’indennità di accompagnamento.
      Se l’INPS ha comunicato l’accoglimento non ci sono altre pratiche da svolgere: è l’Istituto ad inviare l’importo mensile e gli arretrati (in genere servono una ventina di giorni) presso l’ufficio pagatore scelto. Dovrebbe prima arrivare il prospetto di liquidazione con l’indicazione dell’importo mensile e degli arretrati.

      Commento di previdenza | 12/04/2011 | Rispondi

  70. salve ho bisogno di alcune informazione, percepisco la pensione di inabilità lavorativa ma amo fare politica posso avere cariche politiche ad esempio un’assessorato e se mi ritocchino la pensione? grazie.

    Commento di salvatore | 14/04/2011 | Rispondi

    • Non esiste nessun limite o impedimento a svolgere attività politica; le cariche politiche non sono considerate una attività di lavoro.

      Commento di previdenza | 14/04/2011 | Rispondi

  71. Ad un mio collega di lavoro è stato asportato un brutto male. Gli hanno asportato anche un rene e, successivamente (2 mesi) sono comparse delle metastasi alle ossa. Gli ho fatto fare subito la domanda per la 335 ma, quando è andato a visita presso la CMO (siamo statali) gli è stato detto che gli davano la 335 per 3 anni. Che vuol dire???? Da quello che ho capito le speranze di arrivare a 3 anni non sono molte, anzi, sono nulle. Se, speriamo di no, tra un anno succedesse l’irreparabile, cosa la moglie percepirebbe la 335 solamente per ulteriori 2 anni???? Grazie.

    Commento di giovanni | 05/05/2011 | Rispondi

    • La CMO prevede possibilità di un buon miglioramento, ma comunque se il miglioramento dovesse avvenire il Suo collega potrà beneficiare della pensione di invalidità senza la maggiorazione di servizio prevista per l’inabilità; se, invece, la malattia dovesse progredire fino alla morte prima dei 3 anni, la moglie avrebbe diritto comunque alla pensione di reversibilità con la maggiorazione per inabilità vita natural durante.

      Commento di previdenza | 06/05/2011 | Rispondi

  72. Gent
    sono 62 enne – 32 di contributi già inv. all’80% cessato x inabilità dieretta inpdap ..giudizio CMO …(inidoneità permanente al servizio) chiedo , l’art. 2 c. 12 l. 335/95 in tal caso riconosce il bonus fino ” LIMITE DELL’ETA’ PENSIONABILE” in questo caso dovrebbe intendersi 65 anni .. può un D.M. disapplicare una norma di legge ?

    Commento di michael | 23/05/2011 | Rispondi

    • Per gli assicurati INPDAP il bonus è riconosciuto fino al compimento del limite di eta’, o di servizio in assenza del limite di eta’, previsto per il collocamento a riposo secondo l’ordinamento di appartenenza (generalmente oggi 65 anni).

      Commento di previdenza | 23/05/2011 | Rispondi

  73. Salve, sono un ex dipendente pubblico e circa tre mesi fa la Commissione Medica di Verifica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, mi ha dichiarato “Inabile in modo assoluto e permanente a qualsiasi proficuo lavoro” e, in seguito a ciò, la mia Amministrazione ha disposto la risoluzione del rapporto di lavoro per motivi di salute.
    Atteso che la predetta Commissione, nell’esprimere il giudizio medico-legale, ha ignorato alcune patologie invalidanti,
    le domanda che pongo sono: è possibile ricorrere in sede giudiziaria? Qual’è il giudice competente? Quali rischi si possono correre nell’eventualità che il ricorso possa essere rigettato?
    Grazie infinite

    Commento di Giorgio | 30/05/2011 | Rispondi

    • Si è certamente possibile ricorrere in via giudiziaria; in sede di ricorso dovrebbe essere disposta una perizia medico-legale che potrebbe modificare sia in senso positivo che negativo la valutazione della Commissione. Se sono state ignorate patologie importanti il rischio mi sembra minimo; ma è opportuno farsi consigliare da un medico esperto della materia.

      Commento di previdenza | 31/05/2011 | Rispondi

  74. Salve, ringrazio innanzitutto per la risposta. Premesso che mi consiglierò con un medico legale in merito alla questione, gradirei sapere quali rischi si corrono realmente, tenendo conto che sono stato collocato in pensione con 37 anni di servizio. Infine, il giudice competente è quello del lavoro?

    Commento di Giorgio | 31/05/2011 | Rispondi

    • Non credo ci siano rischi, ma a voler proprio pensare negativo bisogna controllare se esiste il diritto alla pensione di anzianità; i dati disponibili non sono sufficienti.
      E’ l’avvocato a sapere quale sia la magistratura di competenza.

      Commento di previdenza | 01/06/2011 | Rispondi

  75. sono luisa janè
    in pensione da circa due anni(settembre 2009) per inabilità con inpdap
    sul certificato di inidoneità c’era scritto rivedibilità un anno, ma a tutt’oggi non sono stata ancora chiamata e l’assegno mi viene corrisposto normalmente, la mia patologia è di quelle che non guariscono e non migliorano, però non sto facendo ulteriori controlli perchè mi sono stancata, tanto on ci sono cure ma solo riposo e attenzioni varie…
    pensate mi chiameranno, o c’e’ qualcun altro nella mia situazione?
    la mia regione e’ la calabria

    Commento di Anonimo | 12/06/2011 | Rispondi

    • Sono venuto di recente a conoscenza di una informativa INPDAP (incomprensibilmente riservata) che disporrebbe quanto segue:
      – se in sede di visita di revisione viene confermato il giudizio di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa, la pensione di inabilità ex L.335/95 continua ad essere erogata;
      – se invece in tale sede non viene confermato il giudizio di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa, la pensione di inabilità viene revocata:
      • in caso di revoca, laddove l’interessato venga comunque giudicato affetto da invalidità “minori” (a proficuo lavoro, alle mansioni/servizio d’istituto), viene liquidata d’ufficio una pensione di invalidità minore (nel possesso del prescritto requisito contributivo ivi comprendendo il periodo di godimento dell’inabilità quale contribuzione figurativa);
      • sempre in caso di revoca, laddove l’interessato non venga giudicato affetto da invalidità “minori” ma abbia comunque maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anzianità (ivi comprendendo il periodo di godimento dell’inabilità quale contribuzione figurativa) viene liquidata d’ufficio una pensione di vecchiaia o anzianità.
      In caso di revoca l’anzianità contributiva utile deve essere determinata considerando il servizio effettivamente posseduto all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro incrementato dai contributi figurativi accreditati nel periodo di godimento della pensione di inabilità revocata.
      Non mi risulta che sia stato previsto un termine entro il quale la revisione debba essere effettuata.

      Commento di previdenza | 13/06/2011 | Rispondi

  76. GRAZIE PER L’ATTENZIONE CHE HO TROVATO PRESSO DI VOI E ANCHE PER LA CHIAREZZA CON CUI ESPONETE GLI ARGOMENTI ANCHE SE SI TRATTA SPESO DI MATERIE CONTORTE, NON E’ FACILE TROVARE RISPOSTE ESAURIENTI CHE VGRAZIE A VOI ADESSO HO E SONO PIU’ SERENA, VI FARO’ COSCERE GLI ULTERIORI SVILUPPI
    GRAZIE ANCORA
    LUIS JANE’

    Commento di LUISA | 13/06/2011 | Rispondi

  77. Dal 1 giugno sono in pensione per invalidità ma in attesa di essere sottoposta a visita da parte della commissione ministeriale… (L. 335/95).
    La domanda l’ho fatta per mezzo di un patronato e non tramite l’Ente.
    Arriviamo al dunque, avendo chiesto io di essere collocata a riposo, mi aspetta l’indennità sostitutiva di preavviso?
    E se si quante mensilità? (ho lavorato 23 anni a tempo indetermitato).
    Spero possiate darmi una risposta. Grazie.

    Commento di Anna | 17/06/2011 | Rispondi

    • L’indennità sostitutiva del preavviso spetta quando il datore di lavoro licenzia il dipendente senza rispettare i termini contrattuali e il licenziamento non è motivato da giusta causa (fatto grave da imputare al lavoratore).
      Non ha nulla a che fare con la fine del rapporto di lavoro, decisa dalla Commissione sanitaria e motivata da totale inabilità.

      Commento di previdenza | 18/06/2011 | Rispondi

  78. Buongiorno, sono un’ insegnante di scuola primaria, in data odierna ho ricevuto la notifica della commissione medica di: “Non idonea in modo assoluto e permanente alle mansioni della qualifica di appartenenza e ad altri compiti di istituto, inabile a qualsiasi proficuo lavoro.”
    Ho 36 anni di servizio più 2 mesi di contributi figurativi relativi all’ultimo anno per invalidità civile al 100%.
    Il calcolo della pensione è fatto solo dal servizio realmente prestato, o c’è un adeguamento fino al’evantuale compimento del 40° anno di sevizio? L’indennità di mancato preavviso e le ferie non usufruite da chi vengono erogate? In quali tempi? E in quali tempi viene erogata la buonauscita? A quanto potrebbero ammontare buonauscita e indennità di mancato preavviso?
    Mi scuso per le numerose domande, ma sono in totale confusione non essendo pronta all’evantualità della concessione del pensionamento.
    Grazie! Cordialmente.
    Laura Mirelli

    Commento di Laura Mirelli | 23/06/2011 | Rispondi

    • Il calcolo sarà senza maggiorazione e, cioè, sugli anni e le retribuzioni acquisite; circa la buonuscita può vedere all’indirizzo che qui le riporto http://www.inpdap.it/webinternet/PrevObbligatoria/IndennitaPremioServizio.asp; la valutazione della commissione non è incompatibile con l’esercizio di una nuova e diversa attività.
      Il mancato preavviso non spetta e, per il pagamento delle ferie non effettuate, occorre controllare il contratto di lavoro (è materia sindacale).

      Commento di previdenza | 23/06/2011 | Rispondi

  79. Ancora Laura Mirelli! Con “l’inabilità a qualsiasi proficuo lavoro”, mi vengono tolte tutte le possibilià di altre attività temporanee?
    Grazie ancora!

    Commento di Laura Mirelli | 23/06/2011 | Rispondi

  80. Buonasera, volevo un’informazione mia nonna è pensionata a un’ivalidità ordinaria, ma ha smarrito il certificato che ha rilasciato la commissione medica per l’inabilità al lavoro, la data di pensionamento è giugno 1965, sapete dove posso fare la richiesta per avere una copia del certificato? A quale ente devo richiederlo, INPS, prefettura o ASL?

    Commento di Ivan | 06/07/2011 | Rispondi

    • Il concetto di “invalidità ordinaria” è troppo generico; il riferimentp alla Prefettura mi fa supporre trattarsi di invalidità civile: la copia va chiesta all’ASL,

      Commento di previdenza | 06/07/2011 | Rispondi

  81. Mi hanno accettato la pensione ordinaria di inabilità con verifica tra due anni ma sono tre mesi dalla risposta affermativa ed ancora non hanno mandato quanto dovrò percepire tenendo presente che ho 45 anni con 30 anni di contributi agricoli si potrebbe fare un calcolo approssimativo? Grazie da Vincenzo.

    Commento di Vincenzo | 24/07/2011 | Rispondi

    • Sono spiacente, ma si tratta di uno dei calcoli di pensione più complessi e che richiedono la conoscenza di tutta la situazione contributiva. I patronati dispongono di procedure che consentono di fare il calcolo in breve tempo e con ottima approssimazione.Come ho più volte detto, questo servizio è e deve essere gratuito.

      Commento di previdenza | 25/07/2011 | Rispondi

  82. Sono un ex dipendente statale, da 10 anni in pensione di inabilità per “inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Contestualmente riconosciuto invalido civile al 100%.
    Ritenendo di aver recuperato notevolmente la mia capacità lavorativa (superamento di una situazione erroneamente prevista ad “esito infausto”) mi ritrovo a non poter esercitare alcun tipo di lavoro né ad iscrivermi nelle liste protette di occupazione.
    Che alternative ho per tornare a lavorare? Una mia eventuale occupazione futura comporterebbe la revoca della mia attuale pensione di inabilità o degli anni contribuitivo concessi in virtù della legge 335? Grazie.

    Commento di Rob_erto | 16/08/2011 | Rispondi

    • 1. Non è esatto che non possa lavorare chi ha un riconoscimento di invalidità civile del 100%; su apposita domanda la Commissione sanitaria verifica l’indenità al collocamento mirato e, se le condizioni sanitarie lo consentono, emette verbale di collocabilità. Va da se che la Commissione può anche accertare un miglioramento e ridurre la percentuale; per questo è bene valutare attentamente se proporre la domanda.
      2. Si: una qualsiasi attività lavorativa comporterebbe la sospensione (se le condizioni sanitarie vengono valutate invariate) o, altrimenti, la revoca della pensione di inabilità. In questo secondo caso la maggiorazione del servizio viene a cessare.

      Commento di previdenza | 17/08/2011 | Rispondi

  83. dimenticavo… ho 50 anni

    Commento di Rob_erto | 16/08/2011 | Rispondi

  84. Assunto in data 1.4.78- sospeso dal 7.10.2009 al 21.6.2010 Licenzato per giusta causa. In data 18.10.2010 presento domanda di inabilità sia relativa che assoluta. Ai sensi della circolare INPDAP n. 57 del 1997, la quale mi dà la possibilità di chiedere l’inabilità qualunque sia il motivo della cessazione dal servizio.Con certezza voglio sapere quale ente deve disporre la visita medica collegiale la mia ex Amm.ne (ente locale) oppure l’INPDAP?
    Egidio

    Commento di Anonimo | 31/08/2011 | Rispondi

    • La domanda va presentata comunque all’amministrazione di cui si è dipendenti o ex dipendenti; è questa amministrazione ad avviare il procedimento di riconoscimento ed a disporre anche per la visita medica.

      Commento di previdenza | 02/09/2011 | Rispondi

    • La sede provinciale dell’INPDAP ha invitato la mia ex Amm.ne a disporre la visita medica collegiale, ma la mia ex Amm.ne risponde che nella domanda che ho presentato tramite il patronato dovevo indicare la legge 379/55, , come dice la legge che entro un anno perentorio dovevo indicare la 379/55.
      E’ tutto assurdo, il legale del patronato adesso vuole diffidare l’Ente. Voglio un Vs commento.
      Grazie
      Egidio

      Commento di Anonimo | 19/09/2011 | Rispondi

  85. Gent.mi Signori,
    sono il commercialista della signora che presenta la situazione seguente: ha 53 anni ed ha cessato il servizio per “infermità non dipendente da causa di servizio, con applicazione dell’art. 2, comma 12, della Legge 335/95” con 21 anni di servizio e di contribuzione ed ha ricevuto la pensione di inabilità permanente assoluta, comprensiva dell’anzianità, come se avesse prestato 40 anni di servizio. Percepisce questa pensione (I.N.P.D.A.P.) da 14 anni.
    Su suggerimento del suo medico vorrebbe riprendere una leggera attività lavorativa di tipo “consulenza”, che però sembra essere incompatibile con l’attuale pensione di “inabilità”. Non ha tuttavia acquisito una sufficiente autonomia che le permetta di svolgere un’attività a tempo pieno, né è pensabile che la acquisisca in futuro. Non può pertanto rinunciare interamente all’assegno che attualmente percepisce. Le domande che Vi rivolgo, su sua richiesta, sono le seguenti:
    – Con i contributi versati in 21 anni di attività effettivamente svolta e i contributi figurativi versati nei 14 anni in cui percepisce la pensione di inabilità, è come se avesse pagato 35 anni di contributi? Se sì, avrebbe diritto a qualche altra forma di pensione (di invalidità, anzianità, vecchiaia? Di che entità e attraverso quale iter burocratico?
    OPPURE:
    Poiché inizialmente, quando dovette far domanda di pensione, dopo una visita medica collegiale presso l’Asl, le era stata data una pensione cosiddetta di “inidoneità”, che è stata successivamente sostituita, dopo una seconda visita medica collegiale militare, con quella di “inabilità”, Vi chiedo:
    – potrebbe far nuovamente riferimento alla pensione di “inidoneità”? Se sì, quale iter deve intraprendere?
    Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

    Commento di mosso | 08/09/2011 | Rispondi

    • 1. Confermo:la pensione di inabilità è incompatibile con qualsiasi forma di attività lavorativa; nel caso di inizio di una qualche attività la pensione deve essere sospesa fino a cessazione dell’attività;
      2. Al momento non mi risulta che l’INPDAP effettui verifiche di persistenza delle condizioni di inabilità, neppure nel caso di ripresa di una qualche attività lavorativa; in ogni caso, se la pensione dovesse essere revocata, la contribuzione complessiva viene valutata come specificato nel seguito.
      • in caso di revoca, laddove l’interessato venga comunque giudicato affetto da invalidità “minori” (a proficuo lavoro, alle mansioni/servizio d’istituto), viene liquidata d’ufficio una pensione di invalidità minore (nel possesso del prescritto requisito contributivo ivi comprendendo il periodo di godimento dell’inabilità quale contribuzione figurativa);
      • sempre in caso di revoca, laddove l’interessato non venga giudicato affetto da invalidità “minori” ma abbia comunque maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anzianità (ivi comprendendo il periodo di godimento dell’inabilità quale contribuzione figurativa) viene liquidata d’ufficio una pensione di vecchiaia o anzianità.
      . In caso di revoca l’anzianità contributiva utile deve essere determinata considerando il servizio effettivamente posseduto all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro incrementato dai contributi figurativi accreditati nel periodo di godimento della pensione di inabilità revocata.
      3. Esclusa l’ipotesi di revoca della pensione di inabilità, non esiste la possibilità di ripiegare su una prestazione minore.

      Commento di previdenza | 10/09/2011 | Rispondi

  86. Salve, mio marito non lavora più dal 2009 , è invalido civile all’80%, io sono dipendente pubblica, il caf mi ha comunicato che potevo richiedere la maggiorazione del reddito per gli assegni familiari riferiti alla tab. 14. l’ufficio finanziario della mia sede di lavoro mi ha risposto che non può applicare questa maggiorazione se non presento un cerificato sanitario di mio marito che attesti che ha una inabilità assoluta e permanente a un proficuo lavoro…mio marito era agricoltore….nel certificato di invalidità di mio marito c’è scritto: Invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa all’80%, nella 104 c’è scritto anche “che ha ridotte o impedite capacità motorie /deambulatorie”, secondo voi ha le caratteristiche richieste? chi gli deve attestare questa certificazione?Grazie

    Commento di maria | 14/10/2011 | Rispondi

    • Il CAF ha sbagliato: per questa agevolazione è richiesta la totale inabilità a qualsiasi lavoro e la valutazione disposta dalla legge 104/92 non è influente riguardando la capacità di adeguate relazioni sociali.

      Commento di previdenza | 15/10/2011 | Rispondi

  87. Sono un pensionato di 57 anni, ” pensione inabilità categoria FS N°…….” dopo 38 anni di servizio presso le FS a causa di diverse patologie, ho fatto domanda di pensionamento in riferimento all’Art. 2 comma 12 Legge 335/95, vengo sottoposto a visita all’ispettorato sanitario, dalla commissione collegiale medico legale, dalla quale vengo riconosciuto, INABILITA’ PERMANENTE ED ASSOLUTA A SVOLGERE QUALSIASI ATTIVITA’ LAVORATIVA; mi viene concesso la risoluzione del rapporto di lavoro dall’ente FS, all’età di 54 anni, con 38 anni contributivi.
    Mi viene calcolato la pensione, dall’INPS con il sistema retributivo sulla base dei 38 anni, contributi effettivi versati; Dmanda: vorrei sapere se il calcolo è giusto visto l’art. 2 comma 12 della legge 335/95 ? sono già 2 anni dal 19/9/09 posso fare qualcosa nel caso in cui il calcolo della determinazione a suo tempo fu sbagliato ? Grazie.

    Commento di Vulgo | 14/10/2011 | Rispondi

    • Lei ha ancora la possibilità di ricorso, ma bisognerebbe capire la ragione per la quale – se ho ben capito – non Le è stata riconosciuta la maggiorazione. presuppongo che ciò dipenda dai dalle due limitazioni previste dalla legge: che la pensione non superi l’80% della base pensionabile e neppure l’importo della eventuale pensione privilegiata. Ma Lei dovrebbe far leggere il decreto ad un patronato, che segue questo tipo di pratiche.

      Commento di previdenza | 15/10/2011 | Rispondi

  88. eppossibile con una spondilartrosi otsofitaria piu’ tre ernie Cervicale,piu’ una Dicopatia cronica e con una Mano Ipoinvalido con una Cistaparatendinea,possono farmi Idoneo alla Guida un scuolabus. Grazie per la risposta

    Commento di Giuseppe | 29/10/2011 | Rispondi

    • Ho già diverse volte scritto che non sono medico e che non sono in grado di rispondere a domande di questo tipo.

      Commento di previdenza | 30/10/2011 | Rispondi

  89. Buongiorno,
    sono un marittimo di 56 anni(a febbraio prossimo),ho circa 32 anni di contributi con la rivalutazione dell’1,4%,
    più 156 mesi di disoccupazione retribuita e parecchio di cassa marittima,quindi contributi figurativi.
    Quest’anno ho subito 2 interventi di ernia discale,e mi è stato detto che al terzo dovrò farmi impiantare una protesi interna…Nonostante faccia il cameriere,a bordo devo svolgere comunque mansioni che implicano sforzi,tipo imbarco viveri ecc,infatti gli interventi li ho subiti in quanto sbarcato ammalato entrambe le volte.
    Sarei propenso a chiedere l’intervento della commissione medica(in quanto marittimo vado direttamente al ministero della salute,non asl,e nei periodi di malattia provvede l’ex ipsema ora inail.)per farmi ritirare il libretto e quindi potrei chiedere il prepensionamento immagino,però la domanda è questa: con il ritiro del libretto di navigazione e quindi l’inabilità lavorativa imposta ,i contributi figurativi accumulati che sarebbero serviti ad incrementare gli anni per la pensione una volta raggiunti i 35,vengono persi o c’è qualche modo per farli conteggiare?Grazie

    Commento di carlo | 01/12/2011 | Rispondi

    • La previdenza marinara non è il mio forte, ma i criteri di valutazione della contribuzione sono diversi se la si considera ai fini del diritto alle prestazioni piuttosto che ai fini della misura. La contribuzione figurativa, ma anche quella per i prolungamenti, è utile ai fini della misura di tutte le prestazioni.

      Commento di previdenza | 04/12/2011 | Rispondi

  90. Salve, mia moglie ha fatto la domanda d’inabiltà legge 335 e la successiva visita presso la CMO (dipendente inpdap) nel mese di ottobre, per dei cavilli burocratici stiamo aspettando ancora il verbale. Vorrei sapere, visto l’accorpamento che ci sarà a breve con l’inps, quali differenze ci saranno per l’erogazione della pensione??? nel senso farà riferimento alle normantive inpdap( es. limitazione all’80% della base pensionabile, l’accertamento sull’eventuale recupero di capacità di lavoro, ecc) o dovrà far riferimento alle normative inps???
    Grazie Cordiali Saluti

    Commento di Army | 08/12/2011 | Rispondi

    • Il decreto legge, che molto probabilmente diventerà legge, prevede solo la soppressione dell’Ente non che anche l’unificazione delle norme relative alle prestazioni. Non esiste nessun problema neppure per il fatto che la domanda è stata presentata prima dell’entrata in vigore del decreto.
      L’unico punto sul quale avrei qualche dubbio riguarda l’eventualità che vengano effettuati controlli successivi sulla persistenza delle condizioni sanitarie: su questo l’INPS è molto preparato.

      Commento di previdenza | 12/12/2011 | Rispondi

  91. Buona sera sono una collaboratrice scolastica ,dichiarata idonea con mansioni parziali permanentemente con visita medico collegiale nel 2003, oggi mi ritrovo essere aggravata nel mio stato di salute e vorrei richiedere l’aggravamento , viste le leggi che saranno cambiate con la manovra Monti ,e accorpati anche i centri di previdenza se esisteranno ancora queste commissioni o si farà riferimento tutto al I’NPS a chi dovrò fare domanda???? Grazie.

    Commento di Elisa | 12/12/2011 | Rispondi

    • A chi dovrà essere fatta la domanda non possiamo ancora saperlo: al decreto legge dovranno seguire ulteriori disposizioni. Nel frattempo tutto deve proseguire come prima.
      Per il resto può vedere la risposta già data il 12 scorso.

      Commento di previdenza | 14/12/2011 | Rispondi

  92. Buona sera, vorrei chiedere notizie a riguardo la nuova normativa per la riscossione della pensione vitalizia per gli invalidi di guerra 1° categoria.
    Pensione erogata dal Ministero del Tesoro.
    Quali sono gli obblighi di riscossione superiore a Euro Mille/00. Sono previste delle esenzioni alla normativa che entrera’ in vigore dal mese di marzo/2012.

    Commento di Filippo | 09/01/2012 | Rispondi

    • La limitazione a 1.000 € all’utilizzo del contante è di natura generale e riguarda tutti gli incassi e le spese; si applica quindi alle prestazioni pensionistiche ed anche alle prestazioni di indennizzo come quelle di guerra e da infortunio o malattia professionale.
      Se il disagio che questo produce sarà veramente utile a ridurre il lavoro nero, per il sistema previdenziale e per l’economia in generale sarà un ottimo risultato: con un così elevato grado di irregolarità e di evasione non può esserci nessun futuro per il sistema previdenziale né uno sviluppo econonomico.

      Commento di previdenza | 11/01/2012 | Rispondi

  93. bongiorno …sono una badante e ho un contratto di 44 ore settimanale e una retribuzione mensile netta di 850 euro lavoro dal 2005 la signiora paga contributi 2200 euro al anno.qoando avro 65 anni avro 30 anni di contributi versati in italia e 7 anni in romania…..avro diritto alla pensione….e come si calcola…..e quanto percepisco piu meno….grazie floarea

    Commento di Anonimo | 22/01/2012 | Rispondi

    • RIPETO LA RISPOSTA CHE HO GIA’ DATO
      Mancano ancora troppi anni alla data di pensione per vecchiaia (certamente non prima dei 66 anni e 7 mesi) e la recente legge ha modificato i criteri di calcolo delle pensioni, per poter dare una risposta valida.
      Si può solo dire che, con la contribuzione finora versata in Italia, l’importo mensile sarebbe pari a circa 108,00 € mensile per 13 mensilità.
      E’ possibile sommare – ai soli fini del diritto alla pensione, ma Lei non ne avrà bisogno perché la contribuzione versata in Italia sarà sufficiente – la contribuzione versata in Romania. La Romania pagherà secondo le sue regole ed in relazione ai 7 anni là versati.

      Commento di previdenza | 23/01/2012 | Rispondi

  94. da un anno che aspetto il verbale dalla visita del 24/02/2011 D’aggravamento nessuna risposta in merito alle domande richiesta :portatore di pacemamaker del /29/12/2010 sarei grato da parte vostra l’esito.Grazie porge ossequi

    Commento di Anonimo | 27/02/2012 | Rispondi

    • Presumo si tratti di invlidità civile e, comunque, mi dispiace, ma non posso fare altro che consigliarLe di rivolgersi all’ufficio che ha ricevuto la domanda o ad un patronato della Sua città: il tempo trascroso è certamente eccessivo.

      Commento di previdenza | 27/02/2012 | Rispondi

  95. salve,
    vorrei sapere se le norme sulla pensione di vecchiaia anticipata (60/55 anni di età), in caso di riconoscimento di invalidità civile superiore all’80%, sono applicabili ai dipendenti pubblici, anche alla luce della nuova normativa pensionistica.
    grazie
    anna

    Commento di anna | 27/02/2012 | Rispondi

    • Ad oggni non ho notizia di circolari o messaggi degli Istituti di previdenza successivi alle recenti leggi in tema. Salva questa cautela, la risposta è favorevole nel senso che dovrebbe rimanere valida la deroga che prevede il diritto alla pensione di vecchiaia sulla base dei requisit i anagrafici in vigore al 31.12.1992 per i lavoratori invalidi in misura non inferiore all’80 per cento. Ma nel 1992 i limiti di età erano molto vari e bisogna verificare esattamente qual’era il limite previsto per i dipendenti della Sua Amministrazione; grossomodo la situazione era questa: le operaie dello Stato e i dipendenti degli Enti Locali potevano andare in pensione con 60 anni e gli altri a 65.

      Commento di previdenza | 27/02/2012 | Rispondi

  96. volevo sapere io sono stato riconosciuto invalido al100x100 con inabilita al lavoro,piu 104 art. 3 comm.3, ho 57 anni con quasi 22 anni di contributi versati,e vero che con inabilita al lavoro il conteggio viene fatto fino al raggiungimento dei 65 anni , quindi il calcolo e dei 22 anni piu 8 anni per i 65 anni grazie spero in una risposta.saluti giovanni

    Commento di giovanni | 27/02/2012 | Rispondi

    • 1. l’inabilità deve essere riconosciuta dalla apposita commissione INPS; non è sufficiente il riconoscimento di invalidità civile perché i criteri di valutazione sono diversi;
      2. la maggiorazione del servizio – nel Suo caso – non arriva a coprire gli anni che mancano ai 65 anni, ma solo ai 60.

      Commento di previdenza | 28/02/2012 | Rispondi

  97. sono un’operaio di 50 anni, nato con una displasia congenita all’anca che mi sono operato all’età di 6 anni. Sapevo che in età adulta non avrei più potuto lavorare e che avrei dovuto mettere delle proptesi all’anca che mi avrebbero immobilizzato , per questo tale intervento si sarebbe dovuto fare il più tardi possibile. Ma la vita ci riserva sempre tante difficoltà.. ho 30 anni di contributi lavorativi, un anno fà la mia ditta di carpenteria in ferro pesante chiude e vado in cassa integrazione per un anno. trovo lavoro di nuovo ma in una piccola ditta che non ha attrezzature che aiutano il lavoratore in questo pesante lavoro.. mi trovo tutti i giorni a dover alzare pesi notevoli che aggravano la mia già non stabile condizione fisica x le patologie citate all’inizio.. il medico guardando le mie radiografie mi dice che assolutamente non posso più lavorare. E come faccio con 2 figli studenti all’università? mi rivolgo ad un patronato x fare domanda di inabilità al lavoro ma mi dicono che ci vuole un contratto a tempo indeterminato (il mio attuale contratto è a 3 mesi..l’unica cosa che ho trovato!) e quindi non posso presentare domanda . E’ cosi’ come posso risolvere questa questione? Sono disperato xchè non mi reggo più in piedi, lavoro con enormi sacrificio fisico x portare avanti al mia famiglia ma non durerò molto. Come fare x far domanda di inabilità al lavoro? Aspetto una vostra risposta. Grazie.

    Commento di amato | 29/02/2012 | Rispondi

    • 1. Per il diritto alle prestazioni di invalidità INPS sono richieste due condizioni: che siano stati versati almeno 5 anni di contributi complessivi e che negli ultimi 5 anni siano stati versati almeno 3 anni di contributi; non importa affatto che il lavoro sia a termine o part-time; evidentemente il problema riguarda la mancanza di 3 anni di contributi negli ultimi 5. Per questo vale tutta la contribuzione anche il periodo di CIG o periodi di malattia e, cosa importante, è bene fare comunque la domanda perché così si ferma il requisito (se il lavoro non è continuo, ogni settimana che passa si perde anche una vecchia settimana e così si rischia di non arrivare mai).
      2. unica altra domanda che posso consigliare è di chiedere – tramite l’INPS / ASL – il riconoscimento di handicap (legge 104); non sono previsti benefici economici, ma può chiedere permessi pagati per recuperare le energie lavorative.
      3. Semmai cambi patronato e auguri.

      Commento di previdenza | 03/03/2012 | Rispondi

  98. Buongiorno
    Sono un medico ospedaliero di 54 anni con 33 anni di contributi inpdap (11 riscattati e 22 effettivi di servizio) con un invalidità civile del 75% da gennaio di quest’anno.
    Ho letto nel suo articolo che con il riconoscimento di una inabilità assoluta e permanente ad ogni proficuo lavoro non vi è la possibilità di svolgere un altra attività. Però sul numero di marzo 2011 ( anno XVI n°3) a pag 7 del Giornale della Previdenza dei medici a proposito dei medici dipendenti iscritti all’inpdap c’è scritto:”I sanitari collocati in pensione a causa di uno di questi due tipi di inabilità ( l’altra inabilità a cui si riferisce il giornalista è quella di inabilità alla mansione)potranno svolgere attività libero professionale ma non da dipendente. Sono,comunque, soggetti al divieto di cumulo parziale(sino al 30 % del trattamento pensionistico) fra pensione e reddito da lavoro autonomo non essendo stata modificata tale restrizione neanche dalla legge n.133, con cui dal 1° gennaio2009 viene abolito il divieto di cumulo per i trattamenti pensionistici d’anzianità.”……………. ……………….omissis…………….Poi parla anche della….”inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Questo tipo di pensione è di conseguenza incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi lavoro dipendente o autonomo,sia esso svolto in Italia o all’estero”.
    CHI HA RAGIONE?
    è per me importante sapere con certezza la questione :se posso rimanere iscritto all’albo dei medici in caso di manifesta ed accertata inabilità ad ogni proficuo lavoro.
    Aggiungo, ma solo per completezza, che noi medici siamo iscritti obbligatoriamente e contemporaneamente anche all’Enpam.
    La ringrazio in anticipo per la risposta che spero giunga presto e le invio cordiali saluti
    Savio

    Commento di domenico della corte | 08/03/2012 | Rispondi

    • Nel Suo caso sono previste tre forme di invalidità:
      1- inabillità alle mansioni del proprio profilo professionale
      2- Inabilità assoluta e permanente a PROFICUO LAVORO
      3- Assoluta e permanente impossibilità a svolgere QUALSIASI ATTIVITA’ LAVORATIVA. il mio articolo (vedi la definizione al punto 1) si riferisce a questa forma di inabilità. Il giornale che Lei cita considera invece le altre due forme.

      Commento di previdenza | 08/03/2012 | Rispondi

      • Grazie per la Sua rapida e cortese risposta.

        Quindi qualora mi si concedesse la Inabilità assoluta e permanente a PROFICUO LAVORO rimarrei comunque iscritto all’albo dei medici? e quindi potrei svolgere una attività libero preofessionale?
        Vista la Sua perfetta competenza nella materia ci terrei ad avere una Sua precisa risposta che considererò esaustiva per il mio dubbio.
        Le sarei grato se volesse rispondermi ancora una volta.
        Nel ringraziarla nuovamente Le invio cordiali saluti

        Commento di domenico della corte | 08/03/2012

      • Confermo: l’esercizio di una attività professionale è compatibile con la pensione per inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro.

        Commento di previdenza | 09/03/2012

  99. Sono un dipendentepubblico comune, con 32 anni di servizio.ho ottenuto a seguito di visita medico collegiale Commissione2^istanza una inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro. Entro che tempistica dalla data di “dichiarata Inabile a qualsiasi proficuo lavoro” posso chiedere di essere sottoposta a visita ai sensi della legge 335/90 per ottenere il riconoscimento di pensione maggiore?
    grazieSabrina

    Commento di sabrina | 18/03/2012 | Rispondi

    • Non è stabilito alcun termine temporale tra il riconoscimento della inabilità a proficuo lavoro e l’inabilità a qualsiasi lavoro; importante è che si sia in costanza di rapporto di lavoro o, al massimo entro 2 anni dalla cessazione del rapporto assicurativo.

      Commento di previdenza | 19/03/2012 | Rispondi

  100. Sono un’insegnante elementare nata nel 1952 con 36 anni di servizio al 31-08-2012,soffro di gravi patologie che comporterebbero l inabilità all’insegnamento,ho tenuto duro contro il parere dei medici perchè pensavo di andare in pensione di anzianità,ma la riforma Fornero ha di colpo aumentato,per chi è nella mia situazione,di ben 6-7 anni l accesso al pensionamento.ora sono costretta a chiedere l inabilità.Purtroppo la confusione in questo momento è grande,ho risposte contradditorie e confuse…..
    MI SPIEGA ,PER FAVORE,l iter,se ci sono visite di controllo successive,se la mia pensione sarà ridotta,se,come mi è stato detto,è vero che Brunetta ha stabilito che chi è inabile all’insegnamento potrebbe essere destinato ad altri ruoli anche fuori provincia.. o licenziamento senza stipendio o pensione!.io sapevo che ciò valeva per chi non aveva 14 anni di contributi e voleva-doveva continuare a lavorare LA RINGRAZIO! maria

    Commento di Maria | 18/03/2012 | Rispondi

    • Nel Suo caso sono previste due forme di inavalidità: quella per inidoneità al servizio e quella per inabilità a qualsiasi attività lavorativa.
      1. l’iter in ogni caso è questo: si presenta domanda all’Amministrazione, viene stabilita la visita presso la Commissione sanitaria che emetterà la valutazione su apposito verbale;
      2. controlli successivi: la cosa può riguardare solo la seconda forma di invalidità e, al momento, non sono previste verifiche,
      3. importo: la prima forma di invalidità è determinata sulla base della contribuzione versata (36 anni), come se avesse già ora maturato il diritto alla pensione di vecchiaia; per la seconda forma di invalidità sarebbe prevista una maggiorazione, ma nel Suo caso non spetta perché ha già o presto 60 anni. In ogni caso non ci sono penalizzazioni.
      4. conseguenze sul rapporto di lavoro: è materia sindacale e non di mia competenza. In effetti la legge 171 del 2011 ha modificato la situazione preesistente scindendo la valutazione di invalidità ai fini del rapporto di lavoro da quella ai fini della valutazione di pensionabilità; questo anche se le definizioni sono molto simili.

      Commento di previdenza | 19/03/2012 | Rispondi

  101. Correggo- …se non si accetta licenziamento senza più stipendio e pensione ai 65 anni.Grazie Maria

    Commento di Maria | 18/03/2012 | Rispondi

  102. Salve, mia madre diabetica con tutte le conseguenze di tale patologia dopo quasi 31 di servizio ha fatto domanda di inabilità ai sensi della L.335, una volta chiamata a visita presso la Commissione Medica Regionale le e’ stata negata la 335 e le e’ stata riconosciuta una inabilità temporanea di 6 mesi.
    Il datore di lavoro (ente locale) ha insistito nell’interesse di mia madre(visibilmente inabile) nel fare ricorso, così e’ stato e siamo andati presso la Commissione Medica in 2° istanza a Roma, dove dobbiamo tornare per integrare di nuova documentazione ma sembra non esserci problemi nel riconoscere l’inabilità di mia madre. Tutto questo però sembra non essere legato alla 335 pertanto la Commissione di Roma potrà mandare in pensione mia madre solo con gli anni maturati. Il nostro ricorso pero’ indicava la 335, quindi mi chiedo se sia il datore di Lavoro che deve indirizzarci o siamo noi che dobbiamo appoggiarci ad un Legale e quindi andare davanti al Giudice del Lavoro o Corte dei Conti? Sareste così gentili da spiegarci quale e’ la giusta procedura da seguire. Grazie

    Commento di Figlia | 21/03/2012 | Rispondi

    • 1. Quando un assicurato viene visitato dalla Commissione sanitaria per le invalidità dei pubblici dipendenti deve esprimere una valutazione relativamente a tutte le tipologie di invalidità, indipendentemente dalla specifica richiesta dell’assicurato.
      2. L’eventuale ricorso legale va posto avanti la Corte dei Conti; l’Amministrazione non può intervenire nella procedura di ricorso; è opportuno farsi assistere da un legale, ma prioritaria è la valutazione di un medico esperto nella specifica materia e del contenzioso; i patronati – almeno quelli più organizzati – possono indicare i consulenti operanti nella zona.

      Commento di previdenza | 22/03/2012 | Rispondi

      • Grazie per la gentile risposta.

        Commento di Figlia | 27/03/2012

  103. Mia figlia di 45 anni è stata operata per carcinoma della mammella, con metastasi linfonodali. Le è stata riconosciuta un’invalidità del 100%, rivedibile fra un anno. E’ insegnante di scuola media superiore. Pensava di richiedere l’assegno ordinario di invalidità, essendo in condizioni di continuare a lavorare. Al Patronato ci hanno risposto che l’assegno è previsto solo per i lavoratori dipendenti iscritti all’INPS ed essendo lei iscritta all’INPDAP non ha diritto. Se ciò risponde al vero, come è possibile che vi siano tali disparità fra enti previdenziali? Non è una disposizione incostituzionale che un assicurato INPS possa percepire tale assegno e non chi è iscritto ad altro ente di previdenza? Ringrazio per lattenzione che vorrà dedicare al mio quesito. Saluti.

    Commento di angela | 21/03/2012 | Rispondi

    • E’ vero: l’assegno di invalidità è previsto solo per gli assicurati all’INPS non anche per gli iscritti a fondi o gestioni ora amministrate dallo stesso Istituto, ma che mantengono proprie norme previdenziali.
      Un tempo erano i lavoratori assicurati all’INPS che hano chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi per dichiarare l’illegittimità delle differenze; la Corte ha sempre risposto negativamente in sintesi affermando che si tratta di sistemi complessivamente diversi e non paragonabili.
      I tempi ed sistemi sono cambiati e molte diversità non sussistono più, ma non siamo ancora alla perfetta identità.
      Potendo scegliere, tra le prestazioni di invalidità peviste per il dipendente statale e quelle previste per i dipendenti comuni ed in particolare l’assegno di invalidità, non credo che in astratto la scelta dell’assegno sia preferibile, anzi in generale – e sarebbe qui troppo lungo entrare nei dettagli – è l’opposto.

      Commento di previdenza | 21/03/2012 | Rispondi

  104. Grazie per la Sua tempestiva ed esauriente risposta.

    Commento di angela | 22/03/2012 | Rispondi

  105. Io mi chiamo Mauro e vi ringrazio della Vs. gentile risposta ma ha altre cose che vi devo dire: Il 24 Gennaio 2009 sono stato giudicato PERMANENTE INABILE A QUALSIASI LAVORO PROFICUO dopo 36 anni servizio sono stato giudicato NON IDONEO e collocato in pensione. Ho fatto istanza per la Causa di servizio ed equo indennizzo e il giorno 11/11/2011 sono stato chiamato dal CMO di Padova e giudicato al 80% e collocato alla 2^ctg di invalidità. Tutto è stato inviato al Ministero Difesa e il giorno 3 Marzo 2012 è stato inviato dal Ministero al Comitato di Verifica. Che possibilità avrò sulla riconoscenza della causa di servizio? Posso fare ricorso? Grazie della Vs. risposta e saluto Mauro

    Commento di Mauro | 04/04/2012 | Rispondi

    • Nel verbale emesso dalla Commissione dovrebbe esserci già la valutazione circa il riconoscimento dell’infermità come causa di servizio.
      Senza una visita medica diretta nessuno può esprimere valutazioni di questo tipo, neppure se fosse medico, e io non lo sono.

      Commento di previdenza | 05/04/2012 | Rispondi

  106. Può un PERMANENTE INABILE A QUALSIASI LAVORO PROFICUO svolgere lavori saltuari se la salute è ancora un po buona? E se lavora può essere tolta la pensione?
    Cosa può fare come lavori se pagati, può lavorare a chiamata sotto le 5000 euro annui? Tutto questo perchè la pensione e poca. Grazie della Vostra risposta.

    Commento di Mauro | 05/04/2012 | Rispondi

    • Si. L’unico divieto riguarda rapporti di lavoro con la Pubblica Amministrazione. Il fatto deve però essere comunicato all’Istituto perché esistono norme di parziale incumulabilità tra lavoro e pensione (cumulabilità nella misura del 70 per cento con i redditi da lavoro autonomo, 50 per cento con quelli derivanti da lavoro dipendente)

      Commento di previdenza | 10/04/2012 | Rispondi

  107. Buona Pasqua a tutto lo staff e grazie delle Vostre esaurienti risposte.

    Commento di Mauro | 05/04/2012 | Rispondi

  108. Buongiorno dal 7 febbraio 2007 sono stato dichiarato inabile a svolgere qualsiasi attività lavorativa in base alla L. 335, con revisione a tre anni. Da quel giorno ho percepito nell’assegno familiare la maggiorazione in quanto nel nucleo familiare c’è una persona diversamente abile, la maggiorazione mi è stata tolta il 6 febbraio del 2010 (dopo i tre anni)ma ad oggi non sono stato chiamato a visita di revisione. Visto che non dipende da una mia volontà l’INPDAP doveva togliere la maggiorazione dell’assegno nucleo familiare o continuare ad erogarlo? e se non sarò Chiamato più a revisione? Può darmi delle disposizioni giuridiche sull’argomento? Grazie

    Commento di Anonimo | 07/05/2012 | Rispondi

    • La pensione di inabilità e l’assegno al nucleo familiare sono due distinte prestazioni con proprie autonome disposizioni solo che uno dei requisiti per aver diritto all’assegno al nucleo è di essere titolare di una pensione. Senza escludere l’errore che può sempre essere possibile, devo supporre che la revoca o sospensione della maggiorazione derivi o dal superamento dei limiti di reddito oppure dal non aver notificato il reddito relativo al 2009 e successivi. Conviene verificare con l’Istituto.
      Le disposizioni relative all’assegno al nucleo familiare sono contenute nella legge 13.05.1988 n. 153 e modifiche successive.

      Commento di previdenza | 10/05/2012 | Rispondi

  109. Salve, sono un’insegnante di scuola superiore, invalida al 100% per patologie varie inerenti una grave forma i artrite reumatoide, la Commissione a cui ho fatto richiesta di pensione di inabilità, legge 335/95, afferma: non sussiste assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro, non idonea in modo assoluto e permanente all’attività di insegnamento, idonea allo svolgimento di attività paradidattiche.
    Domande: ho diritto al verbale della Commissione? posso fare ricorso alla decisione comunicatami, quale attività paradidattica può’ svolgere un artritico che sia meno faticosa dell’insegnamento e che non costringa cmq ad alzarsi, camminare, prendere oggetti o addirittura guidare o prendere autobus, visto che sarò allontanata dall’attuale sede adiacente casa…, la mia segretaria mi consiglia di compilare il modulo per l’art.512… dispensa dal lavoro e in seguito praticare nuova richiesta di 335/95, cosa mi conviene fare? Sono in panico perché al momento in malattia da mesi, non sono in grado davvero di andare a fare qualunque lavoro visto che ho difficoltà anche nel quotidiano dopo quasi 30 anni di artrite, fibromialgie, spondilodiscite, edemi ossei, protesi, fratture, ecc…

    Commento di ROSAMARIA BALDASSARRE | 15/05/2012 | Rispondi

    • L’Amministrazione deve emettere un decreto nel quale sarà riportato il contenuto del verbale emesso dalla Commissione sanitaria; al decreto sarà possibile fare ricorso secondo le istruzioni contenute nel decreto stesso.
      Nel caso di richiesta di dispensa dal servizio occorre fare attenzione a ripresentare la domanda (magari allegando adeguata perizia medico-legale) al massimo entro 2 anni, altrimenti la domanda non potrà più essere considerata.
      Per il resto non sono un medico e non so proprio cosa dire.

      Commento di previdenza | 16/05/2012 | Rispondi

  110. sono un dipendente di trenitalia ex ferrovie dello stato con 35 anni e 6mesi effettivi di lavoro , con piu’ di 18 anni di contributi al 31/12/95 , sono stato riconosciuto inabile a qualsisi lavoro con una inabilita’ del 100% per anni 1 , dopo dovrei essere sottoposto a visita di revisione , la domanda e’ la seguente chi mi deve sottoprre avisita l’inps fondo speciale fs. o sempre le ferrovie grazie

    Commento di Anonimo | 16/05/2012 | Rispondi

    • La competenza per le prestazioni del fondo FS è del fondo stesso gestito dall’INPS; Se l’inabilità riconosciuta è quella “al servizio ferroviario” in realtà è conseguente ad un licenziamento avvenuto su accertamenti delle FS e non mi risulta che possa essere riconosciuta una inabilità provvisoria. Credo, quindi, che l’accertamento debba avvenire presso l’INPS.

      Commento di previdenza | 16/05/2012 | Rispondi

  111. Salve, sono un ex dipendente pubblico, il 29/10/2010 sono stato dispensato dal servizio in quanto dichiarato “inabile al servizio e a qualsiasi proficuo lavoro in modo permanente ed assoluto”. Siccome di recente mi è stata riscontrata una cardipatia ischemica, volevo sapere se è possibile, ancora, richiedere, nuovamente, la pensione per l’inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa” ai sensi dell’articolo 2, legge 08.08.1995/335.

    Commento di Ciro | 16/05/2012 | Rispondi

    • SI, certamente: non sono ancora passati i 2 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro; ma va fatta subito la domanda.

      Commento di previdenza | 23/05/2012 | Rispondi

      • Ringrazio, innanzi tutto, per la risposta. Ora si è aperto un’altro dilemma, i moduli per la richiesta della pensione d’inabilità sono stati cambiati e, appunto, in allegato alla domanda vi è il modulo del certificato medico che, per la verità, non ho compreso chi lo deve compilare. Prima dell’avvento dell’INPS il certificato doveva essere redatto dal proprio medico curante. Attualmente non è per niente chiaro chi dovrebbe essere imputato alla compilazione di tale certificato.
        Pertanto, chiedo lumi in merito a questo nuovo modulo.
        Grazie

        Commento di Ciro | 30/05/2012

    • Oggi come in passato il certificato medico può essere compilato da qualsiasi medico che sia medico. Si è sempre consigliato il medico di famiglia perché normalmente ci conosce nel nostro insieme e non per apparati.

      Commento di previdenza | 30/05/2012 | Rispondi

  112. cat. 1? Grazie

    Commento di vanna | 28/05/2012 | Rispondi

  113. Salve, sono stata dichiarta dalla Commissione di verifica” Inabile in modo assoluto e permanente a qualsiasi attività lavorativa. Tab a cat. 1 . Cosa signica Tab A cat. 1. ho lavorato nella Scuola per 11 anni come assisitnete amministrativo e ho 48 anni. ( LEgge 335 art. 2 comma 12. Grazie

    Commento di vanna | 28/05/2012 | Rispondi

    • Come ho scritto al punto 2 “Accertamenti sanitari” dell’articolo, per i dipendenti pubblici la Commissione deve fare riferimento alle tabelle della legge 915/78; queste tabelle classificano le invalidità su classi la prima classe corrisponde grosso modo al 100%. Ai fini della inabilità ex L. 335/95, deve essere valutanta soprattutto la capacità di lavoro.

      Commento di previdenza | 30/05/2012 | Rispondi

  114. salve,
    mia moglie dopo tre anni e una causa a nostro favore per l’invalidità e accompagnamento, riconosciuta dal giudice alla fine del 2011 ed messa in pagamento con relativi interessi in data marzo 2012, ci vediamo oggi con la pensione sospesa per un accertamento di visita medica presso l’ufficio medico legale dell’Inps, per una lettera di chiamata a visita precedente la sentenza, mai pervenutaci.
    Premesso che ho già prenotato la visita di controllo, mi chiedo se malauguratamente il medico di turno dovesse soggettivamente valutare l’invalidità riconosciutaci non idonea, oltre a procedere attraverso ricorso legale, sono obbligato alla restituzione degli arretrati?(di cui piccola parte già spesa) e dei mesi fruiti.
    Mi scuso per le mie paranoie, ma abbiamo già sofferto tanto in passato ed ora che tutto sembrava sistemato mi ritrovo a combattere l’ennesima battaglia.

    Girolamo De Luca

    Commento di Anonimo | 04/06/2012 | Rispondi

    • Bisognerebbe capire di che tipo di visita medica di controllo si tratta.
      E’ una visita di accertamento? (finalizzata al primo riconoscimento di invalidità corrispondente alla richiesta dell’invalido) effettivamente capita che l’Istituto, anche in presenza di azione legale eserciti il diritto di autotutela per evitare la condanna del Giudice; se così fosse, la mancata accettazione da parte del ricorrente (mancata presentazione a visita), seguita dalla sentenza per lui favorevole del Giudice dovrebbe escludere, a mio parere, una nuova convocazione perché palesemente nulla.
      Se la visita medica fosse finalizzata ad una revisione (ipotesi che escluderei perché non sarebbe stata disposta dall’INPS), già prevista in esito a precedewnte visita nella quale era stato riconosciuto un grado di invalidità non ritenuto comunque sufficiente dall’invalido, credo che la successiva sentenza del Giudice, favorevole per l’invalido perché gli riconosce una grado maggiore di invalidità, escluda un obbligo di presentazione alla visita.
      Se la visita medica fosse conseguente ad una verifica (ogni anno l’Istituto deve verificare un notevole numero di invalidi per accertare se permangono le condizioni che hanno dato luogo al riconoscimento di invalidità), è mia opinione che debba valere anche in questo caso quanto detto al punto precedente sempre che sia precedente alla sentenza.
      In ogni caso qualcosa (che non sono in grado di capire bene) non ha funzionato correttamente e questi aspetti avrebbero dovuto essere chiariti prima di disporre per la nuova visita.
      Per quanto detto sono convinto che nessuna somma, erogata nel periodo tra la sentenza e la nuova visita, potrà essere chiesta in restituzione, salvo che la visita accerti una variazione di miglioramento successiva alla visita del consulente nominato dal tribunale e/o della sentenza.

      Commento di previdenza | 05/06/2012 | Rispondi

      • Le porgo i più sentiti ringraziamenti per la replica al mio commento e se posso ne approfitterei per esporre meglio i fatti.
        Mia moglie aveva una pensione d’invalidità riconosciuta del75% da anni,successivamente 3 anni fa attiviamo la pratica per il riconoscimento del 100% e dell’accompagnamento per aggravamenti e nuove patologie. L’inps dopo valutazione ci rispedisce a casa con la riconferma del 75% d’invalidità,di conseguenza decido di affidarmi ad un’avvocato,il quale presenta ricorso a tele decisione.
        Ci troviamo cosi ad ottenere in prima istanza il riconoscimento del 85%,chiaramente non essendo soddisfatti presentiamo ulteriore ricorso, ed è qui che in prossimità della sentenza viene inviata secondo l’inps la prima chiamata a visita. L’avvocato informato dei fatti decide e mi dice di non presentarmi a tale visita, dato che siamo vicini alla sentenza, e cosi faccio,lascio perdere e aspetto.
        Successivamente come detto nel commento precedente esce a nostro favore la sentenza del giudice che ci porterà al pagamento della pensione con gli arretrati.
        Quando tutto sembrava finito,ecco l’ennesimo capitolo del romanzo,arriva la lettera dell’inps che ci avvisa della sospensione della pensione perchè non ci siamo presentati alla chiamata a visita precedente alla sentenza a nostro favore.

        Spero di averle dato delle informazioni migliori per valutare la mia posizione.

        La ringrazio

        Girolamo De Luca

        Commento di Anonimo | 06/06/2012

      • Sembrerebbe trattarsi di visita di verifica, ma vanno esaminati i documenti e questo è possibile farlo in ufficio; io consiglio sempre di provare a capire bene qual’è la questione tramite un buon ufficio di patronato.

        Commento di previdenza | 08/06/2012

  115. Mio marito ,docente di scuola secondaria (gestione inpdap) , nel 2003 è stato riconosciuto dalla CMO “non idoneo al servizio cui è preposto e a qualsiasi proficuo lavoro” ed il Centro Servizi Amministrativi ha emanato un decreto di cessazione “dal servizio per inidoneità fisica permanente ex D.P.R. n.461del 29/12/2001″. Non gli è stata riconoscita la causa di servizio e gli è stata assegnata una pensione sulla base di 33 anni ed 11 mesi di servizio . Nel 2007 ha presentato l’ istanza per il riconoscimento dei 40 anni di servizio in base alla legge 335/95 . Nel 2008 gli è stato riconosciuto dall’Azienda sanitaria locale un grado di invalidità superiore a 2/3 .La domanda che pongo è la seguente : la pensione per inidoneità equivale a quella per inabilità di cui alla legge 335 e quindi dà il diritto a godere del beneficio introdotto dalla stessa ?

    Commento di Anonimo | 08/06/2012 | Rispondi

    • No; si tratta di due prestazioni diverse quella prevista dalla legge 335/95 richiede un grado di invalidità superiore e, soprattutto, non si riferisce alla capacità di guadagno (proficuo lavoro), ma a quella di lavoro. La valutazione della ASL è rilasciata ancora con riferimento ad altra valutazione.

      Commento di previdenza | 11/06/2012 | Rispondi

  116. Il 1^ giugno 2012 sono stato dichiarato “permanentemente non idoneo nella forma assoluta al servizio d’istituto nei ruoli della Polizia di Stato, sì idoneo ai ruoli civili dello stato”. Dal giorno 1^ luglio 2012, avendone da qualche mese prodotto istanza e come da Decreto rilasciatomi, dovrei essere in pensione ordinaria di anzianità.
    Scrivo dovrei essere in pensione perchè gli uffici dai quali dipendo hanno accellerato le pratiche per la dispensa al fine di collocarmi d’ufficio in pensione di inabilità (così mi hanno detto). Vorrei sapere se è possibile darmi una pensione che non ho richiesto e annullare una domanda in corso regolarmente accettata e ormai quasi in fase di erogazione? Al massimo l’Amministrazione, dato che ho maturato come da normative vigenti il diritto a pensione, mi dovrebbe interpellare non è vero? Qualcuno sta facendo confusione con l’iter burocratico?
    Grazie per l’attenzione. Sauro.

    Commento di Gelmetti Sauro | 11/06/2012 | Rispondi

    • “L’iniziativa per l’avvio della procedura per l’accertamento dell’inidoneita’ psicofisica permanente spetta all’Amministrazione di appartenenza del dipendente, ovvero al dipendente interessato” così stabilisce l’articolo 3 del DPR n. 171/2011. Anche se, nel Suo caso, si verofica una quasi coincidenza di date, l’Amministrazione è nella possibilità (anzi ora, dopo la decisione della Commissione, nell’obbligo) di procedere al pensionamento.

      Commento di previdenza | 13/06/2012 | Rispondi

      • La ringrazio per la cortese risposta.
        Mi rivolgo ancora a lei per avere ulteriori delucidazioni. Questa mattina mi è stata notificata la dispensa dal servizio perchè “permanentemente non idoneo nella forma assoluta al servizio d’istituto nei ruoli della Polizia di Stato, sì idoneo ai ruoli civili dello stato” (Non causa di servizio). Come specificavo nel mio precedente quesito, la dispensa è arrivata dopo che ho maturato i requisiti per il diritto a pensione nel 2011 e trascorso anche il relativo periodo di finestra mobile di 12 mesi.
        L’Amministrazione ha iniziato l’iter per farmi avere la pensione di inabilità annunciandomi che dovrò probabilmente inoltrare domanda per pensionamento a seguito dispensa per fisica inabilità. La mia domanda ora è : “questa tipologia di pensione è soggetta a eventuali revisioni? E se sì nell’eventualità della perdita del beneficio per revisione potrò far valere il diritto acquisito, cioè richiedere di essere messo in quiescenza nella forma ordinaria?
        Non le nascondo che il dubbio di cui sopra mi crea non poche preoccupazioni. Mi sembra poi discriminante il fatto di vedere alcuni miei colleghi in buona salute, con analoga posizione contributiva alla mia, andarsene felici in pensione senza alcuna spada di Damocle sopra la testa mentre il mio futuro e quello della mia famiglia appare incerto.
        La rigrazio anticipatamente.
        GELMETTI Sauro.

        Commento di Gelmetti Sauro | 23/06/2012

    • Non è prevista alcuna forma di verifica o revisione per il tipo di invalidità che Le è stato riconosciuto e, nella eventualità che per ragioni che non saprei immaginare la pensione dovesse essere revocata, certamente varrebbe il diritto alla pensione di anzianità (ora chiamata pensione anticipata).
      Non vedo – da questo punto di vista – alcun possibile problema futuro.

      Commento di previdenza | 24/06/2012 | Rispondi

  117. Buon giorno, la CMV di BO, alla seconda visita di controllo, mi ha dichiarato definitivamente non idoneo a qualsiasi attività lavorativa. Il Ministero civile mi ha riconosciuto la pensione anticipata di invalidità. Vorrei sapere quale sia la mia percentuale di invalidità ai fini dell’esenzione alla spesa farmaceutica.
    Per il servizio militare in Marina (dal 1965 al 1983) ho a suo tempo conseguito la PPO per invalidità dipendente dal servizio militare e transitato all’Impiego civile di Stato nel novembre 1993 senza soluzione di continuità, Nel maggio 2012 la CMV di BO ha emesso il giudizio di assoluta inidoneità al lavoro (il mio limite di età – 66 anni – andrà a a coincidere con il 1°.12.2012). Ho fatto domanda al MinDifesa per far riconoscere quest’ultima invalidità come aggravamento o concausale dell’evento traumatico subito durante tale servizio.
    Ora domando: vi sono trattamenti diversificati fra dipendenza da causa di servizio e non nel mio caso? Al momento dovrei percepire due assegni pensionistici: uno di PPO per il servizio militare e le cause di servizio ivi riconosciute; due quello derivante dal secondo servizio civile che si è concluso con il giudizio di non idoneità a qualsiasi lavoro.
    Ringrazio molto per il riscontro che pregherei ricevere anche per mail e porgo frattanto distinti saluti
    Antonio

    Commento di Antonio Ferrarini | 27/06/2012 | Rispondi

    • 1 il riconoscimento di non idoneità a qualsiasi attività lavorattiva non è titolo per ottenere l’esenzione dai ticket sanitari; per questo occorre (tra l’altro) essere riconosciuti invalidi civili (domanda tramite INPS) con grado superiore a 2/3 oppure invalidi per servizio 1° categoria alla 5° categoria;
      2. Da quanto capisco, si Lei avrà diritto a due pensioni

      Commento di previdenza | 29/06/2012 | Rispondi

      • Replico anche perchè la risposta mi è pervenuta un pò monca…. vorrei precisare che ho già il riconoscimento della 6^ categoria tab A (relativa alle invalidità riconosciutemi dalla M.Militare per le quali percepisco già la PPO). Per quanto riguarda il secondo impiego (civile) per il quale sono stato dichiarato permanente non idoneo a qualsiasi attività lavorativa dovrei percepire una ulteriore pensione per tale ultimo periodo. Preciso che i due periodi lavorativi senza soluzione di continuità, danno diritto alla percezione in cumulo della liquidazione in unica soluzione. Avendo pertanto inviato alla Min.Difesa domanda di riconoscimento di causa di servizio della infermità che mi ha fatto riconoscere la inidoneità al lavoro (e quindi il pensionamento anticipato) come dovrei comportarmi con l’INPS? L’invalidità per servizio è compatibile con l’invalidità civile ovvero se l’una sostituisce l’altra? Che tempi avrei di tempo per rivolgermi all’INPS (qualora il MinDifesa non dovesse accogliere la richiesta di riconoscimento?) per ottenere una ulteriore valutazione della mia condizione di invalido?
        Ringrazio molto per il riscontro e porgo distinti saluti
        Antonio

        Commento di Antonio Ferrarini | 29/06/2012

      • Ho già segnalato di non aver capito molto dai dati forniti e, certamente, se avessi saputo che l’invalidità riconosciuta è ascrivibile alla 6^ categoria non avrei accennato alla possibile esenzione ticket sanitari; a questo proposito preciso che la domanda di invalidità civile può essere proposta al fine di ottenere diversi benefici ma, nel Suo caso, certamente non ai fini di un beneficio economico; non c’è quindi alcuna incompatibilità teorica, ma se dovesse presentare la domanda sappia che LA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE NON POTRA’ COMPRENDERE LE INFEMRITA’ RICONOSCIUTE COME CAUSA DI SERVIZIO (nel modulo di domanda è prevista una espressa autocertificazione su questo punto).
        Per il resto, mi dispiace, ma per una mia ignoranza sull’argomento non so dirle nulla; il consiglio è di consultare (con tutta la documentazione) un patronato nella Sua città.

        Commento di previdenza | 03/07/2012

      • Ringrazio molto per i consigli fornitimi che terrò in buon conto per le prossime mie attività. Ma di un particolare aspetto del trattamento delle varie tipologie di invalidità ho recepito che, se alcune sono riconosciute dipendenti dal servizio ed altre no, non si procede al cumulo di entrambe ma le percentuali invalidanti percorrono due distinte procedure che non si incontrerebbero mai. Per cui un individuo potrebbe teoricamente possedere una complessiva invalidità al 100% ma di fatto non risultare destinatario delle agevolazioni che lo stato, e la costituzione, riconosce alle persone non più autosufficienti. Questa mia è puramente una divagazione sul tema ma che, comunque, darebbe una visione anomala di un problema che riguarda in modo particolare i lavoratori cessati dal servizio per motivi di salute. Potrebbe essere una carenza, la mancata valutazione “in una” delle varie invalidità in essere ma di certo un valore complessivo andrà individuato per un più equo intervento della normativa statale e delle indicazioni costituzionali.
        Ringrazio ancora per un eventuale nuovo e specifico commento
        Antonio Ferrarini

        Commento di Antonio Ferrarini | 03/07/2012

    • A introduzione del mio articolo “Le definizioni di invalidità” ho sostenuto la necessità di una decisa razionalizzazione; aggiungo che questa razionalizzazione e semplificazione, oltre che giusta, sarebbe molto utile per contrastare il fenomeno dei “falsi invalidi”.

      Commento di previdenza | 05/07/2012 | Rispondi

  118. un familiare, dopo visita per ottenere pensione di inabilità riceve in risposta ” soggetto a regime di autotutela ” (vado a memoria ,non ho il documento sottomano) cosa significa ? grazie

    Commento di elisabetta milani | 28/06/2012 | Rispondi

    • L’autotuela è la facoltà che ha l’Istituto previdenziale di rettificare provvedimenti errati oppure la facoltà di un organo dell’Istituto di sospendere un provvedimento emesso da un altro organo, sempre quando ritiene che sia incorso in errore.
      Per il Suo caso, bisogna esaminare tutta la documentazione per capire.

      Commento di previdenza | 29/06/2012 | Rispondi

  119. Salve e complimenti per il servizio.
    Io sono invalida al 100% a seguito di un sinistro stradale. Mi si dice che l’assicurazione responsabile dell’incidente non pagherà direttamente a me il danno patrimoniale subìto ma lo pagherà all’ l’INPS (che ha diritto di surroga). Io invece avevo capito che avrei avuto una somma per danno patrimoniale (pari al mio stipendio netto annuo moltiplicato per gli anni della mia vita lavorativa) + la pensione di inabilità lavorativa…. Qual è la verità

    Grazie mille

    Commento di maria | 02/07/2012 | Rispondi

    • Purtroppo nell’atto di liquidazione del danno da parte dell’assicurazione non è stata fatta salva l’eventuale diritto INPS di surroga (sostanzialmente si tratta del diritto dell’Ente previdenziale di recuperare sul terzo responsabile i costi sostenuti). E’ questo un problema che si verifica se non avviene un corretto scambio di informazioni tra l’avvocato che tutela nei confronti dell’assicurazione e il patronato o, comunque, chi presenta domanda di pensione di invalidità. Spesso è sconsigliabile presentare domanda di invalidità.

      Commento di previdenza | 03/07/2012 | Rispondi

      • Grazie ma le faccio alcune precisazioni.
        A dire il vero non è stato firmato alcun atto di liquidazione o quietanza o transazione. Sono ancora in trattativa con l’assicurazione la quale però dice che per il danno patrimoniale non mi dà niente in quanto dicono che la rivalsa dell’INPS risulta ampiamente comprensiva del danno patrimoniale civilisticamente quantificato.
        Comunque preciso che la pensione di invalidità civile non è surrogabile; ciò che è stato oggetto di surroga da parte dell’INPS è la pensione di inabiltà lavorativa. Io non discuto che l’INPS possa e debba surrogarsi, ma credevo comunque di avere diritto anche al pagamento di una somma per i miei mancati stipendi. Invece ora mi si dice che questa somma per i mancati stipendi altro non è che la pensione di inabilità….
        Ma perchè è sconsigliabile presentare domanda di invalidità? Così l’assicurazione li dava direttamente a me? E me ne avrebbe dati di più? Non è possibile, sarebbe ingiusto.

        Grazie e, scusi se ne approfitto ma potrei avere un Suo contatto telefonico ??? Grazie mille

        Commento di maria | 03/07/2012

      • Non mi pronuncio circa le affermazioni dell’assicurazione perchè non di mia competenza.
        So bene che la surroga INPS non si applica su prestazioni di invalidità civile, ma avevo capito che la Sua domanda di pensione non è di questo tipo.
        La pensione di invalidità INPS non è di nattura risarcitoria (come potrebbe essere la rendita per infortunio sul lavoro), ma ha la funzione di rispondere alla riduzione o perdita della capacità di lavoro; solo in senso molto lato ed improprio si può dire che compensa mancati stipendi.
        Per una valutazione sull’opportunità di presentare domanda di invalidità quando c’è la elevata probabilità di surroga INPS si debbono esaminare diversi fattori: quanto manca per la pensione di vecchiaia o anzianità che non sono soggette a surroga, eventuale diritto a pensione civile, grado di invalidità ecc…
        Il principio giuridico che fonda la surroga è che, per un unico danno, non possono essere previste più prestazioni e/o risarcimenti: si deve valutare quello più adeguato al caso specifico.

        In materia previdenziale il rischio di incomprensione e di errore è talmente elevato che escludo categoricamente qualsiasi possibilità di consulenza telefonica.

        Commento di previdenza | 05/07/2012

  120. La ringrazio per la pazienza ma Le chiedo un ultima cosa che ancora non ho capito: quella parte del danno patrimoniale inteso come mancato incasso degli stipendi che avrei ricevuto, mi viene risarcito tramite la pensione di inabilità lavorativa o anche quest’ultima, come la pensione di invalidità civile, ha natura assistenziale e non risarcitoria e quindi ho diritto ad una ulteriore somma?

    Grazie (anche se non dovesse rispondere a quest’ultima domanda)

    Commento di maria | 05/07/2012 | Rispondi

    • la pensione di invalidità civile ha natura assistenziale ed è legata, oltre che a limiti di reddito, anche al non possesso di altra pensione; le prestazioni pensionistiche INPS (condizionate al possesso di un certo numero di contributi assicurativi) hanno natura previdenziale.

      Commento di previdenza | 08/07/2012 | Rispondi

  121. SONO UNA DIPENDENTE PUBBLICA CON INVALIDITà ALL’80% PER SCLEROSI MULTIPLA, HO 31 ANNI DI ANZIANITA’, L’INVALIDITà MI è STATA RICONOSCIUTA NEL 2005. vORREI FARE DOMANDA PER LA PENSIONE DI INABILITà ANCHE PERCHè IL MIO STATO DI SALUTE PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO. COSA DEVO FARE?

    Commento di LAVINIA | 05/07/2012 | Rispondi

    • Per questa domanda è necessario far compilare da un medico (basta il medico di famiglia, magari allegando copia della documentazione specialistica, meglio se di struttura pubblica) su modulo apposito; anche la domanda – corredata dalla copia di un valido documento di riconoscimento – va poi presentata all’INPS ex INPDAP, utilizzando un modulo specifico. Consiglio di rivolgersi ad un patronato della Sua città.

      Commento di previdenza | 08/07/2012 | Rispondi

  122. mi chiamo michele dileo ho fatto domanda di aggravamento e piu la legge mirata al collocamento ieri mi e arrivato il verbale dell imps riguardo la legge mirata ce scritto non sussiste lo stato invalidante utile ai fini del collocamento mirato. cosa vuol dire

    Commento di michele | 05/07/2012 | Rispondi

    • Significa che la Commissione non ha riconosciuto un grado di invalidità sufficiente a rientrare tra gli aventi diritto al collocamento mirato. Si può ricorrere, ma è una causa, oppure verificare l’opportunità di presentare nuova domanda, magari meglio documentata. In ogni caso la valutazione dovrebbe essere fatta da un medico competente in materia di lavoro.

      Commento di previdenza | 08/07/2012 | Rispondi

  123. salve ho 56 anni e 39 di contributi purtroppo ho anche problemi di salute non gravi ma che mi impediscono di svolgere la mia mansione(operaio raccolta rifiuti asa) dopo 32 anni ho richiesto pensione anticipata ma l’asl mi ha dichiarato idoneo con limitazioni cio mi comportera un lavoro di livello inferiore ma non la perdita dell’ attuale livello ma bensi la corresponsione di indennita aggiuntive accesorie io vorrei sapere se sono idoneo alla mansione oppure no perche e quello che richiedevo la mia mansione copre diverse mansioni ma se alcune non posso perche limitato come posso essere idoneo ?posso fare ricorso e che possibilita avrei? grazie claudio

    Commento di claudio | 06/07/2012 | Rispondi

    • La Sua domanda va rivolta ad un medico specialista della medicina del lavoro; io non lo sono. E’ possibile proporre ricorso, ma sarebbe inutile senza una perizia medico legale valida.

      Commento di previdenza | 08/07/2012 | Rispondi

  124. salveper essere piu preciso volevo aggiungere:i 32 anni sono di servizio nella societa che ci versano i contrbuti all inpdap io avrei preferito arrivare all’ eta pensionabile ma personalmente altri inverni non riesco a passarli all’aperto esposto ai climi del nord italia .vorrei sapere se do le dimissioni quanto dovrei pagare per coprire i l periodo di contributi mancante 3 anni e3 mesi oggi mensilmente verso all’ inpdap circa 200 euro x 14 mensilita e se cio e possibile perche sinceramente sono a pezzi grazie claudio

    Commento di claudio | 06/07/2012 | Rispondi

    • L’importo ANNUALE dei contributi volontari lo può determinare facilmente in modo sufficientemente esatto sommando le retribuzioni imponibili INPDAP (la voce la trova nella busta paga con dizione anche analoga) degli ultimi 12 mesi e moltiplicando il risultato per 0,33 (33%).

      Commento di previdenza | 10/07/2012 | Rispondi

  125. salve,
    io vi scrivo per avere una vostra opinione.ho da poco fatto domanda per esonero anticipato dal lavolro ,alla collegiale;la mia patologia è questa: Disturbo all’adattamente,cronico,con ansia e umore depresso misti con problemi di tendinopatia ai polsi e lombalgia cronica.Io lavoro all’Amiat e volevo sapere se,secondo voi mi manderanno in pensione

    Commento di tina | 07/07/2012 | Rispondi

    • La Sua domanda va rivolta ad un medico specialista della medicina del lavoro; io non lo sono.

      Commento di previdenza | 10/07/2012 | Rispondi

  126. SONO UN SOV.TE DELLA POLIZIA DI STATO RIFORMATO ,NON A CAUSA DI SERVIZIO,CON 30 ANNI DI SERVIZIO PIù I 5 DI RISCATTO ” 1 SU 5″, PER TOTALòE 35, PER PATOLOGIA “PERSISTENTI TURBE DISFORICO ANSIOSE IN SOGGETTO CON TRATTO LABILE DI PERSONALITà E DISCONTROLLO DEGLI INPULSI “GIUDIZIO DELLA C.M.O NON IDONEO PERMANENTEMENTE AL SERVIZIO NELLA P.S. ,NEI RUOLI TECNICI DELLA PS E DA COLLOCARE IN CONGEDO ASSOLUTO. IL DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO DICE DISPENSA DAL SERVIZIO PER FISICA INABILITà.
    L A PENSIONE CHE MI è STATA DATA DALL’INPDAP E “PENSIONE ORDINARIA DIRETTA DI INABILITà” LIQUIDATO CON SISTEMA RETRIBUTIVO. LE COFESSO CHE PER QUESTO FATTO DI REVISIONE O VERIFICA MI è NUOVA NON AVEVO MAI SAPUTO DI QUESTA ESISTENZA .
    VOLEVO SAPERE IL MIO CASO è SOGGETTO A VERIFICA O REVISIONE ? , NEL CASO FOSSE SOGGETTO A TALE COSA CHE MI PUò SUCCEDERE?
    LA RIGRAZIO PER LA RISPOSTA

    Commento di MICHELE | 15/07/2012 | Rispondi

    • Tranquillo; la Sua pensione non rientra tra quelle a revisione.

      Commento di previdenza | 17/07/2012 | Rispondi

    • “cessato dal servizio per inv. ass. e perm. profic. lavoro/inf.stato” non è certamente chiaro, ma “inf.stato” dovrebbe essere letto “superamento limite aspettativa per infermità di dipendente Stato”. Ma non sono certo.

      Commento di previdenza | 20/07/2012 | Rispondi

  127. Mi scusi se la disturbo di nuovo, ma vorrei sapere quale è il motivo che mi porta a questa bella notizia, che la mia pensione non entra tra quelle a revisione ,forse perchè sono per gli anni di servizio maturati ,” ripeto sono 30 effettivi di lavoro +5 figurativi quelli che vanno dati ai dipendeti della polizia di stato cioè 1 anno su 5 lavorati”;
    oppure su qualche altra cosa ?
    mi perdoni ma le chiedo questo perchè vorrei capire come effetttivamente funzionano questa pensioni di inalidità .
    la ringrazio infinitamente dalla sua immensa disponibilità.-
    Michele.–

    Commento di MICHELE | 18/07/2012 | Rispondi

    • Senza esaminare le molteplici diverse situazioni, nel Suo caso la possibilità di revisione riguarda solo la pensione di inabilità a qualsiasi lavoro riconosciuta in base alla legge 335/1995; la Sua pensione è per inidoneità permanente al servizio: è altra cosa.

      Commento di previdenza | 19/07/2012 | Rispondi

      • gentilissio amico,come gia riferito sopra nei giorni scorsi, oggi nel leggere la lettera mandata dall’inpdap con oggetto conferimento della pensione liquidata a favore del ecc. oltre alla dicitura è stata confermata alla s.v. la pensione Ordinaria diretta di inabilità,liquidata con il sistema retributivo., . ho trovato scritto anche cessato dal servizio per inv. ass. e perm. profic. lavoro/inf.stato se è possibile volevo sapere perchè non riesco a capire il significato di inf.stato
        scusandomi per il tanto disturbo che la sto arrecando la prego di rispondermi anche questa volta poi non la disturberò più, la ringrazio infinitamente.
        Michele

        Commento di MICHELE | 19/07/2012

  128. salve mio padre 64 anni, nel dicenbre 2010 quando era assundo come manovratore specializzato di macchine da cantiere, si è ammalato di tumore allo stomaco e la situazione era molto grave…..terminato il periodo di malattia inps è stato licenziato ed è andato in disoccupazione intanto la pensione di invalidità civile tardava ad arrivare e mio padre rivolgendosi al patronato, senza ben capire cosa comportasse ha firmato la domanda per assegno più inabilità, quasta è stata subito accolta ma quando ci è stato detto che non avrebbe più potuto lavorare, mio padre che nel frattempo è libero da malattia neoplastica non fa chemioterapia ed ha riaquistato un buono stato fisico ha rinunciato alla pensione di inabilità perchè vorrebbe tornare al lavoro………………………………………….anche all’inps del mio paese sono un po’ confusi sull’argomento e non hanno saputo dirci con certezza se pur essendo stato dichiarato inabile visto la sua buona condizione di salute può comunque lavorare pur rinunciando per il periodo che è assunto e percepisce lo stipendio all’importo dell’inabilità! voi potete chiarirmi questo dubbio??? in attesa cordiali saluti Tania da Castiglione del Lago…

    Commento di tania grasso | 19/07/2012 | Rispondi

    • Qualche sintetico chiarimento:
      – sono previste e sono state proposte due domande: la pensione di inabilità e l’assegno di invalidità
      – la pensione di inabilità è incompatibile ed incumulabile con qualsiasi attività lavorativa: significa che – anche quando è riconosciuta l’inabilità – la pensione non può essere concessa se è in atto un rapporto di lavoro e che la pensione deve cessare se l’invalido inizia una attività successivamente. MA NON E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO ALL’INVALIDO DI LAVORARE se se la sente;
      – l’assegno di invalidità – che è previsto per percentuali minori di invalidità – è compatibile e cumulabile (almeno parzialmente) con attività lavorativa; quando un inabile non cessa o riprende l’attività ha diritto a questa prestazione. L’importo è inferiore a quello della pensione di inabilità, oltre che per le eventuali quote di incumulabilità, anche perché non spetta la maggiorazione prevista appositamente per i titolari di inabilità.
      – è evidente che la prosecuzione o la ripresa dell’attività lavorativa è significativa ai fini della valutazione del perdurare delle condizioni di inabilità.
      Bello Castiglione del Lago.

      Commento di previdenza | 20/07/2012 | Rispondi

      • quindi se ho ben capito : anche se è invalido civile al 100% e percepisce di conseguenza la pensione di ivalidità civile pari a 267,00 euro , ed è stato riconosciuto inabile al lavoro rifiutando però la pensione di inabilità erogata in quel momento perchè disoccupato ma mai per altro incassata da mio padre, se trova lavoro può lavorare! e successivamente se il rapporto finisce usufruire della pensione di inabilità!! si Castiglione del lago è molto carino!!

        Commento di tania grasso | 20/07/2012

    • NO. Dal contesto avevo capito male e cioè che è stata presentata all’INPS domanda di pensione di inabilità e di assegno PREVIDENZIALE di invalidità; queto indipendentemente dalla domanda di invalidità civile.
      Per quanto riguarda le prime due prestazioni vale quanto ho già scitto (sempre che le due domande siano state presentate).
      Circa il rapporto tra la pensione di invalidità civile ed il lavoro la cosa è più complessa perché bisogna capire quale percentuale di invalidità sia stata riconosciuta dalla commissione e l’entità del reddito personale (non solo da lavoro.
      COMUNQUE NON POSSO CREDERE CHE ALL’INPS E/O AL PATRONATO .NON LE ABBIANO SAPUTO DIRE BENE COME STANNO LE COSE; IN PARTICOLARE LA PRIMA FUNZIONE DEL PATRONATO E DI AIUTARE IN CASO DI INVALDITA’. CAMBI PATRONATO.

      Commento di previdenza | 23/07/2012 | Rispondi

  129. ciao sempre io michele da chi mi potrei rivolgere per saper cosa significa cessato dal servizio per inv. ass. e perm. profic. lavoro/inf.stato”,swecondo lei è da preoccupare? grazie michele

    Commento di MICHELE | 20/07/2012 | Rispondi

  130. volevo aggiungere che la dicitura e c essato dal servizio in data ,per cessato dal servizio per inv. ass. e perm. profic. lavoro/inf.stato”,grazie michele

    Commento di MICHELE | 20/07/2012 | Rispondi

  131. sempre michele nella lettera trasmessa dall’ inpdap indirizzata a me e alla prefettura in una parte dice che è stata conferita alla s.v. la pensione ordinaria diretta di inabilità,liquidata con il sistema retribuitivo, di nuovo nella pagina seguente dice E’ CONFERMATA con sistema retributivo la pensione ordinaria diretta di inabilità di cui all’ allegato prospetto “il prospetto di tutti i conteggi del servizio utile ai fini del diritto”, sotto ancora dice a favore di nome e cognome data di nascita resiodenza dice ex dipendente della prefetturra ecc cessato dal servizio il……….e poi per
    inv.ass.e perm.profic. lavoro /inf stato che sarà posta in pagamento ecc.-ecc..cosa ne dice seondo me ho l’impressione che nell’ultima pagiana si fossero sbagliati a scivere il motivo esatto della pensione? perche prima parlano di pensione ordinaria diretta di inabilita , mentre alla fine parlano diversamente?
    poi in merito all’ aspettativa io non ho superato il limite massimo mi hanno riformato prima.
    il prospetto di cui sopra parla del conteggio degli anni di servizio utili ai fini del diritto ,dice cessazione dal servizio anni 35 mesi 1 e poi dice 15 anni mesi 2 (coeff.dpr1092/73 b 0,35300 poi ancora 21anni 3mesi coeff. dpr 1092/73 b’0,48200 e poi ancora coeff. 1992-1997 c=(b’-b)0,12900 e poi c=8A-B)0,27667 e poi tutti conteggi deeuro.
    scusami e grazie della sua disponibilità ma sai mi sono preoccupato?

    Commento di MICHELE | 20/07/2012 | Rispondi

  132. le volevo chiede se è possibile avere un suo recapito telefonico per poter discutere meglio la mia situazione perche cosi non riesco a spiegare bene la mia situazione la rigrazio michele

    Commento di MICHELE | 20/07/2012 | Rispondi

    • Per chiarire tutti i suoi dubbi è bene che si rivolga ad un ufficio di patronato.
      Per il resto ho già risposto ad altri che la materia previdenziale comporta tanti e tali rischi di incomprensione che escludo categoricamente qualasiasi consulenza telefonica; aggiungo che il mio obiettivo non era e non è di sostituirmi ai patronati nella elaborazione e gestione delle pratiche previdenziali ed assistenziali.
      Finisco col dire anche che penso presto di ridurre a informazioni marginali o cessare la corrispondenza anche tramite questo blog.

      Commento di previdenza | 23/07/2012 | Rispondi

  133. Buonasera,
    Sono titolare di pensione di invalidità+accompagnamento (100%). Il 31.12.2011 ho cessato l’attività come artigiano dopo aver pagato la contribuzione minima obbligatoria per legge dal 2005 al 2011. Premetto che ho solo il regime contributivo di 6anni in quanto non ho mai versato niente prima. Fino al 2010 l’invalidità era al 74%, dopo al 100%.
    Ho appena presentato richiesta di pensione di inabilità , i requisiti sanitari e amministrativi dovrebbero essere in regola. A questo punto mi chiedo quanto sarà la mia pensione di inabilità(è equiparabile al trattamento minimo di € 482?) e se può essere cumulata con quella di invalidità oppure dovrò accontentarmi della differenza.

    Grazie in anticipo
    Cesare 39 anni da Bologna

    Commento di Cesare | 20/07/2012 | Rispondi

    • Se ha anche un solo contributo prima del 2006 la pensione deve essere calcolata con il sistema misto: retributivo per le contribuzioni fino al dicembre 2005 e contributivo per quelle successive. La cosa non è rilevante tanto per l’importo “a calcolo”( significa l’importo che Le spetta in base ai contributi pagati), ma molto importante per il diritto al trattamento minimo perchè sono se è mista Lei avrà diritto (verificando se rientra nei limiti di reddito personali e/o coniugali e quale percentuale le verrà riconosciuta) al trattamento minimo.
      Se la pensione fosse davvero contributiva credo che l’importo sarebbe inferiore a quello della pensione di invalidità civile che già percepisce.

      Commento di previdenza | 23/07/2012 | Rispondi

      • La ditta è stata costituita intorno al 18-20 dicembre 2005.
        In realtà ho lavorato anche prima, ma essendo l’azienda di famiglia, non risultavo né come lavoratore né come socio per cui non ho versato niente sebbene abbia lavorato dal 1997.
        Grazie,
        Cesare

        Commento di Anonimo | 23/07/2012

      • la ditta è stata costituita intorno il 18-20 dicembre 2005.In realtà ho lavorato dal 1997 nella ditta ma, essendo l’azienda di famiglia, non ero né dipendente né socio per cui non ho versato alcunché. Riesco ad avere diritto al trattamento minimo?
        Grazie,
        Cesare

        Commento di Cesare | 23/07/2012

  134. Buongiorno,
    sono un marittimo di 56 anni, dichiarato inabile permanente dalla commissione di 1°grado in seguito a due interventi per ernia discale che mi hanno fatto sbarcare in entrambe le volte consecutivamente.
    Ora sono in attesa del parere della commissione di 2°grado, necessario per via del Fanimar.
    Ho maturato quasi 23 anni di navigazione effettiva,quindi con la maggiorazione dell’1,4% dovrei essere circa sui 32 anni di contribuzione,più 3 anni di disoccupazione(da marittimo) retribuita,+ la figurativa di cassa marittima, che a differenza della disoccupazione(conteggiata d’ufficio dall’inps), bisogna richiedere appositamente.
    Vorrei sapere se c’è differenza economica tra la pensione d’inabilità ordinaria e quella privilegiata, e se per quest’ultima,visto che i problemi sono avvenuti a bordo, bisogna richiederla appositamente(semprechè ne valga la pena). Inoltre,dato che nel frattempo avrei la necessità di mangiare,mediamente quanto impiega l’INPS per questo tipo di pensioni,per effettuare i conteggi e mandare gli arretrati più la mensile?
    Grazie per la risposta, distinti saluti,

    Commento di Carlo | 24/07/2012 | Rispondi

    • La previdenza marinara non è il mio forte; a quanto ne so la pensione privilegiata è richiesta quando non sussiste contribuzione sufficiente per la pensione di inabilità ordinaria, non ci sono differenze di importo.
      Per il calcolo sono necessari molti più dati e va fatto in un ufficio di patronato

      Commento di previdenza | 27/07/2012 | Rispondi

  135. Scusate,
    ho dimenticato nella mia precedente, di dire che ho iniziato a navigare a 15 anni,dal 17/8/1971 su bandiere estere(navigazione regolarmente riscattata come da estratto matricolare) fino al 1986,sucessivamente su bandiera italiana.
    Quindi non so se ancora vale quello che prima era considerato lavoro “precoce”, e inoltre,in via teorica almeno, si può quantificare l’importo che mi verrà dato, considerando l’ultima paga LORDA mensile di circa 3500 euro

    Commento di Carlo | 24/07/2012 | Rispondi

  136. Sono un’assistente amministrativa comparto scuola e sono stata dichiarata dalla Commissione di Palermo , inabilie a qualsiasi attività lavorativa secondo la tabella A cat. 1 secondo la legge 335/95 art. 2 comma 12 .Mi hanno calcolato l’incremento dell’anzianità assicurativa posseduta alla data di risoluzione del rapporto di lavoro,fino a 60 anni ) del periodo temporale mancante al raggiungimento dell’età pensionabile, e fino al massimo di 40 anni, determina una maggiorazione di importo finalizzata ad avvicinare l’importo a quello che l’assicurato avrebbe maturato se fosse in età di vecchiaia . E’ giusto considerare l’età pensionabile 60 anni ? essere riconosciuti assolutamente inabile secnodo la tabella A categoria 1 non influisce nel calcolo della pensione.
    Grazie

    Commento di vanna | 24/07/2012 | Rispondi

    • La legge effettivamente prevede la maggiorazione solo fino ai 60 anni di età. In seguito alle recenti novità previdenziali sarebbe giusto elevare il riferimento almeno ai 65 anni. La cosa va approfondita, ma penso ci siano buone prospettive per un pronunciamento positivo della magistratura.

      Commento di previdenza | 27/07/2012 | Rispondi

  137. Sono un amministrativo di un ente pubblico, ho 56 anni con 35 anni di servizio, sono invalido civile al 100%, con tanti problemi fisici, che si stanno peggiorando giorno x giorno, sono già 4 mesi che non lavoro per malattia, mi hanno consigliato di presentare la domanda per il riconoscimento dell’inabilita ai sensi legge 335/95, Vi chiedo e vero che se non verrà accertata sarò penalizzato dovrò andare in pensione con gli anni maturati?.
    Spero possiate darmi una risposta. Grazie.

    Commento di Rosario | 30/07/2012 | Rispondi

    • Qualsiasi domanda di invalidità comporta, per i pubblici dipendenti, anche il rischio che la Commissione dichiari l’inidoneità al servizio e, quindi, il licenziamento. Nel Suo caso se questo avvenisse e non venisse riconosciuta l’inabilità a qualsiasi lavoro (come richiede la legge 335/95), ma comunque l’inidoneità al servizio NON AVREBBE UNA PENALIZZAZIONE perché non sarebbe concessa la maggiorazione del servizio che spetta solo se viene riconosciuta l’inabilità a qualsiasi lavoro (vedi punto 5 dell’articolo).

      Commento di previdenza | 30/07/2012 | Rispondi

      • Allora se non mi verrà riconosciuta andrei con i miei 35 anni di servizio, penso che potrei fare un ricorso, oppure inappellabile il loro giudizio.
        Comunque grazie di tutto per la V/s disponibilità.

        Commento di Rosario | 30/07/2012

    • Certamente al giudizio della Commissione è possibile proporre ricorso. Dimenticavo di ricordare che anche l’amministrazione può avviare la procedura di verifica della idoneità al servizio indipendentemente dalla Sua volontà.

      Commento di previdenza | 31/07/2012 | Rispondi

  138. Buongiorno sono un ormai un ex dipendendente di Posteitaliane SpA con invaliditá all’85% Sclerosi multilpla EGDS 6 , con 34 anni di anzianita´, ormai ex perche in data 13 luglio 2012 la commissione medica di verifica mi ha ricosciuto inabile; sussiste assoluta e permanente impossibilta a svolgere qualsiasi attivita lavorativa determinata da infermita che cagionino la risoluzione del rapporto di lavoro (art.2 c.12 L.335/95). Lo stato inabilitante e` da sottoporre a revisione tra 2 anni.Il giorno 30 luglio u.s. ho firmato la risoluzione del rapporto di lavoro per inabiltá, il giorno 31 luglio tramite patronato ho trasmesso all’INPS la domanda di pensione. In media quanto tempo dovro’ attendere prima che la pensione mi venga riconosciuta e remunerata?
    Grazie della Vostra disponibilitá

    Commento di Anonimo | 01/08/2012 | Rispondi

    • E’ difficile indicare tempi medi, ogni provincia ha le sue speficifità; il Suo patronato saprà darle buone indicazioni in merito. In generale si può dire che i tempi oggi non sono particolarmente lunghi.

      Commento di previdenza | 01/08/2012 | Rispondi

  139. Bungiorno sono un ex dipendente di Poste italiane,invalido all’85 % sclerosi multipla progressiva EGDS 6 sono stata dichiarato “inabile in maniera assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa” ai sensi della 335/95 dalla C.M.V. Del MEF in data 13 luglio 2012 e cessato dal servizio in data 30 luglio 2012. In data 31 luglio tramite patronato INCA ho prodotto domanda di pensione per inabilitá all’INPS agenzia 700100 di Roma EUR.
    Rivolgo il seguente quesito:Quanto tempo in media si deve attendere per la concessione della pensione e per la mia malattia e invalidita, posso ottenere benefici ai fini pensionistici? Ringrazio e porgo cordiali saluti.

    Commento di Anonimo | 01/08/2012 | Rispondi

  140. buongiorno, vorrei saperei termini di scadenza per fare ricorso a riguardo dell’ accertamento della inabilita permanente ed assoluta ai fini della dispensa dal servizio(l.8/8/91 n.274) e che avvocato e’ piu’ indicato:civilista,del lavoro o altro? grazie claudio

    Commento di claudio | 02/08/2012 | Rispondi

    • I termini di scadenza per ricorrere devono essere indicati nel provvedimento; per sicurezza è meglio sentire con l’avvocato; se si tratta di dispensa dal servizio è materia di lavoro (e non è il mio ramo) e non previdenziale e i tempi potrebbero essere anche molto stretti; è materia previdenziale solo come conseguenza.

      Commento di previdenza | 10/08/2012 | Rispondi

  141. Buongiorno sono un dipendente con qualifica di Impiegato di 1° categoria di un’azienda privata (Coop Agricola – CCNL Agroindustria -)
    Ho quasi 30 anni di contributi, e quasi 55 di età e sono affetto da sm. Posso chiedere di andare in pensione ?
    Ringrazio per la Vs disponibiltà e porgo i più cordiali saluti.

    Commento di Anonimo | 07/08/2012 | Rispondi

    • Prima dell’età pensionabile o della maturazione di una anzianità contributiva superiore ai 40 anni l’unica possibilità è che la Commissione sanitaria INPS riconosca una riduzione della capacità lavorativa superiore al 67%; se venisse riconosciuta una totale inabilità dovrebbe scegliere se cessare il rapporto di lavoro e percepire la pensione.

      Commento di previdenza | 10/08/2012 | Rispondi

  142. sono un dipendente di un ente pubblico ho una qualifica di autista scuolabus,mi sono trascorsi appena otto anni
    di battaglia tra causa di servizio e visite specialistiche e dal 2008 che ho ottenuto la prima visita alla commissione medica di verifica di napoli con un riconoscimento nella prima TAB.”B” dopo due anni e Cioe’ nel 2010 Facevo richiesta di una viasita di aggravamento dove
    mi riconoscevano una Cat ottava TAB.”A” dopo tutto la mia azienda
    mi mandava ad una visita Specialistca Medicina del lavoro dove mi riconoscevano non Idoneo permenentemente alla mansione di autista di scuolabus,.in quanto ho 32 anni di servizio in piu’ ho i miei genitori
    invalidi al 100% con accompagnamento e con la legge 104/92 e Cioe’ comma quattro difficoltà grave ,con tutte queste problematiche posso chiedere il prepensionamento anticipato, un GRAZIE per la risposta !.

    Commento di Giuseppe | 13/08/2012 | Rispondi

    • Esclusa la possibilità di ottenere la pensione per inidoneità al servizio o alle mansioni, cosa che Ella può valutare consultando un medico specialista di medicina del lavoro, non esistono forme di pensionamento anticipato in ragione delle condizioni di handicap dei familiari.

      Commento di previdenza | 20/08/2012 | Rispondi

      • salve, il riconoscimento cat. ottava tabella A , influisce sul calcolo della pensione? Anche quando l’inabilità al lavoro totale e permanente non è dovuta per cause di servizio.

        RISPOSTA: No sono due prestazioni e due diverse modalità di calcolo

        Commento di vanna | 25/08/2012

  143. salve volevo porre alla sua qualificata attenzione un problema di grande importanza per un mio collega appartenente al comparto sicurezza e con quasi 30 anni di servizio effettivi. In pratica il mio collega – 47 anni di età – è affetto da morbo di alzheimer e in questi ultimi due anni è peggiorato tantissimo. Il datore di lavoro, nel tentativo di tutelarlo lo ha impiegato (???) in settori dove non si faceva proprio nulla, nemmeno scrivere il proprio nome. Purtroppo adesso dovrà inviarlo alla CMO. Gli riconosceranno l’inabilità assoluta al lavoro? I suoi esami sono chiarissimi ed evidenziano in maniera indubbia la sua patologia. Inoltre gli studi sulla malattia hanno individuato in suo nonno il ceppo iniziale. Ha perso suo padre per la stessa malattia, ha perso un fratello ed una sorella è molto grave. Vorrei avere la certezza che non venga congedato senza riconoscergli alcuna maggiorazione . Il mio indirizzo email è salvatoreparadiso69@teletu.it

    Commento di Anonimo | 04/09/2012 | Rispondi

    • Non sono in grado di dare le assicurazioni che Ella chiede: non sono medico. Da quanto leggo credo che non ci sia dubbio sulla inabilità totale e permanente a qualsiasi lavoro; posso solo aggiungere che le voci della tabella, alla quale la Commissione sanitaria credo debba fare riferimento, che prevedono il riconoscimento della prima categoria (e quindi il 100% di invalidità) sono:
      “28) Tutte le alterazioni delle facoltà mentali (sindrome schizofrenica, demenza paralitica, demenze traumatiche, demenza epilettica, distimie gravi, ecc.) che rendano l’individuo incapace a qualsiasi attività.
      29) Le lesioni del sistema nervoso centrale; (encefalo e midollo spinale) con conseguenze gravi e permanenti di grado tale da apportare profondi e irreparabili perturbamenti alle funzioni più necessarie alla vita organica e sociale o da determinare incapacità a lavoro proficuo.”

      Commento di previdenza | 05/09/2012 | Rispondi

  144. Salve,
    Le scrivo per poter avere delle risposte.
    Spiego la situazione: ho due fratelli invalidi civili, il primo é stato riconosciuto INVALIDO CON TOTALE E PERMANENTE INABILITA LAVORATIVA 100%, il secondo INVALIDO CON RIDUZIONE PERMANENTE DLLA CAPACITA LAVORATIVA DELL’ 80%.
    I familiari per cui é corrisposto il trattamento di famiglia, nella pensione di mio papa’, sono solo mia madre e il primo fratello .
    Posso chiedere all’INPS di inserire anche il secondo fratello?
    Una persona invalida civile con una percentuale dell 80%, causata da malattia mentale, può essere dichiarato inabile assoluto al lavoro?
    RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE

    Commento di Salvo | 21/09/2012 | Rispondi

    • La legge richiede che il figlio maggiorenne per essere ritenuto inabile ai fini del diritto all’assegno al nucleo familiare, ma poi quando sarà il momento anche ai fini del diritto alla pensione di reversibilità, sia riconosciuto invalido al 100%; certamente può essere chiesto aggravamento, ma è necessario ottenere che venga riconosciuta una totale riduzione della capacità di lavoro. La malattia mentale è una malattia come le altre; le tabelle alle quali i medici debbono riferirsi prevedono questo grado di inabilità per i seguenti casi:
      – demenza grave
      – sindrome delirante cronica grave con necessità di teramia continua
      – sindrome schizofrenica grave con autismo delirio o profonda dissociazione sociale
      – disturbi ciclotimici con crisi subentranti o forme gravi con necessità di teramia continua.
      Naturalmente la legge consente anche una valutazione complessiva di forme più lievi che nel loro complesso conducano ad una situazione equivalente a quella che ho cercato qui di riassumere. Ripeto quanto ho scritto ad altri: non sono un medico e non saprei meglio valutare; credo però che la conoscenza delle tabelle di invalidità sia utile.

      Commento di previdenza | 22/09/2012 | Rispondi

  145. Ai fini del raggiungimento delle quote per il diritto a pensione, si procede agli arrotondamenti per le frazioni di anno superiore a sei mesi. Esempio: 95, 7 si arrotonda a 96?

    Commento di Antonio | 16/11/2012 | Rispondi

    • NO questo poteva avvenire e solo per alcuni pubblici dipendenti per le contribuzioni acquisite fino al 31.12.1992; Oggi il massimo di arrotondamento, ma bisogna vedere di quale attività è svolta, è di 15 giorni, nel senso che 6 mesi e 16 giorni diventano 7 e 6 mesi e 15 giorni rimangono 6.
      Ai fini delle quote, come dal Suo esempio, la cosa è più complessa:
      – i 40 anni di anzianità contributiva sono ancora arrotondabili a 39 anni, 11 mesi e 16 giorni;
      – i 35 anni di anzianità contributiva, da utilizzare congiuntamente al requisito anagrafico, sono arrotondabili a 34 anni, 11 mesi e 16 giorni soltanto per requisiti maturati entro il 30.6.2009 (58 anni di età e 35 di contribuzione);
      – i 35 anni di anzianità contributiva, da utilizzare congiuntamente al requisito anagrafico e alla cosiddetta “quota” per diritti maturati a partire dall’1.7.2009, devono essere maturati pienamente e non sono più arrotondabili a 34 anni, 11 mesi e 16 giorni;
      – le quote introdotte a partire dall’1.7.2009 devono essere maturate pienamente e non sono assoggettate ad arrotondamenti.

      Commento di previdenza | 22/11/2012 | Rispondi

  146. Il 27 maggio 2010 ho presentato domanda fornendo all’Inps tutta la documentazione richiesta, compreso il mio cud aziendale 2010 per redditi 2009 che ammontava a 13,065,51.
    Nel mese di giugno 2010 sono stata chiamata dall’inps per passare la visita che ha accertato la mia inabilità, il 18 giugno 2010 ricevo comunicazione tramite raccomandata che la mia richiesta è stata accolta e che tale importo 460,97 è comprensivo di integrazione al minimo in base ai redditi posseduti. Per gli anni successivi 2011 e 2012 ho sempre fatto la dichiarazione dei redditti presentando il 730 congiunto.Ad ottobre 2012 ricevo comunicazione dall’inps che devo restituire le somme percepite.Nel prospetto che mi è stato inviato vengono richieste le somme per il 2010,2011 e 2012 per un importo di euro 11,895,62, non credo di aver omesso informazioni nella documentazione fornita,chi ha sbagliato?posso fare un ricorso?posso sperare in una ricostituzione del debito?
    Grazie
    Gabriella

    Commento di gabriella | 27/11/2012 | Rispondi

    • Nel presentare la domanda di assegno e/o pensione Lei ha anche autocertificato il reddito presunto del 2010 (quello 2009 era solo di orientamento); a fine anno (io consiglio sempre di farlo subito) e comunque a giugno 2011, nel caso il reddito presunto fosse risultato significativamente diverso da quello reale, aveva l’obbligo di comunicarlo all’Istituto.
      La dichiarazione del reddito fatta negli anni 2011 e 2012 sono rispettivamente relative ai redditi 2010 e 2011; quindi l’Istituto solamente nel 2011 è venuto a conoscenza del reddito reale 2010 ecc…; In questa situazione – se ho ben compreso i fatti – l’Istituto ha tempo fino alla fine del corrente anno per chiedere la restituzione di quanto indebitamente riscosso; cosa che ha fatto tempestivamente.
      Mi sembra quindi che non sussistano presupposti per opporsi alla deliberazione dell’INPS; potrà certamente chiedere di rateizzare il debito, anche mediante trattenuta diretta sulla pensione.

      Commento di previdenza | 27/11/2012 | Rispondi

  147. roberto dal 2008 risultato positivo al papopavirus bk-jc diagnosi di leucoencefalite progressiva con eschemia e perdita del campo visivo sinistro entrambe occhi e nel 2009 infarto mediocardio con step arterie è possibile che inps non mi riconosca inabilita ditemi voi come devo comportarmi grazie

    Commento di roberto | 14/12/2012 | Rispondi

    • Mi dispiace, ma non sono un medico e non posso esprimere nessuna valutazione in proposito. Il consiglio è di farsi aiutare da un patronato della Sua città che è convenzionato con medici competenti in materia.

      Commento di previdenza | 14/12/2012 | Rispondi

    • fai il ricorso presso un patronato !!

      Commento di Anonimo | 17/12/2012 | Rispondi

  148. salve sono un bracciante agricolo di 60 anni,ho presentato domanda di pensione ordinaria di inabilita’ e mi é stato risposto con questa comunicazione:

    Non sono risultate infermita’ tali da determinare una assoluta e permanente impossibilita’
    a svolgere qualsiasi attivita’ lavorativa (art. 2 della legge 12 giugno 1984, n.222). E’
    stata invece riconosciuta la riduzione a meno di un terzo della capacita’ di lavoro in
    occupazioni confacenti alle attitudini personali, in relazione alla richiesta di assegno
    di invalidita’ da lei presentata in via subordinata (art.1 della legge 12 giugno 1984, n.
    222).Per la definizione della predetta richiesta di assegno di invalidita’ e’ in corso
    l’accertamento dei requisiti assicurativi e contributivi.

    qualcuno saprebbe aiutarmi nel capire cosa mi é stato e non riconosciuto e cosa avrò?
    ringrazio vivamente e applaudo a questo sito e forum molto disponibile e esauriente nelle risposte.

    Commento di mario | 18/12/2012 | Rispondi

    • è stato riconosciuto il diritto all’assegno di invalidità che ha durata di 3 anni, l’importo sarà pari a quanto spetta sulla base degli anni di contribuzione senza maggiorazioni, prima della scadenza dei tre anni potrà chiedere conferma ulteriore. In questo periodo può seguitare l’attività lavorativa; anzi questo è consigliabile perché non si tratta di pensione definitiva, ma sempre soggetta a verifica.

      Commento di previdenza | 19/12/2012 | Rispondi

      • grazie di cuore previdenza risposta al quanto esaudiente,calcolando che ho 30 anni di contribuzione sempre da bracciante agricolo,saprebbe dirmi circa che importo potrei avere?

        Commento di Anonimo | 19/12/2012

      • grazi di cuore risposta al quanto esaudiente,un ultima domanda calcolando che ho 30 anni di contribuzione sempre da bracciante agricolo,saprebbe dirmi circa che importo posso avere?visto che E’
        stata invece riconosciuta la riduzione a meno di un terzo della capacita’ di lavoro in
        occupazioni confacenti alle attitudini personali.
        cordiali saluti

        Commento di mario | 19/12/2012

      • Per il calcolo servono molti dati che non è possibile ottenere in questo modo: l’INPS non dovrebbe tardare molto e comunque il patronato può fare il conteggio facilmente

        Commento di previdenza | 21/12/2012

  149. Salve ,sono un Ispettore Capo PS dispensato dal servizio nel 2009 per fisica inabilità,e tuttora pensionato INPDAP con una pensione di circa il 60% dello stipendio che percepivo durante il servizio.Sono stato ritenuto inidoneo al servizio ma idoneo al transito in altre amministrazioni dello stato;eventualità che non ho accettato per la distanza .Per quanto sopra ho immediatamente proposto ricorso al TAR emilia romagna e sono in attesa di udienza.Il mio quesito è il seguente:nella mia attuale posizione,visto la notevolissima penalizzazione economica e tenuto conto che la mia messa in quiescenza non è stata da me assolutamente richiesta,posso esercitare altra attività lavorativa emettendo regolare fattura e pagando tutte le imposte del caso?Se la risposta dovesse essere negativa ,cosa che vista la assurdità della questione non mi auspico,quali sono le eventuali sanzioni e gli eventuali rischi?E’ possibile che in questo contorto paese se un cittadino vuole regolarmente pagare le tasse si veda costretto a lavorare in nero?grazie per la risposta che attendo da qualqualcuno molto inforato perche la confucsione su questo argomento,credetemi, è davvero stupefacente.

    Commento di carlo | 19/12/2012 | Rispondi

    • Le quote di pensione “eccedenti l’ammontare corrispondente al trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (circa 495 € nel 2013), non sono cumulabili con i redditi da lavoro dipendente ed autonomo nella misura del 50 per cento fino a concorrenza dei redditi stessi.” Non c’è nessun divieto all’esercizio di una attività, è prevista una limitazione dell’importo qualora il reddito da lavoro superi l’importo del trattamento minimo.
      L’ulteriore contribuzione potrà far conseguire una ulteriore pensione.
      Per la parte fiscale, che non è di mia competenza, è certo che il reddito da pensione si andrà a cumulare con quello da lavoro per determinare l’aliquota fiscale.

      Commento di previdenza | 22/12/2012 | Rispondi

  150. grazie per la celere ed esaustiva risposta ma non le sembra che contrasti con quanto descritto al punto 8 del presente paragrafo dove si dice che il pensionato inabile INPDAP in caso di ripresa di nuova attività lavorativa, dipendente o autonoma ,successiva alla decorrenza della pensione, perde il diritto alla pensione di inabilità?
    mi scuso per il disturbo ma forse ho capito male io.

    Commento di carlo | 22/12/2012 | Rispondi

    • Nel suo caso sono previste due forme di inabilità; quella illustrata nell’articolo che è incompatibile è quando la Commissione dichiara che il lavoratore è inabile a qualsiasi attività lavorativa; da quanto mi ha scritto a Lei è stato riconosciuta l’inidoneità al servizio: è altra cosa.

      Commento di previdenza | 23/12/2012 | Rispondi

  151. ok grazie mille e buon natale

    Commento di carlo | 24/12/2012 | Rispondi

  152. o 62 anni con 35 anni di contributi sono affetto da f. atriale cronica o una 60 di g.g. di malattia o paura di un licenziamento potrei andare in pensione per questa malattia ? in altro caso mi possono licenziare o intenzione di riprendere il lavoro al piu presto

    Commento di antonio | 06/01/2013 | Rispondi

    • Purtroppo non potrò rispondere in modo esauriente: c’è la possibilità di ottenere una prestazione di invalidità (va fatta domanda all’INPS su appositi moduli tramite il medico e il patronato o l’INPS stesso), ma non sono medico e non sono in grado di esprimermi circa la percentuale di invalidità che potrebbe essere riconosciuta; posso solo consigliare di segnalare al medico tutti i disturbi, anche quelli di minore importanza.
      I contratti di lavoro – ma questo lo sa meglio il sindacato – in generale prevedono la possibilità di essere in malattia per 6 mesi prima del licenziamento per malattia.

      Commento di previdenza | 07/01/2013 | Rispondi

  153. GRAZIE

    Commento di antonio | 08/01/2013 | Rispondi

  154. Salve,sono elena di 48 anni,ho lavorato come colf (25 ore sett.)99dal 1997 fino ad aprile 2012, in seguito per motivi di salute ho dovuto lasciare il lavoro,mi è stato consigliato di presentare domanda di pensione d’invalidità sussistendone i requisiti .Vorrei sapere cortesemente se l’ importo liquidato ,che in base ai contributi è poco,verrà integrato al minimo o percepirò solo il risultante dal calcolo contributivo.Grazie per la gentile risposta,affettuosi saluti

    Commento di Elena | 14/01/2013 | Rispondi

    • Se non può far valere contribuzione anteriore al gennaio 1996 (neppure un accredito figurativo per maternità extralavoro) l’importo della pensione o dell’assegno di invalidità non potrà essere integrato al minimo.

      Commento di previdenza | 15/01/2013 | Rispondi

      • Prima del 1996 posso far valere 13 sett.come lavoro dipendente versati nel 1984 seguiti da 51 sett. di contribuzione figurativa,ho solo quello magari potessero bastare…posso sperare?Grazie, cordiali saluti

        Commento di Elena | 15/01/2013

    • In teoria il diritto al trattamento minimo è previsto; in pratica va verificato il reddito personale e dell’eventuale coniuge. Il limite personale è, quest’anno 6.440 €, quello coniugale 12.881 €

      Commento di previdenza | 16/01/2013 | Rispondi

  155. Salve,
    dal gennaio 2012 ero titolare di pensione di inabilità in quanto invalido con totale e permanente inabilità lavorativa (100%).
    Nel verbale di accertamento (di accoglimento) di detta visita la data di revisione indicata è novembre 2012, mentre in realtà sono stato convocato a visita per la verifica della permanenza dei requisiti sanitari nell’agosto 2012, ossia ben 2 mesi prima della data indicata dall’INPS nel primo verbale. Preciso che in sede di revisione mi è stato revocato il beneficio di legge.
    Può la convocazione anticipata rispetto a quanto indicato nel primo verbale essere motivo di contestazione per me in sede giurisdizionale?
    vi saluto caramente, grazie per l’ottimo servizio reso ai cittadini

    Commento di Oreste | 15/01/2013 | Rispondi

    • Tutte le prestazioni di invalidità sono soggette a possibile verifica da parte dell’Istituto in ogni momento fino al compimento dell’età pensionabile. Non è simpatico che questo avvenga quando già una scadenza è fissata ma l’unica contestazione possibile rimane quella sulla sostanza del fatto: se è o no vero che l’invalidità è ridotta.

      Commento di previdenza | 16/01/2013 | Rispondi

  156. ai dottori che visitano gli invalidi e vanno sempre con lidea che una truffa quando i documenti parlano vi auguiro di essere un giorno nella stessa posizione di tutti quegli sventurati che visitate e dover andare a lavorare con tutti quei dolori e quelle sofferenze che anno i poveri invalidi cosi capireste cosa significa lavorare con problemi di salute per poter portare un po di pane ai propi figli

    Commento di checco | 17/01/2013 | Rispondi

    • Comprendo lo sfogo, ma dobbiamo anche ricordare che, per la valutazione di invalidità spesso la legge prevede che siano applicate tabelle anche rigide che non dipendono da loro; abbiamo bisogno di medici onesti, che ci sono, anzi credo siano l’assoluta maggioranza.

      Commento di previdenza | 18/01/2013 | Rispondi

  157. chiedo gentilmente dopo aver sentito da circa 2 mesi e più una decina di patronati l’ultimo stamattina a l’go argentina, roma un quesito e cioè: a mio marito ke percepisce un’assegno x l’invalidità civile e inabilità al lavoro al 100% con accompagno è arrivat ad ottobre 2012 un indebito di circa 2000 euro da restituire all’inps. motivazione dell’inps di appartenenza e cioè monterotondo comune di roma ke si è superato nel 2010 il reddito perchè dicono la prima casa fa reddito abbiamo solo questa dal 1998 e io in quanto coniuge nn ho reddito. il patronato ultimo dopo aver contattato l’inps telefonicamente ci ha fatto la ricostituzione dal 2009 al 2013. Ieri mattina il postino mi ha recapitato un’altra lettera da parte dell’inps con un’altro addebito di 10.000 euro stavolta. Ci siamo precipitati al patronato ma questo ci dice dopo diverse telefonate fatte swpre all’inps dove una persona rispondeva appunto al quesito ke vi porgo adesso io la prima casa fa reddito? siccome l’ultima risposta la più autorevole secondo il patronato diceva che si fa reddito. vi prego di darmi una risposta vera ed ufficiale, in base alla quale devo fare causa all’inps a mie spese. grazie loredana

    Commento di loredana scoccimarro | 21/01/2013 | Rispondi

  158. aggiungo sempre forse è importante x darmi una risposta chiara e ufficiale ke da anni anche prima del 2009 i modelli red nn hanno avuto differenze la situazione economica purtroppo è sempre quella con due figli studenti alle superiori. cordiali saluti loredana

    Commento di loredana scoccimarro | 21/01/2013 | Rispondi

    • La più recente disposizione che io conosco in tema è contenuta nel Messaggio INPS del 21 set 2005 n. 31976: “In risposta al quesito inoltrato da questa Direzione in data 26 maggio 2003 e sulla scorta di parere della Ragioneria Generale dello Stato, emesso con nota n. 145435 del 27 dicembre 2004, il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento dell’Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi del Tesoro – Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro, con nota prot. n. 70042 del 22 marzo 2005, HA RIBADITO LA NECESSITA’ DI CONSIDERARE IL REDDITO DERIVANTE DALLA CASA DI ABITAZIONE AI FINI DELL’ACCESSO AL DIRITTO A PENSIONE DI INVALIDITA’ CIVILE.”
      Fino ad oggi non influisce in alcun modo l’eventuale reddito del coniuge e la situazione lavorativa o di studio dei figli.

      Commento di previdenza | 22/01/2013 | Rispondi

  159. sono cardiopatica , usufruisco della legge 104 con i 3 gioni e il mio medico mi ha consigliatodi chiedere al pensione di inabilità legge 335 siccome le mie condizioni di salute sono molto gravi, sono dipendente delle poste e sono andata a diversi patronati ma nessuno mi ha dato una risposta eseuriente, ma come devo fare e quale iter devo seguiure per ottenere l’inabilita grazie

    Commento di paola pello | 15/02/2013 | Rispondi

    • La domanda (che ha valore sia per la valutazione ex l. 335/95 che per le altre forme di invalidità) deve essere presentata tramite la sua amministrazione e, per copia all’Istituto previdenziale. L’amministrazione dovrà disporre per la visita medica di controllo; la vera domanda di pensione sarà da presentare solo dopo la valutazione della Commissione sanitaria.
      Per la domanda serve il certificato medico su modulo specifico.
      La funzione prima del patronato è la tutela delle invalidità: cerchi un altro patronato.

      Commento di previdenza | 16/02/2013 | Rispondi

  160. sono un dipendente pubblico su mia richiesta ho chiesto la pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa, ma sono stato riconosciuto inabile al proficuo lavoro Vi chiedo si puo richiedere il ricorso ? se si quanti giorni ho?

    Commento di antonio | 18/02/2013 | Rispondi

    • La domanda di invalidità dei pubblici dipendenti è, in realtà, una doppia domanda:l’accertamento dello stato di inabilità e della sua gravità e la vera e propria domanda di pensione.
      Per la prima parte – quella che Lei vorrebbe contestare – certamente è possibile ricorrere, ma è materia contratto di lavoro; non è il mio ambito di competenza;
      Per la successiva parte pensionistica praticamente non ci sono termini di scadenza per un eventuale ricorso.

      Commento di previdenza | 19/02/2013 | Rispondi

  161. salve, una domanda…………..sono in attesa di pensionamento per inabilita’ a qualsiasi proficuo lavoro, ho 32 anni di contributi e 58 di eta’, è possibile sapere a quanto ammonta la mia pensione?
    grazie saluti Patrizia

    Commento di patrizia | 24/02/2013 | Rispondi

    • Il calcolo è complesso e richiede molti dati: non è possibile rispondere correttamente.

      Commento di previdenza | 25/02/2013 | Rispondi

  162. Salve sono un 40 enne, dipendente pubblico ospedaliero assunto in legge68/99, sono affetto da sindrome delirante cronica grave invalido civile al 100%, con legge 104 personale in condizione di gravità, vorrei chiedere la legge335 perchè non riesco più ha lavorare pensate me la concedano ? l’ufficio giuridico della mia azienda mi ha detto che avendo maturato 15 anni di lavoro non servono più i 3 anni negli ultimi 5 per aver diritto alla pensione e vero questo ? pensate sia meglio mi porti un medico ad assistermi durante la visita ?
    grazie

    Commento di mirko | 23/03/2013 | Rispondi

    • Nel Suo caso esistono tre tipi di pensione di inabilità:
      – quella alle mansioni del Suo profilo professionale per la quale, oltre al riconoscimento di invalidità serve anche un periodi di servizio di almeno 19 anni 6 mesi e 1 giorno (20 anni);
      – quella assoluta e permanente a proficuo lavoro per la quale, oltre al riconoscimento di invalidità serve anche un periodi di servizio di almeno 14 anni 6 mesi e 1 giorno);
      – quella ex lege 335.
      Il Suoi probelma contributivo riguarda esclusivamente il primo tipo di invalidità, perché non ha i 20 anni di contribuzione. Essendo in servizio non ha neppure il problema di avere 2 anni di contribuzione negli ultimi 5, requisito che è previsto esclusivamente per l’ultima forma di inabilità.
      Nel presentare domanda per l’inabilità ex lege 335 la Commissione esamina anche la situazione alla luce delle altre due forme di inabilità.
      Alla visita medica è’ certamente utile la presenza di un medico di fiducia e che però conosca la materia previdenziale.

      Commento di previdenza | 25/03/2013 | Rispondi

  163. La ringrazio intanto per avermi risposto, quindi se ho capito bene anche se non ho i 3 anni negli ultimi 5 ma avendone 15 di contributi ed essendo che sto lavorando non ho più l’obbligo di averli e giusto ? lei sa consigliarmi in Viareggio ho in firenze uno psichiatra che conosce la materia previdenziale ? mirkolupetto@hotmail.com Grazie

    Commento di mirko | 25/03/2013 | Rispondi

    • Mi rendo conto che la materia è più complessa di quanto possa essere detto in poche righe; ci sono molti aspetti da valutare compresa l’entità della pensione che potrà essere pagata e che certamente non sarà elevata.
      La cosa migliore è di farsi aiutare da un buon patronato della Sua città; i patronati sono convenzionati con medici che conoscono la materia oppure sanno indirizzare a qualche professionista esterno.

      Commento di previdenza | 27/03/2013 | Rispondi

  164. Ora sono in agitazione, pultroppo dove abito io il caff non e molto preparato ed io non mi fido di loro, l’azienda mi aveva detto che se vengo dichiarato totalmente in’abile avendo 40 anni di età avrò un bonus di 20 anni fino ai 60, più i 15 che ho maturato vado coi 35 anni e vero e sbagliato ? quanto potrebbe essere la somma che percepirò ? Grazie Mirko

    Commento di mirko | 27/03/2013 | Rispondi

  165. Insieme a questa pensione si può prendere anche quella del 100% e dell’accompagnamento ? Grazie Mirko

    Commento di mirko | 27/03/2013 | Rispondi

    • IL CAF FA UN ALTRO LAVORO: CERCHI UN PATRONATO ANCHE SE NON VICINISSIMO A CASA. RIPETO CHE LA SUA SITUAZIONE DEVE ESSERE ESAMINATA E SPIEGATA IN UFFICIO.
      L’indennità di accompagnamento è compatibile, quindi può essere pagata anche in aggiunta alla pensione contribiutiva.

      Commento di previdenza | 28/03/2013 | Rispondi

  166. Sono dipendente FS
    Ho fatto domnda di Inabilità all’INPS che l’ha girata alla Direzione Sanitaria FS per eseguire i dovuti accertamenti medici indicando esplicitanmente che “Ai sensi del D.M. 187/97 e della legge sulla tutela della privacy, il referto di visita medica collegiale dovrà essere trasmesso unicamente a questa sede titolare dei conseguenti atti amministrativi e non al datore di lavoro”
    La Direzione Sanitaria FS ha trasmesso l’esito della visita direttamente al datore di lavoro che ora intende licenziarmi.
    L’INPS mi aveva garantito invece che la decisione finale (se comunicare o menol’inabilità al datore di lavoro) spettava a me
    Dov’è la verità? Come devo regolarmi?

    Commento di Massimo | 03/04/2013 | Rispondi

  167. L’Art. 3 del DM 187/97 – Presentazione e contenuto della domanda stabilisce che ” La domanda e’ presentata, per il tramite dell’ufficio presso il quale il dipendente o ex dipendente presta o ha prestato l’ultimo servizio, alla amministrazione o ente competente alla liquidazione dei trattamenti pensionistici ordinari, con allegato un certificato
    medico attestante lo stato di inabilita’ assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attivita’ lavorativa.”
    e l’Art. 7. – Risoluzione del rapporto di lavoro e armonizzazione degli accertamenti sanitari – aggiunge “L’amministrazione o l’ente, ricevuto l’esito degli accertamenti sanitari di cui all’articolo 6 attestante lo stato di inabilita’ assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attivita’ lavorativa, provvede alla risoluzione del rapporto di lavoro del dipendente, ovvero agli adempimenti occorrenti se la risoluzione del rapporto di lavoro e’ gia intervenuta.

    Le cose non mi sembra che stiano come aveva promesso l’INPS. l’unica possibilità – se intende mantenere il servizio – è di contestare il verbale della Commissione.

    Commento di previdenza | 05/04/2013 | Rispondi

  168. Sono un medico dipendente del SSN di 58 anni con 38aa e 6m di contribuzione INPDAP. Dal mese di novembre sono assente dal servizio per infortunio sul lavoro con l’Inail per il perdurare dello stato di compromissione psico-fisica conseguente il violento trauma, legato anche alle particolari pecularietà del mio ambito specialistico. Considerato che non mi sento più in grado di svolgere il mio lavoro con la sicurezza e la serenità che mi hanno sostenuto fino all’evento violento subito, posso inoltrare la domanda di pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro presso la mia Azienda Sanitaria nonostante sia ancora in malattia con l’Inail o devo aspettare prima la risoluzione della pratica medica d’infortunio?
    Ringraziandola anticipatamente per la risposta, complimenti per il blog Clara55

    Commento di Clara55 | 12/04/2013 | Rispondi

    • La domanda può essere proposta; Consideri però che la Commissione sanitaria deve valutare la capacità di proficuo lavoro non in quanto inabilità assoluta temporanea, ma quando la situazione si è stabilizzata e cioè quando l’inabilità sia ritenuta permanente. La Sua domanda cita in modo esatto una forma di possibile pensionamento per inabilità, ma ricordo che la richiesta in realtà si sviluppa in due fasi: nella prima la Commissione esprime una valutazione sulla sussistenza dei requisiti per tutte le possibili forme di pensionamento, tra cui anche quella per pensione per causa di servizio (sulla base di quanto scrive potrebbe essere il Suo caso) ed anche sulla idoneità al servizio; la seconda fase è conseguente alle valutazioni della Commissione e si attua eventualmente la vera e propria domanda di pensione.

      Commento di previdenza | 14/04/2013 | Rispondi

      • Grazie per la esauriente e tempestiva risposta!
        Una curiosità ma la pensione per causa di servizio non è stata recentemente abolita, come da informazioni ricevute?Inoltre Le chiedo: la mia pensione, se assegnatami in caso di accertata inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro, verrà calcolata sugli anni di contribuzione maturata senza alcuna penalità economica?
        Distinti saluti Clara55

        RISPOSTA
        – Si la pensione per causa di servizio è stata abolita, esistono alcune forme di salvaguardia ma effettivamente non possono riguardare il Suo caso;
        – la pensione per inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro non subisce penalità.

        Commento di Clara55 | 15/04/2013

  169. buongiorno,sono un ex assistente della polizia di stato,cessato dal servizio per inidoneità attitudinale,ho fatto domanda per avere la pensione di infermità,in quanto la circ.inpdap nr.6 del 23.03.2005 equipara la infermità alla inattitudine al servizio di polizia,ne ho diritto a questa pensione? grazie

    Commento di umberto | 01/05/2013 | Rispondi

    • Non sono certo di aver compreso la domanda. La circolare cui Ella fa riferimento è semplicemente l’atto di presa in carico da parte dell’INPDAP della gestione delle pensioni erogate agli agenti di polizia non è una circolare che apporta novità rispetto ad interpretazioni né dia attuazione a nuove norme di legge. L’unico riferimento che vi si trova è il seguente: “Nell’ipotesi in cui detto personale cessi dal servizio per carenza dei suddetti requisiti (sanitari), si applicano le medesime disposizioni vigenti per il personale dispensato dal servizio.”
      Per il diritto alla pensione di inabilità rimane necessario dimostrare l’inabilità a qualsiasi lavoro e la domanda deve essere stata presentata almeno entro 2 anni dalla cessazione del servizio.

      Commento di previdenza | 02/05/2013 | Rispondi

  170. ringrazio per la risposta,ma la circolare dice per carenza dei requisiti psico-fisici(sanitari) e attitudinali,quindi anche la perdita del requisito attitudinale di cui devono essere in possesso gli agenti di polizia dovrebbe dare diritto alle stesse disposizioni vigenti per il personale dispensato dal servizio,su questo ho in atto un ricorso al comitato di vigilanza inps che non ha risposto ancora,lei cosa ne pensa? grazie anticipatamente.-

    Commento di umberto | 02/05/2013 | Rispondi

  171. inoltre volevo aggiungere che conosco un collega di napoli che è stato mandato in pensione sulla base di questa circolare,mentre a me a lucca la dirigente inpdap locale ha rigettato costringendomi a fare ricorso a roma,ma non dovrebbe essere uguale l’italia?

    Commento di umberto | 02/05/2013 | Rispondi

    • Anche se i casi sono simili sono tante le possibili variabili che possono intervenire che, non è quasi mai possibile considerarli come precedenti.
      E’ in atto un ricorso al Comitato Vigilanza che però non credo risponderà.
      Nel merito: ho fatto ricerche, ma non saprei cosa aggiungere; ipotizzo solo che non si tratti di una diversa prestazione per infermità, ma del diritto a scatti di anzianità o altra indennità e, se così fosse, non si tratterebbe di materia previdenziale, ma siandacale e non di mia competenza.

      Commento di previdenza | 05/05/2013 | Rispondi

  172. Salve, sono una dipendente statale attualmente in malattia di’ufficio, alla prossima visita mi verrà confermata l’inidoneità al servizio, legge 335 non richiesta dalla sottoscritta ma riconosciuta dalla commissione. Saprebbe dirmi se questo mese percepirò ancora lo stipendio con calcolo fino al presunto ultimo giorno di servizio? Inoltre vorrei sapere sempre se è possibile i tempi di attesa per la pensione e liquidazione.
    ringrazio anticipatamente .

    Commento di laura | 07/05/2013 | Rispondi

    • Le questioni relative allo stipendio sono di natura sindacale e non previdenziale, ma per me è certo che fino all’ultimo giorno di servizio deve essere corrisposto lo stipendio. Sui tempi di liquidazione non è possibile dare una indicazione esatta: dipende dalla efficienza della sede locale INPDAP, ma anche dalla completezza e regolarità della situazione contributiva. Non credo che il pagamento sarà immediato nel mese successivo, ma nella media dovrebbe tardare molto di più.

      Commento di previdenza | 08/05/2013 | Rispondi

  173. salve, sono una collaboratrice scolastica in servizio da circa 18 anni nella scuola.
    A giorni, la cmo dovrà giudicarmi idonea o non idonea al servizio.
    In caso di non idonietà, decisione probalile viste le mie patologie, con 18 anni di contribuzione mi spetta una forma di pensione? e di quanto?
    anticipatamente ringrazio.

    Commento di Dora | 13/05/2013 | Rispondi

    • Sia che venga riconosciuta la totale inabilità a qualsiasi attività lavorattiva sia che venga riconosciuta una inabilità al servizio gli anni di servizio sono sufficienti a far maturare il diritto a pensione.
      E’ invece impossibile quantificare l’importo di pensione che, nel caso sia riconosciuta la prima forma di invalidità andrà maggiorata anche della quota corrispondente agli anni mancanti al raggiungimento dei 60 di età e non mi è chiaro se l’inizio della contribuzione sia anteriore (sistema di calcolo misto) o successivo al 31.12.1995 (solo contributivo).

      Commento di previdenza | 14/05/2013 | Rispondi

      • il 1998 sono passata di ruolo effettivo. grazie per la risposta.

        Commento di Dora | 15/05/2013

  174. Salve, sono un ex dipendente pubblico collocato in pensione per inabilità al proficuo lavoro da circa 2 anni e mezzo. Prima che scadessero i 2 anni, a seguito di una nuova patologia invalidante, ho inoltrato una nuova domanda per il riconoscimento della totale inabilità ad ogni attività lavorativa ai sensi dell’art 2 della legge 335/95. Il quesito che pongo è il seguente: nel caso dovessero riconoscermi tale inabilità, considerato che sono andato in pensione col sistema retibutivo, all’età di 56 anni e mezzo circa e con 37 anni e 3 mesi di servizio, quali sarebbero i benefici previdenziali ai fini del ricalcolo della pensione?
    Grazie

    Commento di Ciro | 29/05/2013 | Rispondi

  175. Nel settore pubblico, chi va in pensione di anticipo, poichè è stato dispensato dal servizio per inidonetà, subisce le penalità della riforma fornero?Grazie

    Commento di Greg. | 02/06/2013 | Rispondi

  176. Se la domanda si riferissce alla penalizzazione prevista per chi non ha raggiunto l’età di 62 anni, la risposta è negativa: la riforma non modifica in nulla l’importo delle prestazioni di invalidità. La riforma incide però ugualmente perché tutta la contribuzione successiva al 2011 è valutata col sistema di calcolo contributivo.

    Commento di previdenza | 03/06/2013 | Rispondi

  177. Buongiorno, chiedo venia, ripropongo il quesito che ho scritto il 29/05/2013: sono un ex dipendente pubblico dispensato dal servizio per inabilità al proficuo lavoro da circa 2 anni e mezzo. Prima che scadessero i 2 anni, a seguito di una nuova patologia invalidante, ho inoltrato una nuova domanda per il riconoscimento della totale inabilità ad ogni attività lavorativa ai sensi dell’art 2 della legge 335/95. Il quesito che pongo è il seguente: nel caso dovessero riconoscermi tale inabilità, considerato che sono andato in pensione col sistema retibutivo, all’età di 56 anni e mezzo circa e con 37 anni e 3 mesi di servizio, quali sarebbero i benefici previdenziali ai fini del ricalcolo della pensione?
    Grazie

    Commento di Ciro | 04/06/2013 | Rispondi

  178. Salve, sono un’ex-insegnante di 52 anni, in pensione di inabilità assoluta e permanente a seguito di domanda da me prodotta dopo una patologia oncologica dal 5/7/2010.
    Il 22 luglio dovrò sottopormi a visita di revisione presso la commissione medica di verifica del MEF di Firenze. Le mie condizioni di salute sono migliorate: posso chiedere di essere riammessa nei ruoli della Pubblica Istruzione?. Se non fosse possibile, e se la Commissione non mi riconfermasse il diritto alla pensione, quale sarà la mia sorte?
    Grazie

    Commento di Simonetta | 17/06/2013 | Rispondi

    • Il tema della eventuale riassunzione è di competenza sindacale, ma credo proprio che non sia possibile; presumo – anche se Lei non lo indica -che la pensione di cui è titolare sia per totale inabilità a qualsiasi lavoro ( legge 335/95); nella ipotesi che la Commissione accerti un miglioramento delle Sue condizioni di lavoro tale da far perdere il diritto a pensione andrà verificata la Sua situazione contributiva per il diritto alle altre forme di invalidità con perdita del diritto alla maggiorazione degli anni di servizio.

      Commento di previdenza | 18/06/2013 | Rispondi

  179. Salve sono un ex dipendente pubblico in pensione per inabilità al proficuo lavoro ,da circa 6 mesi, con 37 anni di contributi , con invalidita civile al 100 % ,adesso vi chiedo potrei fare l”aggravamento ? Che le condizioni di salute si sono aggravate?
    Grazie per la risposta

    Commento di Vittorio | 27/06/2013 | Rispondi

    • Non si tratta di unomanda di aggravamento, ma eventualmente di una domanda per un prestazione diversa, anche se sempre per invalidità. Effettivamente Lei è nei termini per poter chiedere lla pensione di inabilità a qualsiasi attività lavorativa (legge 335 commentata nell’articolo). Per la domanda è necessario far compilare dal medico un certificato su apposito modulo.

      Commento di previdenza | 28/06/2013 | Rispondi

  180. salve,mi hanno riconosciuto la pensione di inabilità inps per totale inabilità al lavoro invalidità al 100% dal 2010,volevo sapere se questa pensione per la sua erogazione è legata a qualche tipo di reddito indiretto (nn lavorativo) personale tipo rendita finanziaria bot,btp,titoli bancari vari ,lo dico xhè di recente ho avuto un’eredità cospiqua e mi chiedevo se potrebbero togliermi la pensione di inabilità inps per via di questa eredità,poi volevo anche sapere se dovessi andare a vivere all’estero questa pensione mi possa essere tolta xchè è legata alla residenza nel territorio italiano per poterla avere, nello specifico dell’inps nn è citato ne tetto reddito di qualsiasi reddito indiretto ne obbligo di residenza in italia ed in effetti l’inps nn mi ha mai sottoposto la dichiarazione red pechè credo che questo tipo di pensione nn sia legata ad altri redditi personali diversi,grazie per la risposta.

    michele

    Commento di michele | 30/06/2013 | Rispondi

    • 1. il diritto alla pensione di inabilità può essere perso solamente se le condizioni sanitarie risultassero migliorate tanto da far recuperare la capacità di lavoro, oppure nel caso di ripresa di una qualsiasi attività lavorativa; questo fino all’età pensionabile che ora è di oltre 66 anni;
      2. l’importo della pensione di inabilità può essere ridotto per superamento del limite personale e coniugale di reddito per aver diritto al trattamento minimo che è pari a 495 € mensili nel 2013 (indicativamente 12.881 € e 32.202 nel 2013); a questo fine si considerano solamente i redditi relavanti ai fini Irpef e, quindi non interessi Bot ecc…
      3. nel caso di trasferimento all’estero rimane il diritto alla pensione di inabilità, rimane l’obbligo di sottoporsi a visita medica di controllo, nel caso l’Istituto lo ritenga necessario.

      IL PUNTO 2. NON LA RIGUARDA PERCHE’ – come mi ha specificato ora – L’IMPORTO DELLA SUA PENSIONE E’ SUPERIORE AL TRATTAMENTO MINIMO

      Commento di previdenza | 01/07/2013 | Rispondi

      • bungiorno,la ringrazio per il tempestivo intervento e vi faccio i miei complimenti per l’ottimo servizio reso il quale risulta molto più pratico e funzionale sia del patronato che del numero dedicato inps e se devo essere sincero anche recandosi di persona all’inps vige un po avunque una gran confuzione dove purtroppo si trova molto spesso personale incompetente che fornisce risposte inesatte e a volte totalmente sbagliate ,tornando alla mia situazione nn mi è chiaro nella sua risposta solo il passaggio a cui fa riferimento al tetto massimo del reddito irpef personale e coniugale per il superamento ai fini del trattamento minimo della pensione ,nel mio caso nn essendo coniugato quindi l’unico mio reddito personale irpef è solamente la pensione stessa di inabilità il cui l’ammontare lordo della stessa per il 2013 è di 1050 x 13 mensilità ,nn percepisco ne trattamento al minimo e ne invalità civile di 256,00 e nessun altro sussidio come accompagno ecc… tante grazie e continuate con questo magnifico servizio,saluti

        michele

        Commento di michele | 01/07/2013

  181. salve ,potete aiutarmi per favore a capire …mia madre vedova di 63 anni è ricoverara in una rsa ed è totalmente paralizzata, tutto quello che percepisce dall’inps serve a pagare la retta di 1591 mensili della rsa ,mia madre percepisce reversibilità di 760 ,00 netti mensili invalidità civile di 275, netti mensili e indennità accompagno di 499,00 netti essendo ricoverara in rsa tutti gli anni fa la dichiarazione 730 per il recupero delle spese sanitarie ,a sua volta l’inps manda la dichiarzione red da eseguire tramite un patronato xchè vuole sapere il totale dei redditi di mia madre oltre a quelli che dichiara nel 730 ,ora vi volevo gentilmente chiedere se in questa dichiarazione red vanno inseriti anche redditi da capitale tipo bot,titoli bancari ,conti correnti in pratica l’ammontare del valore che mia madre ha in banca va dichiarato nel red e per voi questi importi quanto possono influire a determinare che nn abbia più diritto alla invalidità civile di 275 ,00 mensili che ha un limite di reddito di 16127 , vanno messi nel red solo per richiesta ma contano al conteggio per determinare l’invalidità civile solo i redditi irpef tipo la pensione di reversibilità unico reddito irpef,in pratica con quale proporzione incidono i redditi da capitale bot ,titoli bancari ,conti correnti sul medello red ai fini per calcolare se ha diritto all’invalidità civile di 275 unica prestazione a rischio per il superaemnto del tetto di 16127.tante grazie

    Commento di elisa | 16/07/2013 | Rispondi

    • Probabilmente i modelli sono tre: il primo dovrebbe riguardare la pensione di reversibilità (perché potrebbero esserci riduzioni dell’importo se fosse titolare di altri redditi piuttosto consistenti eccc…) non dovrebbe essere compilato perché ha presentato la dichiarazione dei redditi; il secondo, che riguarda pe pensione di invalidità civile, deve essere compilato ed inviato perché vanno considerati anche redditi diversi rispetto a quelli Irpef ed in particolare GLI INTERESSI LEGALI derivanti dei redditi da capitale, che influiscono sul diritto alla suddetta pensione. Non quindi il capitale accantonato, ma gli interessi attivi; il terzo dovrebbe riguardare l’indennità di accompagnemento, a meno che non sia stata concessa di recente, perché vanno indicati eventuali ricoveri in struttura pubblica a titolo gratuito.

      Commento di previdenza | 17/07/2013 | Rispondi

  182. per essere più chiari chiedevo se mia madre deve fare il modello red per via di questa invalidità civile di 275, o serve per monitorare altre prestazioni tipo assegni famigliari ecc….grazie

    Commento di elisa | 16/07/2013 | Rispondi

  183. buongiorno rimangono le mie perplessità sul fatto che mia madre debba o no presentare il modello red ,la cosa buffa è che chiamando call center inps ,telefonando al patronato e recandosi all’inps ancora il dubbio permane ….questo è quello che ho trovato sul red :

    Il Modello RED è rivolto ai pensionati con:

    pensioni integrate al minimo;
    maggiorazione ed assegno sociale;
    trattamento di famiglia;
    incumulabiltà della pensione ai superstiti ed altre.
    L’Ente pensionistico interessato decide ogni anno le annualità oggetto di verifica.
    Il pensionato che riceve dall’Ente pensionistico interessato la richiesta di comunicazione dei dati per il Modello RED deve recarsi da un soggetto abilitato alla certificazione del reddito che sia convenzionato con l’Ente stesso (CAAF o CAF ed altri soggetti abilitati) per la verifica dei dati da comunicare e la compilazione della modulistica necessaria.
    Il soggetto abilitato (il CAAF o il CAF) deve stampare e consegnare al pensionato la dichiarazione Modello RED e deve inoltre trasmettere i dati delle dichiarazioni all’Ente per via telematica.
    I pensionati devono presentare il modello RED solo se in possesso di redditi che non devono essere dichiarati al fisco.

    La presentazione del mod. RED, pertanto, è obbligatoria se:

    il pensionato e/o i sui familiari sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (mod. 730 o mod. UNICO);
    hanno conseguito nell’anno 2010 redditi esenti dall’Irpef che non sono stati dichiarati con mod. 730 o mod. UNICO e che, però, sono rilevanti per stabilire il permanere del diritto ovvero stabilire l’esatto importo della prestazione riconosciuta dall’Inps.
    il pensionato non possiede altri redditi oltre la pensione.
    N.B.: Non deve essere presentata nessuna dichiarazione se la situazione reddituale del pensionato e quella degli eventuali familiari, per i quali è richiesta la dichiarazione, è stata integralmente dichiarata al fisco mediante il mod. 730 o il mod. UNICO.
    Documenti necessari per il modello RED:

    la lettera dell’Ente pensionistico interessato pervenuta con codice a barre allegato;
    dichiarazione dei redditi (Modelli 730 o UNICO) relativa all’anno della verifica reddituale;
    documentazione relativa agli interessi maturati su conti correnti bancari, postali, con BOT, CCT o altri titoli di stato;
    documentazione relativa ad eventuali redditi esenti ai fini IRPEF (pensioni invalidità civile, redditi esteri, ecc.);
    documentazione (CUD) relativa ad eventuali arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (TFR, liquidazioni, buonuscita, ecc.);
    eventuale certificato catastale per la prima casa, se non si è presentata dichiarazione dei redditi;
    importo delle eventuali quote di pensione trattenute dal datore di lavoro sugli assegni di invalidità (busta paga);
    certificazione relativa ad eventuali rendite erogate ai minatori in Belgio a seguito di malattia professionale o incidente sul lavoro;
    copia Codice Fiscale (anche per il coniuge e i figli se richiesto dal RED);
    copia Carta d’Identità dichiarante.

    quì invece c’e’ una tabella delle prestazioni inps e i relativi redditti da dichiarare per titpo di prestazione e nn vedo nessuna dichiarazione red per quello che percepisce mia madre,lo dico chiaramente xchè la cosa interessa direttamente mia madre avendo una consistenza detenuta in banca investita in titoli di stato che vorrei capire bene se deve dichiarare o no in base alle attuali regole ,per me da quello che ho letto attentamente da questi articoli mia madre nn deve fare la dichiarazione red ma essendo chiaramente più competenti mi rivolgo gentilmente a voi per risolvere questo quesito che a mia madre cambierebbe la situazione xchè rischia che gli tolgano l’invalidità civile di 275 che gli è vitale per contribuire alla retta della struttura dove è ricoverara,grazie per la conferma.

    saluti

    elisa

    Commento di elisa | 17/07/2013 | Rispondi

  184. Sono coll.scolastica ,già nel 2001 ho passato visita medico collegiale e a tutt’oggi sono a mansioni ridotte.
    visto che la mia situazione di salute è precaria ho rotto v metatarso con complicanze di trombo flebiti, rottura di corno posteriore menisco mediale con ginocchio valvo , nodulo sopetto alla tiroide fibromialgia vorrei sapere se posso richiedere altra visita di aggravamento visto che ho 60 anni e 34 anni di contributi grazie

    Commento di Anonimo | 21/07/2013 | Rispondi

    • Si la domanda può essere riproposta documentando la situazione sanitaria complessiva e le conseguenze sulla capacità di lavoro.

      Commento di previdenza | 23/07/2013 | Rispondi

  185. buona sera ho letto tutte le domande e risposte e mi complimento con voi vorrei se possibile chiedere ancke io un mio probela vi ringrazio anticipatamente io sono collaboratore scolastico con invalidita’ al 75x 100 con pluripatologie ho 22 anni retribuiti e capacita’ lavorativa ridotta posso rickiedere domanda di inabilita’ al lavoro? e se nel caso accettano cke vado in pensione potrei sapere la pensione a quando ammonta. ? ultima cosa cke volevo ckiedere oltre la pensione che sia vengono valutati gli assegni x moglie e figlia? tante grazie in attesa di una vostra gradita risposta e di nuovo complimenti

    Commento di gennaro | 27/08/2013 | Rispondi

    • 1 Si, certamente, ma la valutazione della Commissione verrà fatta su criteri diversi rispetto al riconoscimento del 75% già avuto; quindi la richiesta potrebbe anche essere respinta;
      2 Per fare il calcolo di pensione servono praticamente tutti i dati contributivi dei suoi periodi di lavoro; il calcolo cui ha diritto sarà misto e cioè quota retributiva per i circa 4 anni di lavoro fino al 1995 e poi contributivo; per avere un’idea di questa seconda quota può utilizzare la tabella lavoratori dipendenti che ho pubblicato nell’articolo “Calcolo contributivo 2013″; la quota contributiva andrebbe poi maggiorata degli anni che mancano ai 60 o, se minore, ai 18 che mancano per raggiungere i 40 anni di contribuzione. Per un calcolo più esatto conviene farsi aiutare da un patronato;
      3 anche sulla pensione spetta l’assegno al nucleo familiare con gli stessi criteri previsti per i lavoratori dipendenti; poiché è ipotizzabile una riduzione di reddito l’importo potrebbe anche aumentare.

      Commento di previdenza | 28/08/2013 | Rispondi

  186. Buongiorno, volevo chiederVi che sono un pensionato INPDAI da circa 6 MSI per inabilità al proficuo lavoro , le mie condizioni fisiche si sono peggiorato , le domanda e questa:
    1) posso richiedere l”aggravamento ; 2) il modulo per la domanda dove lo posso richiedere.
    In attesa della risposta vi porgo distinti saluti.

    Commento di Vittorio | 28/08/2013 | Rispondi

    • Anche prima della confluenza nell’assicurazione generale obbligatoria le prestazioni INPDAI sono le stesse previste per la generalità dei lavoratori dipendenti; non esiste nessuna prestazione di invalidità legata alla inabilità “a proficuo lavoro”, ma solo per riduzione o perdita della “capacità di lavoro” .
      Dal testo mi sembra di capire che l’Istituto le abbia riconosciuto una invalidità parziale e conseguente diritto all’assegno di invalidità; se le cose stanno così – e sempre che non siano trascorsi più di 2 anni dalla cessazione del lavoro (non è rilevante la decorrenza dell’assegno) – può essere fatta domanda per il diritto alla pensione di inabilità a causa della perdita di ogni capacità lavorativa. Per la domanda va utilizzata la procedura già seguita per la domanda già accolta, facendo attenzione a chiedere solo la pensione di inabilità; i patronati sono tenuti ad assistere gratuitamente per questo tipo di pratiche.
      Bisogna però sempre ricordarsi che qualsiasi passaggio presso una Commissione sanitaria comporta anche una verifica di sussistenza dei requisiti per la prestazione già in essere.

      Commento di previdenza | 28/08/2013 | Rispondi

  187. salve,complimenti per il blog ,volevo chiedervi una situazione alquanto anomala sulla pensione di mia madre vi espongo la situazione per capire meglio …..mia madre essendo completamente paralizzata nel letto percepisce sia l’accompagno con relativa invalidità civile passata dopo i 65 anni in pensione inps di 339 più indennità accompagno 487 per un tot .di 827 netti e su questo importo tutti gli anni avviene l’aumento perequazione istat automatica ,il problema invece è nella pensione di reversibilità di 762 netti di cui nn percepisce dal 2008 l’aumento perequazione istat e l’importo eragoto dall’inps rimane invariato negli anni, PRECISO CHE UQESTI CITATI SOPRA SONO GLI UNICI REDDITI DETENUTI DA MIA MADRE ,NN NE HA ALTRI DI NESSUNA NATURA E GENERE ,sentendo il patronato è stata fatta la domanda di ricostituzione per motivi documentali e contributivi ma a termine della richiesta l’inps ha chiuso la domanda ma l’importo è rimasto invariato senza precisare se hanno fatto il ricalcolo di questo aumento o comunicare l’esito della domanda io ho saputo della chiusa della pratica chiamado il numero verde inps ,ora mi chiedo se l’inps abbia fatto la procedura giusta nn vorrei che abbia solamente ricostrutito la pesnione sulla base del reddito e dei contributi ignotando l’anomalia della perequazione istat che credo mia madre ne abbia diritto visto l’importo stesso della pensione di 762 netti ,detto questo vi chiedevo gentilmente di darmi un vostro gradito parere xchè quì nn se ne viene fuori ,il patronato diche che deve fare tutto l’inps loro ahhno fatto tutto quello che era possibile ,l’inps nn comunica nulla e chiude la pratica di ricostituzione della pensione e mia madre rimane con l’importo della pensione con la perplessità che debba avere questo aumento istat tutti gli anni

    Commento di elisa | 05/09/2013 | Rispondi

    • La verifica circa l’effettiva erogazione degli adeguamenti al costo della vita va fatta sul lordo e non sul netto; ogni anno l’INPS emette il nuovo certificato di pensione Mod OBIS M – lo si può ottenere anche per via telematica – dove sono indicati i valori lordi e le ritenute. La verifica più semplice si può farla confrontado il lordo di due anni. Purtroppo le cose si sono complicate di molto da quando anche i comuni e le regioni hanno possibilità di applicare delle loro tassazioni con variazioni anche in corso d’anno; la conseguenza è che il netto è molto dipendente da queste ulteriori tassazioni ed adeguamenti. La verifica migliore si può farla poi quando è possibile ottenere il modello CUD.
      Faccio veramente fatica a credere che l’adeguamento Istat non sia stato applicato: si tratta di una procedura automatizzata del centro eleborazione dati dell’Istituto; in ogni caso – se veramente l’adeguamento non è stato concesso e l’Istituto non provvede nonostante una espressa richiesta – c’è la possibilità di proporre ricorso al Comitato Provinciale rivendicando anche gli interessi legali per ritardato pagamento (cambi patronato).

      Commento di previdenza | 05/09/2013 | Rispondi

  188. buongiorno,le posso dire con certezza che l’aumento istat sulla pensione di reversibilità di mia madre nn lo fanno dal 2008 xchè ho visionato obism nello specifico con tutte le voci a ritroso e sia il netto che il lordo e risulta sempre con il medesimo importo confermando chiaramente che nn viene affettuato il xchè nn lo so inizialmente credevamo che nn lo dovano xchè superava un certo reddito sommato alla pensione di invalidità sopra ciatata ma poi il patronato ci ha detto che lo doveva avere xchè l’invalidità nn fa cumulo in questo caso ,guardi nn le dico le peripezie per arrivare a fare questa ricostituzione della pensione perche mia madre nn ha un tutore amministrativo ed io sono l’unica figlia ma nn volevano farmi la pratica ,poi l’inps una volta aperta la pratica ci ha chiesto una dichiarazione che nn aveva altri redditi oltre la pensione dal 2012 al 2007 mentre abbiamo tutte le ricevute dei modelli red trasmessi all’inps insomma un gran casino e questo mi fa credere che anche sulla pratica di ricostituzione abbiano fatto un bel casotto nn curandosi del problema principale l’aumento istat annuale che nn viene effettuato xhcè credo che l’impiegato inps ha fatto un semplice ricalcolo della pensione sui contributi e il reddito e nn ha notato che manca l’aumento istat e quindi vedendo che la pensione andava bene su quei parametri ha chiuso la pratica nn apportando le modifiche sull’aumento istat,il problema è che all’imps risulta impossibile parlare con questo impiegato e mi hanno detto che tocca rifare la domanda di ricostituzione il bello che nella prima il patronato aveva specificato di verificare l’aumento istat , sono molto delusa di come funziona l’inps e la burocrazia che c’ e dietro questo ente cuore del sistema italia…….

    Commento di elisa | 06/09/2013 | Rispondi

  189. complimenti per le vostre pronte risposte esaudienti.

    Commento di Anonimo | 16/09/2013 | Rispondi

    • Salve mi chiamo Luca e ho 44 anni, sono un appartenente alle forze di p,s. e ho maturato 18 anni di servizio effettivo (contributivo).Ho una malattia oncologia metastatica in vari organi ed in cura con chemioterapia ed altre gravi patologie, inoltre posseggo il 100% con accompagno fino a sett 2014 e anche la l 104/92 art. 3 c 3 fino dic 2015. Ho presentato istanza per la pensione di inabilità l. 335/95 e quindi a breve saro valutato da una C.M.O. ospedale militare. Se mi dovessero riconoscere la pensione di inabilità per assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa con revisione a 5 anni, cosa succederebbe se alla revisione non fosse confermata la pensione di inabilità? mi spetterebbe la pensione sui i 18 anni di servizio maturati o sarebbero aggiunti anche i 5 anni (contributi figurativi) della pensione di inabilità per un totale di 23 anni e che tipo di pensione sarebbe una pensione di infermità o cosa?. Puo anche la c.m.o. emettere un decreto definitivo senza revisione o la legge non lo consente? Nel momento che dovesse essere accettata la pensione di inabilità successivamente mi arriverebbe un decreto di dispensa da parte del ministero e quindi mi preoccupa una eventuale revisione a 5 anni. Certo di una vostra risposta vi mando distinti saluti.

      Commento di Luca | 18/09/2013 | Rispondi

      • “In caso di revoca, laddove l’interessato venga comunque giudicato affetto da invalidità “minori” (a proficuo lavoro, alle mansioni/servizio d’istituto), viene liquidata d’ufficio una pensione di invalidità minore (nel possesso del prescritto requisito contributivo ivi comprendendo il periodo di godimento dell’inabilità quale contribuzione figurativa);” Questo ha scritto l’Istituto sull’argomento. Quindi l’importo sarebbe ridotto perché non sarebbe erogata la maggiorazione degli anni di servizio fino all’età di 60 anni (16 anni circa nel Suo cso), rimarrebbe ugualmente il diritto ad una prestazone di invalidità, secondo la valutazione della Commissione.
        La possibilità di riconoscere il diritto a vita non è vietato dalla legge, anzi fino a poco tempo fa mai la Commissione stabiliva un termine di revisione; però IN OGNI CASO SI DEVE SAPERE CHE L’ISTITUTO PUO’ SEMPRE DISPORRE PER UNA VERIFICA FINO AL COMPIMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE.

        Commento di previdenza | 20/09/2013

  190. sono carlo mia moglie ex dipendente poste in lavoro dal 1988, nel 2006 messa in pensione legge335 art.12 comma2 per problemi di saluti. sostiene la prima visita, con revisione a 5 anni. sostiene la seconda visita con revisione a 2 anni. quindi maggio 20014. se non viene confermata l’invalidità, cosa succede. può rientrare al suo lavoro precedente ? perderebbe completamente la pensione ? da premettere che l’ente poste nella risoluzione del rapporto ha liquidato qualsiasi spettanza. oggi mia moglie ha 53 anni. se ritorna abile al lavoro per l’ inps ,mi chiedo perchè l’ente non potrebbe riassumerla. grazie.

    Commento di carlo | 06/10/2013 | Rispondi

    • Nell’ipotesi di revoca della pensione di inabilità non potrà essere riassunta considenrando il periodo di inabilità come una semplice sospensione. Ci si dimentica che la pensione di inabilità è a domanda e quando si presenta una domanda occorre valutare bene le conseguenze.
      Nel Suo caso, considerato che i 7 anni di pensione di inabilità sarebbero considerati coperti da contribuzione figurativa e che il totale degli anni di contribuzione sarebbe quindi superiore ai 24, vale quanto riportato alla risposta data il il 18 settembre e riportata qui sopra: se la Commissione riconoscerà comunque una condizione di inabilità al servizio, avrà diritto alla pensione di invalidità senza la maggiorazione dell’importo dovuta a chi è inabile a qualsiasi lavoro. Altrimenti avrà diritto alla pensione di vecchiaia, ma solamente quando avrà raggiunto anche l’età pensionabile.

      Commento di previdenza | 07/10/2013 | Rispondi

  191. Buonasera da Umberto, sono stato dichiarato da una commissione medica “inabile assoluto e permanente a qualsiasi attività lavorativa art. 2 c. 12 legge 335/95. Desideravo sapere quando arriverà il decreto di cessazione dal lavoro potro’ compilare personalmente la richiesta della pensione di inabilità 335/95 on line sul sito dell’Inps oppure dovro’ rivolgermi al patronato o andare direttamente all’inps.
    Desideravo sapere visto che non c’e’ nessuna menzione sul verbale se saro’ soggetto a revisione o no.
    grazie e distinti saluti

    Commento di umberto | 15/10/2013 | Rispondi

    • Il decreto deve essere emesso subito, dal giorno successivo alla acquisizione del verbale. La domanda di pensione può essere fatta anche senza l’aiuto di un patronato, ma – soprattutto in tema di invalidità – è sempre bene avvalersi dell’assistenza che deve essere totalmente gratuita.

      Commento di previdenza | 17/10/2013 | Rispondi

  192. tanti saluti da francesco avrei bisogno di una risposta piu’ che altro di natura tec. medica sul lavoro. mia sorella a39anni e stata dichiarata invalida al lavoro agricolo con quasi 20 anni di lavoro pesante come raccoglitrice di ulivi il riconoscimento e avvenuto con sentenza dal giudice del lavoro per ben tre volte come per legge era stata riconfermata dagli stessi medici dell’inps invalida quindi per altri 9 anni , ma la cosa strana e che dopo aver ricevuto la lettera che dichiarava dallo stesso ente che la soggetta non doveva piu’ sottoporsi a visita medica di controllo , e che la sua pensione e definitiva ,. ma dopo un paio di mesi arriva la richiesta di verifica sanitaria di controllo che magicamente gli revocava la stessa prestazione in quanto la stessa era guarita , miracolo e stato ….. io stesso fratello mi sono meravigliato della situazione dico ma se a 39 anni non eri in grado di lavorare oggi, a 50 anni si ma ììì andiamo dall’avvocato vediamo che ci consiglia . causa subito risponde l’avvocato stesso dopo circa 3 anni il giudice condannando l’inps a ripristinare tutto quello che a suo tenpo era stato revocato e condannando l ‘ente per la 2 volta al pagamento degli arretrati . ma ce’ di più ancora l’inps nel frattenpo trascorsi i tre anni passati per la causa e riconosciuta un paio di mesi fa .’ che si inventa L’INPS con una altra lettera le comunica che a breve dovra’ sottoporsi a visita medica e di rinnovare la domanda ‘ di riconferma assegno di invalidita entro un periodo molto limitato altrimenti gli BLOCCANO LA PRESTAZIONE . MA ALLORA MI DOMANDO E’ POSSIBILE TUTTO QUESTO. SECONDO ME’ SIAMO IN PRESENZA GRAVE DI UNA PERSECUZIONE PERSONALE SU U NA PERSONA CON GRAVI DISTURBI , CON PATOLOGIE NON DICHIARATI E CERTIFICATI QUARIBILI NEL TENPO ANZI AL CONTRARIO PEGGIORATI E CON NUOVE CONSEQUENZE GRAVI PER SE E PER ALTRI . MI SCUSO DELL’AMARA SFOGO ,MA E’ CONPRENSIBILE. COSA A QUESTO PUNTO BISOGNA FARE GRAZIE ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

    Commento di Anonimo | 17/10/2013 | Rispondi

    • Rispondo ricordando una cosa che ho scritto molte volte: TUTTE LE PENSIONI DI INVALIDITA’ – in particolare INPS e invalidità civile – NON SONO REALMENTE DEFINITIVE FINO AL COMPIMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE. La terza conferma non impedisce all’Istituto di effettuare successive verifiche se l’invalido non ha raggiunto l’età pensionabile.
      La stranezza vera del caso segnalato è avvenuta dopo l’ultima sentenza del Giudice perché l’INPS – non so se giustamente, perché bisogna verificare il dispositivo della sentenza e cioè se il Giudice ha stabilito una nuova decorrenza o la continuità con la prestazione precedente – ha interpretato la sentenza come fosse relativa ad una nuova domanda. Se il Giudice ha confermato il diritto all’assegno precedentemente riconosciuto l’INPS è incorso in un errore che dovrebbe essere sufficiente segnalare per risolvere la questione.

      Commento di previdenza | 18/10/2013 | Rispondi

  193. Mi chiamo Antonio dipendente civile ministero difesa LA CMO ritiene che l’istanza si trova nella condizione prevista dalla legge 335/95 art.2 comma 12 per l’attribuzione della permanente ed assoluta inabilita a qualsiasi attività’ lavorativa. Tale inabilita’,determina in forme prevalente da infermita’allo stato degli atti sub-iudice al fine del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio,produce la riduzione della capacita’ lavorativa valutazione al 100% e l’ascrivibilita’ alla 1^categoria della tab.A A VITA. CkIEDO che mi anno mandato in pensione con 29-e 3 mesi di contributi, non avevo ancora questo art.di legge e mi anno liquidato,nele 26/10/2011, prendo di pensione euro 1,050euro.adesso col la riliquidazione e questa legge che o a avuto cosa mi dorebbero dare rispetto a prima e come funziona,e come viene valutato la pensione.viene calcolata la liquidazione? e SALUTI,ANTONIO

    Commento di Anonimo | 31/10/2013 | Rispondi

    • La pensione di inabilità ex L. 335/95 è incompatibile con la pensione privilegiata per causa di servizio; quindi se viene riconosciuta questa seconda la pensione di inabilità non potrà essere pagata o dovrà essere fatto conguaglio nel caso le due prestazioni siano diverse nell’importo.
      L’importo della pensione privilegiata per causa di servizio di prima categoria personale CIVILE MILITARE NON OPERAIO è pari a otto decimi del’80% della retribuzione pensionabile; PER IL PERSONALE OPERAIO la pensione spetta con maggiorazione di 10 anni di servizio, ma comunque per un importo che non può superare l’80% della retribuzione pensionabile.
      L’importo della pensione di inabilità è illustrato al punto 5 dell’articolo.
      Come può facilmente comprendere non è possibile dire cosa significhi concretamente per Lei quest’insime di disposizioni; un patronato qualificato potrà in ufficio darLe indicazioni più personali.

      Commento di previdenza | 01/11/2013 | Rispondi

  194. Sono un dipendente del Ministero della Giustizia.
    A seguito verbale della C.M.V. di Palermo emesso in data 04/09/2013 con la dicitura: “NON IDONEO PERMANENTEMENTE AL SERVIZIO DI ISTITUTO IN MODO ASSOLUTO” sono stato posto in pensione per inidoneità fisica. In data 01/11/2012 a seguito di verbale rilasciato da INPS Catania ( invalidita’ 100%) sono stato esentato dal prestare attivita’ lavorativa.
    1) Tale assenza è da considerare assenza per malattia?
    2) I periodi di assenza per malattia fruiti nel triennio precedente l’ultimo evento morboso da quando decorrono? Nella fattispecie: l’ultimo evento morboso è rappresentato dal verbale della C.M.V.04/09/2013 quindi a ritroso i tre anni previsti debbono essere considerati dal 05/09/2010. E’ giusto questo calcolo?
    3) Essendo stato colpito da ICTUS ISCHEMICO trattandosi di grave patologia sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia?
    4) I ricoveri ospedalieri e le successive terapie riabilitative, sono esclusi?
    5) Sono da corrispondere le ferie non godute e quelle maturate durante la malattia?
    6) Si ha diritto al compenso sostitutivo di preavviso?
    Si ringrazia.

    E-MAIL: lapiana.rosario@libero.it

    Commento di la piana rosario | 07/11/2013 | Rispondi

    • I quesiti riguardano il regolamento o il contratto di lavoro e sono di competenza del sindacato.
      o posso rispondere solo per la parte che riguarda la previdenza e che si limita al primo periodo: il verbale INPS del 01.11.2012, che attesta una inalidità del 100%, presumo che sia in esito alla domanda di invalidità civile; non mi risulta che l’INPS sia competente per esentare “dal prestare attività lavorativa” per i pubblici dipendenti. Si tratta quindi di una valutazione utile per la maggiorazione degli eventuali periodi di lavoro successivi alla decorrenza del riconoscimento e per altri benefici, quali l’esenzione dai tikets sanitari ecc…

      Commento di previdenza | 08/11/2013 | Rispondi

      • Salve, mio fratello è un collaboratore scolastico, ha 66 anni e 14 anni circa di contributi inpdap; da poco è stato riconosciuto invalido grave100%(disabile mentale) e portatore di handicap in situazione di gravità.
        Volevo sapere:
        1- Può richiedere subito la pensione d’inabilità assoluta lui o è la scuola che lo deve fare?Rischia di subire un altro tipo di trattamento pensionistico immediato da parte dell’amministrazione (data l’invalidità grave riconosciuta al 100%)?
        2- È obbligato a “stare in malattia” già da ora per tutelare la sua incolumità, la scuola ed il medico di base (avendo riconosciuta l’invalidità grave al 100% dovuta a deficit mentali)? O può continuare a presentarsi a lavoro fintantoché non si sa la data della visita collegiale per l’inabilità assoluta?
        3- Per la pensione d’inabilità assoluta, i contributi inpdap verranno sommati ad altri precedentemente versati in inps?
        4- L’amministrazione di appartenenza può rifiutarsi di accogliere la domanda d’inabilità ledendo di fatto un diritto?
        5- Ad oggi sa se è possibile inviare la domanda d’inabilità on-line per il personale ata in servizio?
        La ringrazio in anticipo.
        L.

        RISPOSTA
        1. solo lui può chiedere la pensione di inabilità a qualsiasi attività lavorativa, come previsto dalla legge 335/95. Invece l’Amministrazione può far sottoporre a visita medica presso la Commissione sanitaria il dipendente al fine di accertarne l’idoneità al servizio; avendo solo 14 anni di servizio il rischio è che, se non chiede la pensione di inabilità o non venisse riconosciuto inabile e venisse dichiarato inidoneo, rimanga senza pensione e senza stipendio. Il verbale di invalidità civile che attesta il 100% non ha alcun influsso a questo scopo.
        2. Fino a quando la Commissione non lo dichiara inidoneo al servizio o inabile a qualsiasi lavoro deve rispettare tutte le norme del regolamento o del contratto di lavoro;
        3. Se non lo ha fatto già andrebbe presentata domanda o almeno valutata l’opportunità di chiedere la ricongiunzione della contribuzione versata per precedenti attività; anche perché ai fini della maggiorazione della eventuale pensione di inabilità i periodi andrebbero computati comunque.
        4. L’Amministrazione non può assumere nessuna decisione in ordine al diritto o non diritto alla pensione di inabilità;
        5. A quanto ne so, ma potrei non essere aggiornato, la domanda di inabilità non va proposta per via telematica perché inizialmente va presentata alla propria amministrazione.
        SIA PER LA MIGLIOR VALUTAZIONE DELLA CONTRIBUZIONE VERSATA CHE PER L’INOLTRO DELLA DOMANDA CONSIGLIO DI FARSI AIUTARE (gratuitamente) DA UN BUON PATRONATO.

        Commento di Lino | 11/11/2013

  195. Salve, mia mamma è 1 insegnante di scuola media del 1952 e 36 anni di contributi, La commissione medica riconosce invalido con TOTALE e permanente inabilità lavorativa 100 % art. 2 e 12 L118/71 e portatore di handicap di gravità ai sensi dell’ art 3 , comma 3. L5.2.1992, n.104 con REVISIONE:si 2014
    il verbale mi è arrivato ieri cosa dev fare?? insieme al verbale c’è una documentazione che dev presentare (oppure online) con modelli all’ Inps. cosa mi consigliate? cosa spetta a mia mamma?
    cordiali saluti

    Commento di Anonimo | 15/11/2013 | Rispondi

    • La valutazione di inabilità totale è stata emessa dalla Commissione invalidi civili; ai fini pensionistici non porta nessun vantaggio tranne che per l’aumento degli eventuali periodi di lavoro successivi al riconoscimento; per il riconsocimento del diritto alla pensione di inabilità per la contribuzione da insegnate deve essere presentata domanda diversa tramite l’amministrazione. Solamente per completamento della pratica andrebbe compilato il modulo che, se la Sua regione è convenzionata con l’INPS si chiama AP70 altrimenti non so.
      Il riconoscimento dell’handicap grave consente periodi di assenza dal lavoro retribuiti ed altre agevolazioni per lo più di natura fiscale.

      Commento di previdenza | 16/11/2013 | Rispondi

  196. Buonasera da Luca, le scrivo nuovamente per aggiornarla. Ero un appartenente delle forze di p.s., 45 anni , con 18 anni di servizio, ultimo stipendio in aspettativa 1500,00 netti al mese. Sono stato giudicato dalla cmo inabile assoluto e permanente a qualsiasi attività lavorativa art. 2 comma 12 legge 335/95 a causa della mia gravissima patologia tumorale metastatica ed in cura con chemioterapia. Oggi per me è una giornata triste perché ho ricevuto documentazione dell’inps ove si evince che la pensione annuale lorda che percepirò è di 14.229,00 €. Consideri che hanno aggiunto ai 18 anni di servizio i 15 anni di bonus fino a 60 anni di età come prevede la legge 335/95 e quindi con un totale di 33 anni di servizio. Ma purtroppo ahimè questa legge prevede come lei ha detto che l’importo sia calcolato su l’80% della base pensionabile. Se divido 14.229,00 : 13 mensilità = 1094,53 € mensili al lordo al mese. Quanto sara’ netto ? facciamo finta l’aliquota sia il 23% scenderei a 842,78 € mensili netti al mese contro i 1500,00€ netti che percepivo ogni mese. Secondo lei non dovrei piangere? Ho un futuro incerto e combatto per sopravvivere , ho perso il lavoro che amavo e pure questa batosta. Le sono grato se saprà dirmi quanto sarà l’importo netto della pensione mensile e che aliquota verrà applicata. Scusi se l’ ho tediata o rattristata ma ho bisogno di sfogare perché questa pensione di inabilità art. 2 c. 12 della l. 335/95 a chi tutela? a cosa serve?,le auguro un buon e Santo Natale

    Commento di Luca | 10/12/2013 | Rispondi

    • La retribuzione base (semplificando si tratta della retribuzione fissa senza indennità aggiuntive) costituiva la base sulla quale veniva conteggiata la pensione retributiva.
      Nel sistema contributivo questa limitazione non ha più alcun senso, perché il calcolo è fatto escludendo totalmente questo riferimento.
      Nel Suo caso la quota di pensione contributiva è assolutamente prevalente rispetto a quella retributiva (solo gli anni di servizio precedenti il gennaio 1996); avevo già espresso perplessità su questa parte della legge, ma ora sono convinto che debba essere modificata perché impone una limitazione arbitraria e discriminante rispetto agli assicurati INPS.
      Il mio consiglio è di farsi aiutare da un buon patronato per proprorre ricorso, anche ipotizzando il ricorso alla valutazione della Corte Costituzionale.
      Auguri.

      Commento di previdenza | 11/12/2013 | Rispondi

  197. Grazie per la risposta , ma vorrei capire nel dettaglio a cosa serve il ricorso? cosa dovrei scrivere nel ricorso se i conteggi sono giusti?

    Commento di luca | 11/12/2013 | Rispondi

    • Mi sono riferito alle informazioni contenute nella Sua richiesta ed in particolare quando dice che “l’importo sia calcolato su l’80% della base pensionabile”. Se è veramente così io farei ricorso, ma si faccia aiutare non è una semplice letterina.

      Commento di previdenza | 13/12/2013 | Rispondi

  198. SONO UNA DIPENDENTE PUBBLICA CHE LAVORA PRESSO UNA ASL..HO SERI PROBLEMI MENTALI CHE MI PORTANO A LUNGHI PERIODI DI MALATTIA E SONO A RISCHIO LICENZIAMENTO.MI CONVIENE FARE DOMANDA DI INABILITA^ LAVORATIVA O DI PREPENSIONAMENTO? HO 33ANNIDISERVIZIO Più 10 MESI PER UNA INVALITIDA^DELL^80 PER CENTO.GRAZIE PER LA RISPOSTA.

    Commento di maria caterina concato | 29/01/2014 | Rispondi

    • Le prestazioni per Lei accessibili con gli anni di contribuzione sono quelle di invalidità; la percentuale dell’80%, cui Ella si riferisce e che penso sia da invalidità civile, di per se non assicura sul diritto a nessuna prestazione perché si tratta di valutazioni su criteri diversi.
      IL mio consiglio è di presentare istanza di inabilità qualche mese prima che cessi il diritto alla retribuzione.

      Commento di previdenza | 30/01/2014 | Rispondi

  199. Salve innanzitutto vi ringrazio per l’ottimo servizio informativo offerto. Lei è una perla rara!
    Le spiego la mia situazione:
    Mia madre di 54 anni attualmente assunta con oltre 25 anni di contributi sta affrontando una causa legale per mobbing, demansionamento e trasferimento illeggittimo, tutto ciò le ha causato un aggravamento del suo stato di salute (psicofisico).
    Nel frattempo dopo aver subito le vessazioni di cui sopra a mia madre sulla base dei documenti presentati all’INPS gli è stato riconosciuto il 75% di invalidità civile e la 104 art 3 comma 3 (quello più grave).
    Però questo 75% è composto prevalentemente per problemi di natura psichica e non di natura fisica.
    Ora dato che il lavoro è ancora più logorante sta avendo un vistoso e documentato peggiormato all’apparato muscolo scheletrico, abbiamo scoperto con documenti di USL e studi scientifici, che esiste un nesso tra la mansione da lei svolta e la malattia professionale è inserita nelle tabelle dell’INAIL.
    Ora siamo di fronte a un bivio, percorrere la strada dell’aggravamento dell’invalidità civile (inserendo queste due nuove patologie) e portarla ad almeno all”80% permettendole di andare in pensione di vecchiaia anticipata dato che rientra negli anni, oppure avviare le pratiche di malattia professionale.
    Però tramite il sito dell’inail http://www.superabile.it/web/it/Home/La_scheda/info-1890083399.html
    leggo che qualora venisse riconosciuta la malattia professionale mia madre non avrebbe diritto all’indennizzo in quanto l’ivalidità civile non è del 100% ma solo del 75% e quindi non comulabili.

    Ad oggi mia madre ancora lavora ma il demansionamento la sta logorando sempre di più fisicamente e mentalmente, vi chiedo qualora facessimo richiesta per la malattia professionale, e venisse riconosciuta dall’ INAIL questa le permetterebbe di aumentare il punteggio da 75% dell’invalidità civile ad almeno 80% , per poi accedere al prepensionamento ,
    http://www.handylex.org/schede/prepensionamento.shtml oppure c’è il rischio che il problema l’apparato muscolo/scheletrico venga calcolato solo come malattia professionale INAIL e non come invalidità civile rischiando di avere una bassa percentuale INAIL e l’invalidità civile fissa al 75% avendo quindi solo il misero indennizzo di 200 e pochi € qualora mia madre perdesse il lavoro.

    Se così non fosse, data l’età di mia madre e dato che raggiungere l’80% di invalidità civile presentando i danni all’apparato muscolo scheletrico causati dal lavoro gli dovrebbe essere relativamente facile, mi chiedo se non sia il caso di lasciare perdere con il denunciare la malattia professionale e procedere solo all’aggravamento e aumentare l’invalidità civile.

    Vi ringrazio cordialmente e mi scuso se non sono stato chiaro.

    Commento di GiorgioF | 05/02/2014 | Rispondi

    • Prima di risponderLe segnalo che esistono altre forme di pensionamento forse più specifiche per il caso rappresentato: si tratta della pensione di inabilità e dell’assegno di invalidità INPS. Può trovare maggiori indicazioni nei miei articoli “Le definizioni di invalidità” e “Pensioni di inabilità”. Si tratta di prestazioni previdenziali (non assistenziali come l’invalidità civile) per le quali è richiesto un minimo di contribuzione (almeno 5 anni di contribuzione complessiva di cui almeno 3 negli ultimi 5) e riduzione totale o parziale della capacità di lavoro. Nel caso venisse riconosciuta l’inabilità l’importo sarebbe anche maggiorato come ho spiegato nell’articolo apposito.
      1. aggravamento invalidità civile? Non serve a molto perché molto probabilmente è più facile e più conveniente ottenere una delle prestazioni appena ricordate e, ai fini della maggiorazione dei periodi di contribuzione esercitati in presenza dell’invalidità, la percentuale già riconosciuta è sufficiente; aggiungo che, ai fini dell’eventuale prepensionamento per invalidità dell’80% la percentuale riconosciuta sarebbe solamente indicativa perché vale un diverso criterio di valutazione.
      2. malattia professionale? qui la risposta è più complessa perché vige un principio generale e cioè che per una stessa menomazione o lesione non possono essere previsti più indennizzi e l’indennizzo previsto per infortunio o malattia professionale normalmente prevale. Sempre quando si fa domanda di invalidità, anche civile, si deve dichiarare che le menomazioni riportate nella diagnosi del medico non derivano da malattia o infortunio. La valutazione deve necessariamente essere medico-legale considerando anche il peso delle diverse menomazioni o lesioni.
      I patronati hanno convenzione con medici che hanno pratica della materia; il mio consiglio è di contattare un buon ufficio di patronato (che deve dare consulenza ed assistenza gratuita).

      Commento di previdenza | 06/02/2014 | Rispondi

      • Buonasera la ringrazio vivamente per la sua pronta risposta, ho analizzato le due soluzioni proposte leggendo i suoi articoli “pensione di inabilità” e “assegno di invalidità” INPS e ho diverse domande che numererò per una più facile comprensione.

        Questi due scenari sono entrambi percorribili per mia mamma il problema però è il trattamento economico, leggo su un articolo di Panorama dalla sig.ra Dabusti (responsabili area previdenza) che con la pensione di inabilità si riesce a malapena a superare il 50% dello stipendio, cito: “Da questi numeri è evidente che la situazione per i lavoratori che si trovano in difficoltà fisiche verrà accompagnata da una situazione economica molto negativa: nel caso di totale incapacità lavorativa, ad un lavoratore dipendente spetta una pensione di inabilità che al massimo raggiunge il 56%.”
        http://economia.panorama.it/focus-pensioni/Invalidita-e-inabilita-piccola-guida-alle-altre-pensioni

        1)Ora questa pensione di inabilità se lei mi conferma che non è complementare-cumulabile con l’assegno della pensione dell’invalidità civile (attualmente riconosciuta per il 75%, che se ricordo bene sono poco più di 200€) sarebbe veramente difficile vivivere in una città dove il costo della vita è alto.

        2)Addirittura se fosse possibile percepire il 56% della pensione di inabilità insieme alla pensione dell’invalidità civile si arriverebbe a malapena all’80% del reddito attuale che mia madre ha lavorando, senza contare la 13ma.

        3)Per quale motivo è più conveniente ottenere una delle prestazioni da lei ricordate? Qual’è il diverso criterio di valutazione ai fini dell’eventuale prepensionamento?

        4) Come è possibile farsi un calcolo dell’eventuale prepensionamento di mia madre?

        5) Il prepensionamento se decentemente remunerato non sarebbe una buona strategia per tutetalare mia madre dal licenzienzamento da parte dell’azienda in cui non è in buoni rapporti la quale potrebbe motivare l’inidoneità lavorativa e renderla inadatta a qualsiasi mansione se si percorresse la strada dell’assegno di invalidità.

        5) A differenza dell’invalidità civile dove non vige l’obbligo di comunicarlo all’azienda qualora venisse riconosciuto l’assegno di invalidità l’azienda deve venirne a conoscenza?

        6)Qualora le venisse riconosciuta la pensione di inabilità INPS (per una serie di patologie) potrebbe poi far richiesta di malattia professionale per altre patologie all’INAIL? I due indennizzi sarebbero cumulabili-complementari?

        MI spiace per essermi dilungato così tanto ma la situazione per noi è veramente complicata e non le dico la fila che bisogna fare per avere una singola informazione ad un patronato di zona, e ne abbiamo girati tanti. La ringrazio veramente con tutto il cuore!
        GF

        Commento di Giorgio Franco | 06/02/2014

      • Una premessa: la materia previdenziale è oggettivamente spesso complessa e prevede anche prestazioni che tra loro interagiscono; per questo la legge assegna L’ESCLUSIVITA’ per la tutela previdenziale ed assistenziale dei lavoratori e cittadini ai patronati. Le situazioni di invalidità sono quelle che di più rientrano in questa tutela e, aggiungo, l’esistenza dei patronati si giustifica solo con questa esigenza.
        Ho iniziato a pubblicare i miei articoli perché avevo l’esigenza di partecipare ad altri alcune mie convinzioni; ma non intendo in alcun modo violare la norma di legge che fissa l’esclusività ai patronati e vorrei anche che si comprendesse che io non credo di essere in grado di sostituire il colloquio diretto – che credo indispensabile per la trattazione di queste situazioni complesse – con uno scambio di messaggi; per la complessità dei casi e per questo limite, le mie risposte rimangono sempre sugli aspetti generali.
        Che si tratti di questioni complesse e delicate lo afferma anche Lei; in questi casi non credo sia un problema insormontabile anche dover fare qualche fila in ufficio. Il problema ci sarebbe se i patronati non adempissero ai loro compiti istituzionali e per i quali ricevono finanziamento pubblico; io però non posso farci nulla se non lamentare che sono stati caricati di tanti adempimenti che non hanno nessuna esigenza di esclusività.
        Ora per rispondere con qualche approssimazione a tutte le Sue richieste dovrei qui dilungarmi molto e sono certo che non riuscirei ugualmente a semplificare tutta la complessità. Rispondo solo che la differenza tra le prestazioni di invalidità previdenziale e quelle assistenziali (invalidità civile) è analoga a quella che passa tra il caso di un soggetto che ha subito un incidente d’auto coperto da assicurazione ed uno che non ha l’assicurazione e ricorre alla Caritas. Se le prestazioni previdenziali non sono adeguate alle esigenze ci sono anche strumenti legali per modificare le leggi e nel merito credo di aver indicato argomenti in diversi miei articoli.
        Scusi se poi mi rifiuto di commentare le generalizzazioni giornalistiche alle quali vedo che Lei da molto credito; la previdenza è cosa molto seria e che va cucita come un vestito su ciascuno di noi.

        Commento di previdenza | 08/02/2014

  200. salve sono un ex marittimo con 15 anni di contributi ma x malatia durante il servizio mi anno riconosciuto la previlegiata potete aiutarmi a dire quanto mi spetta al mese di pensione al’incirca grazie spero che qualcuno mi sappia dire qualcosa

    Commento di giovanni | 05/02/2014 | Rispondi

    • La legge stabilisce testualmente: “Qualunque sia il numero dei contributi dovuti o accreditati la misura della pensione privilegiata (…) non può essere inferiore a quella che sarebbe spettata qualora il titolare avesse fatto valere almeno la metà dell’anzianità assicurativa massima prevista per legge.” Per saperne di più è necessario che Lei contatti un buon ufficio di patronato o l’INPS; non è possibile quantificare diversamente l’importo.

      Commento di previdenza | 06/02/2014 | Rispondi

      • scusa ma non o capito mi spieghi meglio quanto sarebbe la meta’ dei contributi d far valere scusa se te lo chiedo, poi se mi sai dire io avrei diritto x quello che penso io agli anni rimanenti x la pensione me li devono dare tutta l’inps visto che mi e successo durante il lavoro sulla nave questa invalidita’ che finalmente mi e stata riconosciuta pur avendo aspettato tanti anni, se puoi darmi qualche risposta giusto x capire,io ti ringrazzio x la tua gentilezza

        Commento di giovanni | 06/02/2014

      • Non la “metà dei contributi”, ma la “metà dell’anzianità contributiva massima” e cioè 40 anni; in pratica la pensione non può essere inferiore a quella che sarebbe spettata ad un lavoratore che avesse lavorato almeno per 20 anni. Purtroppo il limite di 40 anni è stato modificato dalle leggi più recenti per altri casi (si arriva anche oltre 42 anni oggi e quindi la metà potrebbe anche essere pari a 21 anni), ma questo prolungamento non è stabilito che valga per tutti i casi nei quali si deve fare riferimento all’anzianità contributiva massima.
        Per il resto ho già spiegato a chi rivolgersi.

        Commento di previdenza | 08/02/2014

  201. sei gentilissimo e stata una sorpresa non mi aspettavo che mi rispondevi,ma se posso farti un’ultima domanda siccome e sucesso durante il la navigazione,il lavoro questa invalidita non avrei diritto anche a quella di anzianita anticipata, domada?ti ringrazio da giovanni

    Commento di gion4 | 08/02/2014 | Rispondi

    • No una pensione esclude l’altra, anzi, è la stessa anticipata a causa di inabilità causata da lavoro.

      Commento di previdenza | 09/02/2014 | Rispondi

      • scusami x la mia insistenza e grazie x avermi risposto,a tutte le domante,ma x me rimane sempre il fatto che non e cosi assolutamente ci sono tanti passaggi che non tornano a prescindere che se ne guadagnavo oltre tremila euro x poi avere una invalidita durante il lavoro di navigazione lungo corso,a causa di servizio…….rimane mistero in tutto quello che sento, grazie ancora previdenza.

        Commento di gion4 | 09/02/2014

      • forse volevo dire la pensione sociale ,se non vado errato?

        Commento di gion4 | 09/02/2014

      • scusami ancora e tutti i contributi versati? c’e un sacco di cose che non tornano.

        Commento di gion4 | 09/02/2014

  202. Salve a tutti Voi, se potete essermi d'”aiuto, sono un pensionato per inabilità al proficuo lavoro di un ente pubblico da circa 10 mesi, il 25/10/2013 ho ripetuta la domanda di inabilità però ad oggi non sono stato ancora chiamato a visita, vi chiedo c’è il silenzio assente su queste domande?

    Commento di Vittorio | 08/02/2014 | Rispondi

    • Certamente non esiste il silenzio assenso; non capisco il perché della nuova domanda; probabilmente è una diversa domanda (per esempio di inabilità a qualsiasi lavoro).

      Commento di previdenza | 09/02/2014 | Rispondi

      • Si adesso chiedo a qualsiasi lavoro!!

        Commento di Vittorio | 09/02/2014

  203. salve, avrei un quesito da porvi e spero possiate aiutarmi. Mio padre è cieco assoluto, vi è la possibilità di cumulare l’indennità di accompagnamento per ciechi totali con la pensione di inabilità per ciechi civili assoluti ???

    Commento di Fabio R. | 11/02/2014 | Rispondi

  204. Buonasera da Luca, sono un malato oncologico metastatico in cura chemioterapica, dall’ultima tac si evidenzia una quasi remissione totale. siccome sono stato giudicato definitivamente da una c.m.o che mi ha riconosciuto l’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa in base all’art. 2 comma 12 della legge 335/95 ed attualmente da 2 mesi percepisco dall’inps la pensione di inabilità di circa 1027,00 mensili, desidero sapere se la mia situazione dovesse migliorare ulteriormente posso rivolgermi al T.A.R. per fare annullare il tutto e tornare in servizio presso l’amministrazione dello stato presso cui lavoravo? grazie per la risposta e se casomai potessi tentare questa strada in caso di diniego da parte del T.A.R. perderei anche la pensione di inabilità 335/95?

    Commento di Luca | 23/02/2014 | Rispondi

    • Le mie conoscenze si limitano alla parte previdenziale e non a quella contrattuale che è di competenza del sindacato; per quanto ne so io non è possibile rientrare in servizio a meno che non si vinca un nuovo concorso o comunque sia possibile una nuova assunzione. Qualsiasi sentenza della Magistratura non ha effetto sulla pensione di inabilità a meno che certifichi il recupero della capacità di lavoro.

      Commento di previdenza | 23/02/2014 | Rispondi

  205. salve,posso chiedere cose’ la pensione sociale e chi ne a diritto grazie mille

    Commento di gion4 | 24/02/2014 | Rispondi

    • La pensione sociale è stata abolita già dal 1996 ed è stata sostituita dall’assegno sociale; in breve sintesi i requisiti sono:
      1. cittadinanza italiana, dell’Unione europea o in possesso del permesso di soggiorno
      2. aver compiuto almeno 65 anni
      3. non essere titolari di reddito personale e, comunque, non superiore a 5.818 € annui e, in caso di coniugi, di un reddito superiore a 11.637 €;
      4. residenza in Italia e aver risieduto in Italia per almeno 10 anni.

      Commento di previdenza | 25/02/2014 | Rispondi

      • grazie x la tua gentilezza,di rispondere alle domande,ma o un’altra domanda,A.G.O.e un’assicurzzione,che subentra quando?è chi ne ha diritto in sostanza,,,,,,,,grazie ancora ,gentilissimo come sempre.

        Commento di gion4 | 26/02/2014

      • A.G.O. significa Assicurazione Generale Obbligatoria: è l’assicurazione gestita storicamente dall’INPS alla quale sono iscritti i lavoratori dipendenti privati, gli artigiani, i commercianti e i coltivatori.
        Quando subentra? Non mi è chiara la domanda; forse “subentra” si riferisce alla sostituizione di altra forma di assicurazione (quella dei pubblici dipendenti, dei fondi speciali ecc…); con il sistema contributivo, quando sarà pienamente a regime non so se formalmente, ma certo nei fatti, tutta la previdenza pubblica potrà essere gestita dall’A.G.O. perché non ci potranno più essere differenze, se non per pochi e ben definiti settori di attività.

        Commento di previdenza | 26/02/2014

      • A.G.O interviene su un ex marittimo che a causa di malatia durante il lavoro,perde il diritto di navigare,e percepisce una pensione riconosciuta che non supera neanche il reddito,domanda?avrei diritto alla pensione sociale ,spero di avere una risposta buona,come al solito ti ringrazio x la tua generosita’nel rispondermi alle domande grazie mille di cuore

        Commento di gion4 | 26/02/2014

      • Purtroppo no, non potrà avere diritto all’assegno sociale (sostituisce la pensione sociale) per diverse ragioni ma anche perché ci sono limiti di reddito e certamente l’importo della pensione da marittimo supera i 5.800 € all’anno.

        Commento di previdenza | 28/02/2014

  206. Salve, mia figlia trentaquattrenne è dipendente di Poste italiane e da quasi due anni è collocata in malattia per problemi di salute di tipo neurologico al SNC. Allo scadere dei due anni (previsti dal CCNL per malattie rare) Poste Italiane ha il diritto di risoluzione del rapporto di lavoro per motivi di salute.
    Consigliata da P.I.,nei mesi scorsi, mia figlia che ha un’anzianità di 10 anni, ha richiesto attraverso P.I. che ne ha presentato l’istanza, domanda di pensione ai sensi della legge 335. La CMV del MEF si è pronunciata con il seguente giudizio medico legale: TEMPORANEAMENTE NON IDONEA AL SERVIZIO DI ISTITUTO PER MESI SEI. Nonostante questo parere, P.I. ha richiesto lo stesso, il certificato di malattia ordinario per poter continuare la malattia ricadente nell’ambito dei sei mesi di inabilità.
    Considerato che, come ho letto nel vs sito, la 335 è riservata ai dipendenti pubblici, Vi chiedo se quella suggerita ed attuata da P.I. è stata la strada giusta o se occorreva procedere diversamente. Mi risulta che P.I. sia diventata privata.
    Preciso che mia figlia era stata sottoposta in precedenza a visita presso l’INPS, che gli aveva riconosciuto l’invalidità civile al 100% e l’accompagnamento senza revisione.
    Potete dirmi anche se, il solo giudizio della CMV bastava per giustificare l’assenza dal lavoro? Difatti il periodo di inabilità avrebbe allungato di due mesi la naturale scadenza dei 24 mesi premi previsti dal CCNL
    Anche se sicuramente non di vostra competenza, vi chiedo se prima che scadono i 24 mesi mia figlia potrebbe interrompere il periodo di malattia usufruendo delle ferie accumulate, allungando così il tempo a sua disposizione prima della risoluzione del rapporto di lavoro, che in alternativa potrebbe essere allungato lo stesso da un anno di aspettativa non retribuita.
    Grazie in anticipo e complimenti per il servizio offerto e la competenza dimostrata.
    Francesco

    Commento di Ambrogi Francesco | 25/02/2014 | Rispondi

    • Come Lei riconosce le domande sono quasi tutti di compentenza del sindacato e non di chi come me ha seguito la materia previdenziale. Alcune precisazioni:
      1. nel 1995 la legge 335 ha istituito la pensione di inabilità in favore dei pubblici dipendenti sulla falsariga della pensione di inabilità prevista per gli assicurati INPS già dal 1984;
      2. anche se l’ente poste dovesse essere privatizzato, cosa che ad oggi non mi risulta, nulla cambia in materia previdenziale a meno che sia previsto anche il passaggio secco al sistema pensionistico INPS. Il fatto che la previdenza dei pubblici dipendenti sia ora gestita dall’INPS non cambia la natura delle prestazioni di cui hanno diritto;
      3. per quanto ne so il certificato medico di malattia è necessario anche se la commissione medica ha dichiarato l’inidoneità temporanea; la ripresa temporane del servizio credo possa essere utile, ma bisognerebbe verifica le norme contrattuali
      4. per chi ha poco servizio e non può aver diritto alle altre prestazioni minori di invalidità, la domanda di inabilità è bene presentarla solo pochi mesi prima del prevedibile licenziamento: il rischio è troppo elevato.

      Commento di previdenza | 25/02/2014 | Rispondi

  207. Operato di tumore al tetto e faccio quasi tre anni operato a cuore aperto all valvola metralica in cui o avuto la fibbrillazione atriale e soffro ansia e depressione e o avuto sintomi di perdita di coscienza non quido piu mi anno ammesso l,assegno ordinario quasi 400 euro con quello che o passato e sto passando con forte depressione o Il 75 per cento non supero nemmeno il reddito perche non sono all,altezza di lavorare perche o anche forti tremori spero il Mio commento e sufficiente faccio il cumadin anghe se avvolte cado a terra …….. Grazie

    Commento di antonio paoletta | 27/02/2014 | Rispondi

    • Non sono medico e non mi permetto di entrare in un campo che non è mio, ma Lei può consultare un medico che conosca la materia previdenziale (ogni pattronato ne ha uno convenzionato) segnalando tutti i problemi che ha; tenga conto che non sono gli interventi o le fasi acute delle malattie ad avere importanza, ma le conseguenze che lasciano sul nostro organismo e che impediscono un lavoro adeguato: equilibrio, tremori, depressione, perdita di coscienza ecc…

      Commento di previdenza | 28/02/2014 | Rispondi

  208. Buongiorno, dal 1 ttobre 2013 percepisco dall’inps (ex inpdap) la pensione di inabilità della legge 335/95 di 1027.00€ netti al mese ed un totale di reddito annuale lordo di 14,229.00 € .
    Consideri che il reddito annuale imponibile per l’anno 2013 fino al 30 settembre 2013 era di 24,000.00 €
    Sono invalido civile totale 100%, pertanto le chiedo visto il reddito annuale lordo di € 14229,00 a decorrere dal 1 ott 2013, se mi spetta l’assegno di invalidità di circa 280,00 € mensili e quando potro’ presentare la domanda.
    Grazie come sempre per la sua disonibilità e competenza all’inps.

    Commento di luca | 03/03/2014 | Rispondi

    • Il limite di reddito per il diritto alla pensione civile – anno 2014 – è pari a 16.449 €; quindi, se non è titolare di altri redditi, ha diritto alla pensione, ma solo dal 2014. La domanda va presentata quanto prima.

      Commento di previdenza | 04/03/2014 | Rispondi

    • Chiede scusa a Luca vorrei sapere se la liquidazione in questo caso si conteggia ? Grazie

      Commento di Vittorio | 04/03/2014 | Rispondi

      • Anche l’importo eventualmente riscosso nell’anno è rilevante e va computato nel reddito.

        Commento di previdenza | 04/03/2014

  209. 1.Nei giorni scorsi mia figlia è stata dichiarata dalla C.M.V. del MEF, ai sensi della 335/95, “Inabile permanente al servizio d’istituto ed a proficuo lavoro in modo assoluto. Sussiste assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. La inabilità non risulta determinata da infermità dipendente da causa di servizio. La menomazione complessiva che determina l’inabilità è ascrivibile alla 1^Cat. Tabella A annessa al DPR 834/81″. Potreste dirmi cortesemente se per ottenere la relativa pensione di inabilità (che ritengo sarà quella ordinaria), occorre procedere presentando domanda all’INPS mediante MOD AP60 +SS3 (AP42) + dom. per part. agev. di legge (mod. AP10 ?, o c’è qualcos’altro da fare.
    Se non vado errato la pensione di inabilità concessa dall’INPS dovrebbe essere quella secondo la 222/84? ci potrebbe essere contrasto con la 335/95?
    Occorre allegare il verbale della CMV del MEF?
    Considerato il tipo di inabilità ottenuto da mia figlia dalla CMV del MEF, l’INPS potrebbe non riconoscere il diritto alla pensione di invalidità, e riconoscere l’assegno di invalidità? (anche se non so che differenza ci sia.
    Grazie in anticipo.

    Commento di Francesco | 11/04/2014 | Rispondi

    • Se il verbale riconosce “Sussiste assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa” è stato riconosciuto il diritto alla pensione di inabilità ordinaria ex l. 335/95. La modulistica da utilizzare non è quella indicata, ma quella specifica dell’INPDAP. L’INPS si è sostituito all’INPDAP solamente dal punto di vista organizzativo, ma si applicano tutte le norme INPDAP.
      La legge 222/84 non è applicabile a Sua figlia e non è previsto l’assegno di invalidità.
      Consiglio di farsi aiutare da un patronato (gratuitamente) della zona.

      Commento di previdenza | 12/04/2014 | Rispondi

      • Purtroppo è stato il patronato a cui mi sono già rivolto che mi ha indirizzato a preparare domanda secondo la 222/84.
        Mia figlia è impiegata di Poste Italiane, e pertanto dovrebbero essere applicate le orme ex IPOST (anch’esso assorbito dall’INPS). Ma mentre come Ex INPDAP, sul sito INPS è presente il modello di domanda per la pensione di inabilita, come IPOST sul sito INPS non compare nulla. Potreste chiarirmi ancora questo aspetto. Grazie

        IL MODULO IPOST LO PUO’ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO: http://www.inps.it/docallegati/Mig/IPost/Diretta.pdf. MA L’INVIO DEVE ESSERE FATTO PER VIA TELEMATICA (PATRONATO O DISPONIBILITA’ PIN INPS) E QUINDI NON SERVE A MOLTO.
        Non capisco perché il patronato abbia fatto riferimento alla legge 222/84; io (sbagliando) avevo ipotizzato che l’ente previdenziale fosse l’INPDAP forse anche loro hanno capito male; altrimenti è meglio cambiare patronato.

        Commento di Francesco | 12/04/2014

  210. Vi ringrazio ancora per la cortesia che mi state usando rispondendomi in maniera così esaustiva e sollecita.
    Ho stampato il modulo IPOST scaricato dal sito che mi avete indicato; forse si tratta di una versione antica in quanto nell’ultima pagina (Allegato8) tra i modi di presentazione della domanda non è previsto l’invio telematico. Inoltre sul retro dell’allegato 2 si invita ad allegare ancora la certificazione rilasciata dalle ASL o dalle commissioni sanitarie prov.li e non dal MEF. Domani mi recherò nuovamente al patronato, sperando che conoscano questo modulo e che mi risolvano il problema.
    Grazie di nuovo. Francesco

    Commento di Francesco | 13/04/2014 | Rispondi

  211. Ho chiesto notizie al call center dell’INPS e mi è stato riferito che nel sito INPS non c’è un modulo IPost da inviare telematicamente. A questo punto si può costringere l’INPS ad accettare il modulo cartaceo?

    Commento di Francesco | 14/04/2014 | Rispondi

    • No. Le ho già scritto che il modulo deve essere inviato PER VIA TELEMATICA (PATRONATO O DISPONIBILITA’ PIN INPS) E QUINDI NON SERVE A MOLTO. Invio per via telematica significa che deve essere compilato utilizzando una procedura INPS alla quale può accedere solo un patronato o un cittadino in possesso delle credenziali personali (posta certificata PEC).

      Commento di previdenza | 14/04/2014 | Rispondi

  212. Mi scusi: io sono un cittadino dotato di PEC e di PIN INPS, però se il modulo telematico non è disponibile presso il sito INPS, come faccio ad inviarlo? ritengo che la stessa cosa valga per il patronato.

    Commento di Francesco | 14/04/2014 | Rispondi

    • La PEC deve essere quiella della figlia (comunque di chi chiede una qualche prestazione). Circa le modalità di invio telematico io sono il meno indicato ad aiutarre; quello che è certo è che i patronati hanno proprie procedure che consentono l’accesso ai servizi INPS.

      Commento di previdenza | 15/04/2014 | Rispondi

  213. salve, percepisco la pensione d’inabilità inpdap, avendo avuto fondi speciali ex ASST come sono stati conteggiati i contributi?mi spetta anche la complementare?a 65 anni cosa succede? grazie per le risposte.Antonio

    Commento di Anonimo | 19/04/2014 | Rispondi

    • Per quanto credo di aver capito Lei, in seguito alla legge 58 del 1992, ha fatto opzione per il pubblico impiego; quindi tutta la contribuizione anche quella del periodo presso l’Azienda di Stato per il Servizi telefonici dovrebbe essere stata valutata ai fini del diritto e della misura della pensione di inabilità. Per sapere come sono stati effettivamente valutati questi periodi si debbono consultare i prospetti di calcolo.
      Certamente non spetta la pensione complementare e a 65 anni (o il limite di età valido al momento) la pensione verrà considerata come fosse stata acqusita per vecchiaia, ma senza variazioni di importo.

      Commento di previdenza | 22/04/2014 | Rispondi

  214. Buongiorno, sono stata collocata a riposo per gravi motivi di salute all’età di 51 anni nel maggio 1993 come insegnante di scuola media pubblica. A quella data avevo maturato 22 anni di servizio utile. In seguito ho ottenuto con effetto retroattivo a seguito di sentenza della Corte dei Conti passata in giudicato e di visita medico-legale collegiale a Roma presso il Ministero della Salute il riconoscimento dell’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa ex legge 335/95. Se non fossi stata costretta a lasciare anticipatamente il servizio per l’inabilità assoluta e permanente, avrei maturato 39 anni di servizio, cioè ulteriori 17 anni, come riconosciutomi. La pensione va calcolata per intero con il sistema retributivo. Mi dite quale deve essere il meccanismo di calcolo e l’ammontare attuale della pensione? Inoltre mi è stato riconosciuto l’arretrato degli ultimi cinque anni dal 2005.
    Maria

    Commento di Maria | 07/05/2014 | Rispondi

    • La pensione va calcolata sulla base del servizio maturato all’atto di collocamento in pensione maggiorato degli ulteriori anni fino ai 39 e con rapporto alla retribuzione pensionabile dell’ultimo periodo di lavoro; per il calcolo effettivo bisogna consultare un ufficio di patronato. Penso però che Lei abbia già tutte le informazioni necessarie, se ha ottenuto una sentenza (unica nel suo genere) così come dice.

      Commento di previdenza | 09/05/2014 | Rispondi

      • Mi avete dato una risposta molto preziosa, spero solo di saperla mettere a frutto

        Commento di Maria | 10/05/2014

  215. Ho dimenticato di chiedervi se la retribuzione da aggiornare deve essere comprensiva dell’indennità integrativa speciale da conglobare. Grazie ancora e scusatemi

    Commento di Maria | 10/05/2014 | Rispondi

    • Il sistema di determinazione della retribuzione pensionabile non è semplice da spiegare brevemente, nel Suo caso però non è la retribuzione pensionabile da aggiornare, ma l’anzianità contributiva. La retribuzione pensionabile è quella già quantificata quando fu liquidata la pensione secondo le norme viegenti all’epoca.

      Commento di previdenza | 12/05/2014 | Rispondi

  216. Salve, volevo avere informazioni circa i tempi di erogazione da parte dell’inps per il riconoscimento della pensione di inabilità. Premetto che sono stato riformato in modo assoluto e non idoneo a svolgere qualsiasi attività lavorativa dalla c.m.o. nel mese di ottobre 2013. Presentavo domanda di pensione di inabilità nel mese di novembre 2013, solo nel febbraio 2014 mi liquidano la pensione sulla base dei contributi versati. L’inps mi ha riferito che dovranno procedere alla verifica dei requisiti, nonostante hanno a disposizione il verbale della c.m.o. Aquesto punto l’inps quanto tempo ha per liquidarmi la pensione di inabilità e se questi ancora non avviene quale procedura posso attivare? grazie

    Commento di ferdinando | 19/05/2014 | Rispondi

    • Mi sembra di comprendere che l’Istituto abbia liquidato in forma provvisoria la pensione di inabilità; di norma questa procedura viene utilizzata perché non sono disponibili tutti i dati necessari; non ci sono tempi prefissati per la trasformazione in definitiva. Tutto dipende dalla ragione per la quale è stata assunta questa decisione, soprattutto se i dati mancanti non sono accessibili per l’Ente. Se tutta la documentazione è acquisita regolarmnete la trasformazione deve avvenire (e non ho notizia che questo non avvenga) a breve e nel tempo massimo di 3 o 4 mesi; se questo non avviene c’è la possibilità di ricorso, ma ciò potrebbe addirittura allungare i tempi.

      Commento di previdenza | 19/05/2014 | Rispondi

  217. Torno purtroppo sul mio caso che dopo tanti anni non trova soluzione. Nessuno ancora è riuscito a calcolare la pensione che mi spetta. Come ho già detto diversi anni dopo sono stata riconosciuta inabile a qualsiasi attività lavorativa con visita medico-legale collegiale del Ministero e sentenza passata in giudicato. Riassumendo, nel maggio 1993 cessai dal servizio come insegnante di scuola media per motivi di salute con 22 anni di anzianità effettiva ai quali bisogna ora aggiungere ulteriori 17 anni di anzianità in base all’art. 2 comma 12 legge 335/95. La mia pensione deve essere calcolata con il sistema retributivo. Posso sapere come si dovrà determinare la Quota B della pensione? Come sapete tale quota che si aggiunge alla Quota A riguarda l’importo relativo all’anzianità contribuiva a decorrere dal 1° gennaio 1993 e si utilizza per i contributi maturati dal 1° gennaio 1993 fino al mese precedente la decorrenza della pensione. Nel mio caso i 17 anni di ulteriore anzianità sulla Quota B come andranno aggiunti e calcolati? La legge pone due paletti sull’importo massimo pensionistico: 80 per cento della retribuzione pensionabile, ovvero pensione privilegiata. Si verifica un paradosso normativo. In effetti la legge rischia di avvitarsi su se stessa e di tradire lo spirito per il quale era nata: consentire all’inabile al lavoro di avere le stesse chances di chi inabile non era. Altrimenti a che servirebbe una vittoria di Pirro? A che servirebbe il riconoscimento di 39 anni di anzianità se alla fine la montagna ha partorito un topolino? Sarebbe una norma priva di effettivi contenuti e del tutto disarmata. Credo peraltro che mancherebbe il principio costituzionale di ragionevolezza su un tale limite che non ha senso quando gli anni di anzianità ulteriore riconosciuti sono di una certa consistenza. Con profili di incostituzionalità riguardo a tale limite.

    Commento di Maria | 21/05/2014 | Rispondi

  218. Sull’argomento ho già scritto in questo articolo. Non mi sembra ci sia molto di più da spiegare; rispetto alla situazione di allora c’è la novità che non esiste più la pensione di inabilità per casua di servizio e, quindi, si aprono prospettive di contestazione.
    Ma, vista la decorrenza della Sua pensione, certamente questo argomento non è valido.
    Vittoria di Pirro? può essere, ma non mi meraviglia molto. Spesso – almeno nella previdenza – chi ci guadagna sono solo certi avvocati.

    Commento di previdenza | 21/05/2014 | Rispondi

  219. Mi scuso se vado fuori argomento, volevo un consiglio, Mio padre è stato riconosciuto invalido per malattia alzheimer
    in italia , siccome ha lavorato in svizzera per 10 anni , e riceve un assegno di un centinaio di euro dalla cassa svizzera, mi Chiedevo se ha diritto anche ad un assegno invalidità dall’istituto svizzero,Bisogna inoltrare domanda?
    Grazie anticipatamente Franco.

    Commento di franco | 23/05/2014 | Rispondi

    • Secondo la legislazione Svizzera le prestazioni di invalidità cessano al raggiungimento dell’età pensionabile; poiché Suo padre è titolare di pensione presumo si tratti di pensione di vecchia e, di conseguenza, nessuna prestazione ulterioe può essere erogata dalla Svizzera. Naturalmente anche in Svizzera ci sono prestazioni di natura assistenziale come per noi le indennità di accompagnamento, ma richiedono almeno la residenza.

      Commento di previdenza | 25/05/2014 | Rispondi

  220. Salve sono stato collocato in pensione ai sensi della legge 335/95 art. 2 comma 12 per anni due superiore quindi ai 18 mesi previsti per la malattia vorrei sapere nella visita di revisione se sarò riconosciuto abile a lavoro cosa succede devo rientrare nel mio posto di dipendente pubblico?

    Commento di Luciano | 24/05/2014 | Rispondi

    • Non si torna indietro: la pensione di inabilità è corrisposta a domanda ed ha come presupposto la cessazione del rapporto di lavoro.
      Nell’ipotesi che lo stato di inabilità non sia confermato va verificato il diritto alle prestazioni minori di invalidità (praticamente senza la maggiorazione del servizio).

      Commento di previdenza | 25/05/2014 | Rispondi

      • In questi casi si può ricorrere ad un ricorso? Grazie

        RISPOSTA: il cittadino può sempre proporre ricorso, ma deve essere motivato perché si possa sperare in qualche considerazione. Io non saprei come motivarlo.

        Commento di Vittorio | 17/07/2014

  221. Vi ringrazio per la vostra Sobrietà ed educazione nel rispondere alle domande che in modo compulsivo vi facciamo,
    io ritengo questo un segnale di evoluzione sociale.
    Grazie e un Buon Lavoro da Franco

    Commento di franco | 26/05/2014 | Rispondi

  222. Sono un segretario Comunale, sonono stato dichiarato inabile assoluto e permanente a qualsiasi profiquo lavoro dalla commissione medica ASL.su richiesta inoltrata tramite comune.
    Il comune non vuole dare seguito ora, perchè afferma , che nel mio caso la competenza non non era del ASL, ma della Commissione Medica di Verifica.
    Qualeè in base alla legge la commissione competente?
    grazie

    Commento di Alvaro | 04/06/2014 | Rispondi

    • Per quanto io sappia la competenza per il comparto EELL è esclusivamente della CMO interforze della sanità militare. Preciso però che questo aspetto della ttrattazione delle pratiche di inabilità non è molto seguito dal patronato perché attiene alla responsabilità delle amministrazioni

      Commento di previdenza | 04/06/2014 | Rispondi


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